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La Vitamina K: cos'è, cosa fa e perché è importante

Funzioni e tipologie della Vitamina K
Di Gianpaolo Usai , 08 Dicembre 2016

La Vitamina K: cos'è, cosa fa e perché è importante

La vitamina K è stata giustamente soprannominata "vitamina cerotto", per il suo ruolo fondamentale nella coagulazione del sangue. È necessaria infatti per la formazione di 4 delle varie proteine che partecipano alla coagulazione del sangue, una delle quali è la protrombina.

La lettera “K” non è altro che l’iniziale di una parola danese, koagulation, in quanto tale vitamina fu scoperta nel 1935 da uno scienziato danese, tale Henrik Dam, termine che esprime perfettamente la funzione più importante di questa vitamina: arginare le perdite di sangue dal nostro corpo in caso di ferite conseguenti a interventi chirurgici, traumi o varie patologie che causano per esempio lesioni della parete vascolare delle arterie causando delle emorragie.

I diversi tipi di vitamina K

Ad oggi si conoscono 3 tipi diversi di vitamina K: due di esse sono naturali e una terza è di origine sintetica. Abbiamo la K1 (chiamata anche fillochinone), e la K2 (detta menachinone) che sono quelle naturali, in quanto le troviamo negli alimenti oppure sono prodotte dai batteri del nostro intestino. Le verdure contengono vitamina K1, mentre gli alimenti animali come carne e formaggi contengono una miscela di K1 e K2 (vedi più avanti elenco degli alimenti con le più alte concentrazioni di vitamina K). Sia la K1 che la K2 sono vitamine dette liposolubili, cioè che possono essere assimilate nel nostro organismo esclusivamente attraverso sostanze di natura lipidica (grassi), e possono anche essere prodotte dall'organismo stesso nell'intestino, grazie all'azione di alcuni ceppi batterici specifici della nostra flora batterica intestinale.

E abbiamo infine la K3 (detta menadione), che invece non esiste in natura ma viene prodotta sinteticamente in laboratorio e usata in medicina per varie terapie nel trattamento dei pazienti che non riescono ad assimilare e utilizzare la vitamina K naturale (cioè la K1 e la K2), per carenza di bile, una sostanza necessaria per l'assorbimento di tutte le vitamine liposolubili. La vitamina K3, al contrario delle altre due, non è liposolubile bensì è idrosolubile, appositamente progettata per essere veicolabile nell'organismo attraverso i liquidi organici, proprio perché mirata alla cura di persone che non hanno la capacità di utilizzare bene le vitamine liposolubili veicolate dai grassi. Tuttavia, mentre le forme di vitamina K che si trovano in natura non sono tossiche, anche se somministrate in alte dosi, la forma sintetica invece, che possiede soltanto il nucleo di base della vitamina K, può avere effetti nocivi sul corpo, se presa in forti dosi.

La vitamina K è anche necessaria per la sintesi delle proteine ossee, quindi per la salute dell'intero tessuto scheletrico del nostro corpo, compresa la dentatura. La vitamina K infatti, assieme alla vitamina D, è coinvolta nella produzione di una proteina chiamata osteocalcina (1), la quale a sua volta è responsabile del deposito di calcio nelle ossa. Pertanto la vitamina K possiamo considerarla anche come una vitamina della longevità e della vitalità per le persone anziane, specialmente in chiave di potente agente anti-osteoporosi (2).

Questa vitamina è implicata anche nella sintesi del glicogeno, una particolare forma di zuccheri che viene immagazzinata nelle cellule del fegato e dei muscoli, come riserva energetica.

Una carenza di vitamina K può portare a malattie cardiache, ossa fragili, carie e cancro. Se una gran parte della vitamina K del nostro organismo proviene dai batteri intestinali, i livelli di vitamina K possono dipendere notevolmente dalla salute dell'intestino. Se l'intestino non è in salute, anche i livelli di vitamina K potrebbero diventare scarsi, specie se non si mangiano abbastanza verdure con la dieta. Alcuni studi hanno evidenziato una riduzione fino all'80% delle fratture in pazienti affetti da osteoporosi quando si assume un integratore di vitamina K2 (6).

In sintesi il consumo di alimenti ricchi di vitamina K è in grado di supportare:

  • la salute cardiovascolare (cuore);
  • la densità ossea;
  • la salute dei denti;
  • la prevenzione del cancro;
  • una riduzione delle infezioni.

La dose raccomandata giornaliera di vitamina K è di 120 mcg / giorno per gli uomini e 90 mcg / giorno per le donne.

Altre differenze tra la vitamina K1 e la K2

Vitamina K1: la troviamo nei vegetali (soprattutto a foglia verde), questa forma va al fegato dopo l'assorbimento nell'intestino, aiuta ad avere una coagulazione ottimale. Questa forma di vitamina K è quella di cui hanno bisogno i neonati per scongiurare serie forme di sanguinamento. Inoltre è sempre la K1 che evita la calcificazione dei vasi sanguigni, permette alle ossa di trattenere il calcio e quindi mantenere una struttura ossea ottimale.

Vitamina K2: i batteri intestinali producono questo tipo di vitamina. Ne troviamo dunque grandi quantità nel nostro intestino, ma sfortunatamente gran parte viene espulsa attraverso le feci. La K2 va direttamente nel sangue, nelle ossa e nei tessuti e organi diversi dal fegato.

La vitamina K1 può essere convertita in K2 dall'organismo, però il processo di conversione è piuttosto difficoltoso per l'organismo e solitamente molto scarso.

I benefici per la salute della vitamina K più in dettaglio

Salute del cuore

La vitamina K ha dimostrato di aiutare a prevenire la calcificazione delle arterie, una delle principali cause di attacchi di cuore. Funziona effettuando prelievi di calcio dalle arterie e non permettendo l'indurimento delle pareti arteriose (3, 4, 5).

Salute delle ossa

La vitamina K aumenta la quantità di una specifica proteina (osteocalcina) richiesta per mantenere il calcio nelle ossa, riducendo il rischio di osteoporosi. Alcuni studi sulla vitamina K hanno anche scoperto che un elevato consumo di vitamina K frena la perdita di minerali ossei nelle persone con osteoporosi (1, 2).

Prevenzione del cancro

La vitamina K ha dimostrato efficacia nel ridurre il rischio di cancro della prostata, colon, stomaco, polmoni e cancro orale. Uno studio ha anche trovato che alte dosi di vitamina K hanno aiutato i pazienti con cancro del fegato a stabilizzare e addirittura migliorare la loro funzione epatica.

Alcuni studi hanno mostrato infatti che ottimizzando l'introito alimentare di vitamina K2 (ma non di K1), è stato possibile abbassare il rischio di cancro avanzato della prostata fino al 63%, mostrando dunque una associazione inversa tra assunzione di menachinone (K2) e cancro della prostata (7). Studi in vitro su cellule cancerose del polmone, hanno evidenziato come la somministrazione di vitamina K2 riesca a bloccare la crescita tumorale e distruggere le cellule tumorali già esistenti (8).

Il trattamento con vitamina K2 si è dimostrato vincente nel indurre apoptosi cellulare delle cellule cancerose in pazienti affetti da leucemia e da mielodisplasie, ovvero da malattie del sangue causate dal danneggiamento di una delle cellule staminali presenti all'interno del midollo osseo (8).

Malattie del cervello e patologie neurodegenerative (Alzheimer)

La vitamina K2 è la forma principale di vitamina K che il cervello utilizza. E' stato scoperto che la forma MK-4 della vitamina K2 (esiste anche la forma MK-7), rappresenta più del 98% del totale di vitamina K presente nel cervello (9). In definitiva dunque esistono degli studi che mostrano l'importanza della vitamina K anche nell'ambito del Sistema Nervoso.

Conclusioni

Una carenza di vitamina K2 viene riconosciuta di recente nella letteratura scientifica come forte causa diretta di danno endoteliale (calcificazione vascolare) e di osteoporosi. Una supplementazione dietetica di vitamina K appare come un efficace mezzo per contrastare l'insorgere di queste patologie, quindi sia attraverso un aumento diretto nella dieta di cibi contenenti la vitamina K, sia attraverso una integrazione a base di vit. K.

Va messo in evidenza anche il fatto che praticare esercizio fisico in maniera regolare (specie contro resistenze, quindi con i pesi o ginnastica a corpo libero) costituisce un potente attivatore, modulatore e valorizzatore di tutti i processi di mantenimento della massa ossea e di decalcificazione arteriosa, ovvero dei processi legati in maniera specifica alle attività tipiche della vitamina K, della vitamina D e della omeostasi del calcio.

Questo perché l'esercizio fisico stimola l'osso a rifornirsi di minerali con regolarità e dunque a rafforzare la propria matrice ossea proprio attraverso una maggiore richiesta di minerali come calcio, fosforo e magnesio. Una aumentata richiesta di questi minerali nelle sedi dell'apparato scheletrico e della dentatura costituirà una efficiente azione di prevenzione contro osteoporosi e patologie cardiovascolari legate ad indurimento dei vasi sanguigni e calcificazione della parete endoteliale.

Nelle persone sedentarie, al netto del buono o cattivo stile alimentare, questi processi di rafforzamento dell'osso e di migliore salute dei vasi sanguigni risultano diminuiti e depotenziati per default.

In conclusione di questa breve trattazione, vi lascio una tabella con gli alimenti più ricchi di vitamina K1 (quella dei vegetali) e i loro contenuti in microgrammi per 100 g di prodotto. Gli alimenti sono inseriti in ordine decrescente di quantitativo, ovvero da quello che ne contiene di più a quello che ne ha di meno. I dati provengono da >Nutrient Database for Standard Reference, Release 28.

Alimenti

Contenuto di vitamina K

Basilico essiccato

1714,5 mg

 

Salvia fresca

 

1714,5 mg

 

Timo essiccato

 

1714,5 mg

 

Prezzemolo secco

 

1640 mg

 

Foglie di coriandolo secche

 

1360 mg

 

Prezzemolo fresco

 

1359,5 mg

 

Bieta

 

830 mg

 

Maggiorana

 

621 mg

 

Origano

 

600 mg

 

Crescione (verdura)

 

542 mg

 

Spinaci

 

540 mg

 

Foglie di rapa

 

518 mg

 

Barbabietole rosse

 

484 mg

 

Basilico fresco

 

415 mg

 

Broccoletti

 

256 mg

 

Radicchio rosso

 

255 mg

 

Cavoletti di Bruxelles

 

141 mg

 

Broccoli

 

141 mg

 

Lattuga

 

140 mg

 

Rucola

 

108 mg

 

Peperoncini secchi

 

108 mg

 

Riferimenti

  1. Maresz K. Proper Calcium Use: Vitamin K2 as a Promoter of Bone and Cardiovascular Health. Integr Med (Encinitas). 2015.
  2. Huang ZB et al. Does vitamin K2 play a role in the prevention and treatment of osteoporosis for postmenopausal women: a meta-analysis of randomized controlled trials. Osteoporos Int. 2015.
  3. Lenninger J et al. Consumption of nattokinase is associated with reduced blood pressure and von Willebrand factor, a cardiovascular risk marker: results from a randomized, double-blind, placebo-controlled, multicenter North American clinical trial. Integr Blood Press Control. 2016.
  4. Gast GC et al. A high menaquinone intake reduces the incidence of coronary heart disease. Nutr Metab Cardiovasc Dis. 2009.
  5. Margueritta S et al. Vitamin K Dependent Proteins and the Role of Vitamin K2 in the Modulation of Vascular Calcification: A Review. Oman Med J. 2014.
  6. Kaneki M. Vitamin K2 as a protector of bone health and beyond. Clinical Calcium. 2005.
  7. Nimptsch K, et al. Dietary intake of vitamin K and risk of prostate cancer in the Heidelberg cohort of the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC-Heidelberg). Am J Clin Nutr. 2008.
  8. Yoshida T, Miyazawa K. Apoptosis induction of vitamin K2 in lung carcinoma cell lines: the possibility of vitamin K2 therapy for lung cancer. Int J Oncol. 2003.
  9. Guylaine F. Vitamin K and the Nervous System: An Overview of its Actions. Adv Nutr. 2012.

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Commenti (4)

  • Arianna Messina

    Arianna Messina

    23 Novembre 2017 at 17:08 | #

    Salve, vorrei avere dei chiarimenti sulle forme MK-4 e MK-7. La prima dovrebbe essere la forma maggiormente presente nei cibi di origine animale, ma per essere assimilata deve essere convertita in MK-7 dai batteri intestinali. Mentre la forma MK-7 è quella più biodisponibile, prodotta da alcuni ceppi batterici intestinali e presente in solo alimenti come natto e formaggi fermentati. E' giusto tutto ciò?
    Nel testo però leggo che la forma MK-4 è quella maggiormente presente nel cervello. Quindi qual'è la forma migliore per un'eventuale integrazione? Perchè in altri testi ho letto che la forma migliore è la MK-7, in quanto la MK-4 difficilmente assorbibile.
    Grazie

    Rispondi

  • giancarlo

    giancarlo

    29 Ottobre 2018 at 10:15 | #

    Io devo prendere la cardioaspirina per fluidificare il sangue per problemi cardiaci. In un sito mi è stato detto che andrebbero assunti 300-400 µg/die per il fatto che assumo anche vitamina D (4.000 UI die). Ma se la vitamina k2 è un coagulante del sangue, l'effetto della cardioaspirina come fluidificante il sangue, va a farsi benedire. Ed inoltre un eccesso di vitamina K non potrebbe provocare trombi? Grazie

    Rispondi

    • Myriam Patalano

      Myriam Patalano

      29 Ottobre 2018 at 18:44 | #

      Ciao Giancarlo!
      In presenza di cardioaspirina o terapie simili (antiaggreganti, anticoagulanti) è bene non integrare la vitamina K.
      Per quanto riguarda la vitamina D, puoi tranquillamente assumerla prediligendo un prodotto di qualità.

      Rispondi

  • giancarlo

    giancarlo

    29 Ottobre 2018 at 10:15 | #

    Io devo prendere la cardioaspirina per fluidificare il sangue per problemi cardiaci. In un sito mi è stato detto che andrebbero assunti 300-400 µg/die per il fatto che assumo anche vitamina D (4.000 UI die). Ma se la vitamina k2 è un coagulante del sangue, l'effetto della cardioaspirina come fluidificante il sangue, va a farsi benedire. Ed inoltre un eccesso di vitamina K non potrebbe provocare trombi? Grazie

    Rispondi

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