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Dieta per CrossFit? Meglio! Consapevolezza per miglioramenti progressivi

Divertimento, salubrità, disciplina, flessibilità: i cardini del miglioramento
Di Editor Oukside , 12 Febbraio 2019

Dieta per CrossFit? Meglio! Consapevolezza per miglioramenti progressivi

Nel CrossFit (e non solo) sta passando l’idea che o si segue uno schema ferreo e rigido, tracciando ogni variabile, caloria e macronutriente, oppure… Niente risultati o addirittura peggioramenti. Questa storia è la dimostrazione vivente che questo, semplicemente, non è vero.

Veniamo perciò ad Andrea.

Andrea si allena nel CrossFit, con costanza e dedizione (5 allenamenti settimanali, in media) e il suo obiettivo è aumentare la massa muscolare e migliorare la performance.

Dieta per il CrossFit? Paleo? Zona? Tenere traccia di nutrienti e calorie? Prendere strampalati integratori? Fare 6-7 pasti al giorno con un rigido schema? Niente di tutto ciò.

Andrea è un ragazzo che per prima cosa si è messo in testa di rendersi consapevole del proprio corpo, di come quello che mangia ha influenza su di esso e non solo: di quanto il modo in cui lo mangia e la qualità di quel che mangia possano avere un forte impatto su dimagrimento, benessere, performance.

Tutto questo accompagnato da una sana dose di "sperimentazione": lasciarsi un po' andare e muoversi entro dei range in maniera fluida, flessibile, comoda. Sicuramente applicabile e sostenibile alla vita di tutti i giorni (Andrea è un ragazzo che lavora, si allena, e sa prendersi i suoi svaghi).

In termini estetici, il suo risultato si sintetizza nell'aver preso 1 Kg di peso (da 71 a 72 Kg circa), riducendo i millimetri delle "pliche" principali.

Per chi mastica un po' di composizione corporea e antropometria, ad esempio, prendendo ciò che più è rappresentativo per la composizione corporea di un uomo ben proporzionato (forma tra rettangolo e triangolo inverso, clavicole mediamente larghe, vita mediamente stretta), cioè circonferenza e plica addominale, la variazione è stata: da 82.5 a 81 cm di circonferenza vita, da 8 a 6 mm di plica addominale.

Un altro dato interessante riguarda le misure del braccio: circonferenza invariata (32.5 cm rilassato e 35 cm contratto) e plica tricipitale diminuita (da 10 mm a 7 mm). Tutto questo con un effetto visivo di "ricomposizione corporea" (più massa muscolare, meno grasso sottocutaneo).

Ma non è il punto focale su cui vogliamo che vi concentriate. Il punto focale è il metodo con cui questo cambiamento è stato affrontato. E ciò che ha prodotto: la capacità di sapere come autoregolarsi per raggiungere i propri obiettivi, in questo caso migliorare la composizione corporea e la performance nel CrossFit - e farlo spostando la dieta verso una dieta prevalentemente vegetariana -.

Punto focale che si evince dalla risposta alla domanda che gli è stata posta: "Quali sono stati i pilastri del percorso fatto finora, che ritieni siano stati più utili e influenti?". Ecco le sue parole, così come sono (sfinate solo di qualche typo e ripetizione):

1. Divertimento

Non vedere il percorso come una fatica ma cercare dei punti che ci stimolano e ci fanno piacere quello che stiamo facendo. Io, ad esempio, mi sono divertito nel cucinare e condire con spezie diverse, sperimentare e assaporare il cibo come suggeritomi. Aggiungerei: quando si può, mangiare con calma e godersi il pasto senza smartphone, tv, etc.

2. Niente spazzatura

Sembra ovvio, ma a volte non lo è. Guardare e prestare attenzione a cosa compriamo e a cosa ingeriamo. Spendere quindi 20 minuti in più a fare la spesa, chiedere in giro, informarsi e trovare cibi "a Km 0" o da aziende affidabili. Economicamente la differenza non sarà enorme, anzi molto piccola. Il ritorno che avremo fisicamente e mentalmente sarà invece importante.

3. Disciplina

Perché all’inizio siamo un po’ inesperti, quindi per i primi mesi vanno seguite alcunee linee guida, sì in modo rigoroso, ma senza forzarsi (se una sera mi vanno una o due birre, le bevo). Pur restando sempre nei limiti [del buon senso].

4. Flessibilità

Quando siamo più confidenti con quantità del cibo da usare ed abbiamo più consapevolezza, si può variare e ci possiamo togliere delle soddisfazioni, pur senza sgarrare, non sentendone neppure il “bisogno”. In questo modo anche mangiare fuori (al ristorante, in compagnia, etc.) sarà facile da gestire.

Non è il risultato che tutti vorrebbero raggiungere - al di là della ricomposizione corporea e della performance -, partendo da "inesperti" del proprio corpo, della dieta, di come ci si dovrebbe sentire quando ci si sente bene, arrivando fino a sapere come gestirsi da sé?

Non è la soluzione che tutti vorrebbero avere, quella di ricevere consigli sul cosa e come fare e istruzioni con cui imparare ad autoregolarsi?

È proprio questo, il senso di un percorso di Fitness: crescere, educarsi, migliorarsi. E farlo a tutto tondo.

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