Vitamina D: considerazioni sul fabbisogno giornaliero

Quanto, quando e come assumere vitamina D

Vitamina D: considerazioni sul fabbisogno giornaliero
La vitamina D è in realtà un ormone che ha 4500 recettori nelle cellule del sistema immunitario (ciascuno dei quali ha una funzione biologica specifica). Pertanto, è il più importante immunoregolatore che abbiamo a disposizione. Non è un immunosoppressore. Piuttosto, il sistema immunitario guadagna forza ed efficacia sotto l'effetto della vitamina D, ma diventa incapace di attaccare il corpo stesso” - Cicero Galli Coimbra.

Il fabbisogno giornaliero di vitamina D è ancora motivo di controversie da parte dei Ricercatori. Si passa dalle 400-600 UI/die alle 10.000 UI/die, Inoltre sono ancora poco chiari i fattori che favoriscono l’assorbimento a livello intestinale della vitamina D e la sua conversione nella forma parzialmente attiva (calcidiolo) e nella forma completamente attiva (calcitriolo).

Frequenza e dosaggio di assunzione della vitamina D

Due sono gli aspetti che dovremmo considerare a riguardo: la frequenza e il dosaggio di assunzione.

Fino a qualche anno fa si sapeva che la vitamina D veniva attivata prima dal fegato, con una reazione di idrossilazione con formazione di 25-idrossicolecalciferolo [ 25(OH)D] (calcidiolo) , e poi dai reni, con d ue diverse reazioni di idrossilazione alternative, che danno origine, rispettivamente, all'1,25-diidrossicolecalciferolo [1,25(OH)D] (calcitriolo) , la componente attiva, e al 24,25-diidrossicolecalciferolo [24,25(OH)D] , una forma inattiva, a seconda della concentrazione ematica di calcio, fosfati e paratormone.

Quello che invece si è scoperto recentemente è che la vitamina D viene attivata anche direttamente nei tessuti , senza passare attraverso il fegato e i reni.

Omeostasi della vitamina D

Fonte: Hollis BW, Wagner CL. The role of the parent compound vitamin D respect to metabolism and function: why clinical dose intervals can affect clinical outcomes. J Clin Endocrinol Metab . Dec, 2013.

La stragrande maggioranza dei Medici è ferma a 30 anni fa come conoscenze in questo campo, e non sa nulla dell’attivazione autocrina della vitamina D direttamente nei tessuti (che guarda caso sono quelli in cui la D dà una grande riduzione dell'incidenza di cancro).

Non a caso nel titolo ho parlato di fabbisogno giornaliero. Infatti la vitamina D va integrata tutti i giorni e non in mega dosi settimanali o mensili . La forma di vitamina D non attiva che assumiamo attraverso gli integratori (colecalciferolo) ha una emivita di 24 ore ; significa che se prendiamo 10.000 UI, il corpo il giorno dopo ne ha 5.000 UI disponibili, dopo 3 giorni ne ha 2.500, dopo 4 giorni ne ha 1.250 e così via fino a scomparire. Quella assunta in mega dosi fa aumentare subito il livello nel sangue, ma non la rende disponibile quotidianamente nei tessuti, dove ci serve maggiormente.

Questo è il motivo per cui alcuni studi scientifici hanno avuto risultati inconcludenti o negativi per quanto riguarda la vitamina D: hanno utilizzato dosi basse o mensili/trimestrali. Dopo qualche giorno la vitamina D si era azzerata, pur elevando il livello nel sangue, ma non risultando più disponibile nei tessuti.

Ecco un elenco di trial randomizzati e controllati sull’efficacia della vitamina D in svariate patologie; come noterete quelli con esito negativo sono caratterizzati da dosaggi troppo bassi o impostati su base non giornaliera.

Trial randomizzati sulla vitamina D

La prossima immagine mostra invece come si comporta la vitamina D se assunta quotidianamente o una volta alla settimana (fonte Hollis BW).

 Vitamina D: assunzione giornaliera vs settimanale

Quanta vitamina D assumere al giorno?

Veniamo ora all’aspetto più controverso dell’integrazione, il dosaggio giornaliero. Nuove recenti ricerche (3) affermano che i livelli raccomandati di vitamina D sono troppo bassi e dovrebbero tenere conto anche del peso corporeo.

La dose necessaria per le persone in sovrappeso od obese per raggiungere livelli ottimali di 25 (OH) D sarebbe in realtà di 12.000-20.000 UI al giorno; 2-3 volte superiore alla quantità necessaria a un individuo normopeso e 4-5 volte superiore al livello di assunzione massimo attualmente raccomandato da Health Canada.

Inoltre, lo studio ha mostrato che la supplementazione di vitamina D è sicura fino a 20.000 UI al giorno, anche con peso normale.

In questa immagine viene chiaramente spiegato che in letteratura scientifica non si sono evidenziati casi di tossicità a dosaggi sotto le 30.000 UI al giorno e con una quantità nel sangue inferiore a 200 ng/ml.

Dosaggi e tossicità della vitamina D

Il Dott. Coimbra, autore del famoso protocollo per la cura delle malattie autoimmuni con alte dosi di vitamina D, afferma senza dubbio che 10.000 UI al giorno non possono causare alcun rischio . Anzi, per coloro che soffrono di qualche malattia autoimmune, la dose può fornire un sollievo parziale, ma non eliminerà il problema. Dosi più elevate possono essere utilizzate a scopo terapeutico, ma solo sotto stretto controllo medico a causa del rischio di ipercalcemia.

C'è da dire che questo tipo di integrazione (10.000 UI al giorno) è fisiologica, per cui non va a sopprimere l'omeostasi del paratormone (PTH), il quale continua a rispondere alle solite regole, rimanendo un valore che facilmente varia, anche in base alle quantità di calcio che ingeriamo con cibo e acqua. Il livello nel sangue si stabilizza in circa 2 mesi di integrazione e, se si interrompe l'integrazione, ritorna al livello di partenza dopo 2 mesi.

Ma ci sono alcune condizioni patologiche che sconsigliano anche l’integrazione a questo dosaggio. Tra queste: ipercalcemia, insufficienza renale, iperparatiroidismo primitivo, ipertiroidismo.

Quindi è consigliabile comunque monitorare periodicamente calcemia, fosforemia e paratormone anche in soggetti sani, per poter calibrare perfettamente un’integrazione mirata e personalizzata dato che è impossibile prevedere la resistenza biologica e il livello di assorbimento individuali.

Non c'è un preciso momento in cui è consigliata l'assunzione della Vitamina D, ma potrebbe aiutare, in termini di assimilazione, assumerla a stomaco pieno perché il suo assorbimento segue quello delle altre vitamine liposolubili, quindi viene favorito dai grassi, soprattutto quelli saturi. Inoltre non occorre suddividere la dose giornaliera.

Esposizione ai raggi solari e vitamina D

Circa 20-30 minuti di esposizione al sole, con le braccia e le gambe scoperte e senza protezione solare, sono in grado di produrre 10.000 unità di vitamina D. Dopo aver raggiunto un quantitativo doppio, la produzione di vitamina D cessa. È interessante notare che questa situazione è in contrasto con le diverse raccomandazioni internazionali, che attualmente indicano ai medici di prescrivere integrazioni anche di sole 600 unità al giorno, sebbene tale dosaggio sia giustificato probabilmente solo per problemi di osteoporosi e osteomalacia.

Il Dott. J. Cannel ha provato a fare un test di intossicazione su se stesso, assumendo 100.000 UI al giorno, arrivando ad un livello sierico di 25 OH di 300 ng/ml. Dopo essersi esposto al sole ogni giorno, per due settimane, il livello scese a 250, pur continuando a prendere supplementi.

Giá il Dott. Holick aveva chiarito che non è possibile raggiungere livelli troppo alti solo tramite esposizione solare, perché il sole distrugge la D in eccesso, ma si pensava succedesse alla vitamina D prodotta nei tessuti e non introdotta tramite supplementi. Questa esperienza del Dott. Cannel riporta invece informazioni nuove e interessanti.

In Italia l'80% della popolazione è carente di vitamina D , la cui sintesi a partire dal 7-deidrocolesterolo (che si converte in colecalciferolo) è possibile solo grazie all’irradiazione dei raggi UVB del sole (sono più efficaci quelli compresi tra 290 e 315 nm con il sole almeno 30° sopra l’orizzonte), che però da Ottobre ad Aprile sono troppo deboli alle nostre latitudini per poterla sintetizzare adeguatamente.

Di seguito un esempio della quantità degli raggi ultravioletti alla latitudine della Campania agli inizi del mese di Marzo, quindi ormai a fine inverno. Alla massima altezza del sole (41°),abbiamo un livello di UV di 3 su 11 secondo la scala internazionale. Più si va a nord più l’altezza massima del sole sarà inferiore e i raggi UVB scarsi.

Raggi UVB ed esposizione solare

A ciò aggiungiamo che in inverno, sia per il clima rigido, sia per i ritmi lavorativi, diventa praticamente impossibile esporci 20-30 minuti nelle ore centrali della giornata con gambe e braccia scoperte.

Livelli di vitamina D in relazione a fattori ambientali e alimentari

Altri fattori che limitano l’assorbimento sono la pelle scura, la quantità eccessiva di ozono nell’aria, il cielo nuvoloso, l’età, la percentuale di grasso corporeo, l’utilizzo di filtri solari, una eccessiva esposizione agli inquinanti ambientali (diossine, policlorobifenili, bisfenolo A, ftalati, inquinanti organici), alcuni farmaci induttori dell’enzima CYP-24, noto per la distruzione delle riserve di vitamina D; e, come abbiamo detto prima, soprattutto la concentrazione di UVB, che dipende dalla stagione e dalla latitudine.

Per i motivi suddetti e per le variabili di assorbimento individuale, anche l’accumulo di vitamina D sintetizzata e stoccata nei tessuti adiposi nel periodo estivo spesso non è sufficiente a mantenere adeguati livelli per tutto l’anno senza un’ integrazione mirata.

Il cibo moderno inoltre, processato industrialmente, non contiene valori rilevanti di vitamina D . E comunque gli alimenti che contengono vitamina D in quantità non trascurabili sono pochi e tutti di origine animale (da tenere presente per chi segue una dieta vegetariana/vegana in senso stretto ). Il più ricco di tutti, ammesso di considerarlo un alimento e non un integratore alimentare, è l'olio di fegato di merluzzo. Altri alimenti interessanti sono il salmone, lo sgombro, il tonno, le sardine, le aringhe, il tuorlo d’uovo e il fegato.

La nostra unica fonte fisiologica di vitamina D è quindi il sole e, paradossalmente, il momento in cui questo ormone è prodotto dal corpo coincide esattamente con il momento in cui la radiazione solare è più forte e può causare il cancro della pelle. Ma 20 minuti senza protezione solare (perché praticamente le protezioni solari bloccano la produzione di questo ormone) porteranno all’organismo solo benefici.

Nessuna singola cellula umana è esclusa dai benefici della vitamina D. In aggiunta alle malattie autoimmuni , la carenza di questo ormone può causare ipertensione, diabete, cancro, oltre ad essere correlata con malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer e il Parkinson .

Nella guida sulla Vitamina D sono approfonditi altri importanti aspetti relativi all’integrazione di vitamina D: la tipologia di integratori consigliati , gli elementi e vitamine sinergici , le analisi cliniche da fare per verificare il vostro livello sierico di vitamina D e monitorare il corretto metabolismo del calcio/fosforo.

Riassumendo in pillole

La vitamina D va integrata tutti i giorni, in un dosaggio ormai ritenuto fisiologico dalle ultime ricerche di 10.000 UI/die, L’assunzione, anche in un’unica soluzione, è preferibile a stomaco pieno perché l'assorbimento della “D”, essendo liposolubile, viene favorito dai grassi, in particolare saturi.

Queste raccomandazioni valgono in particolar modo per i mesi che vanno da Ottobre ad Aprile, periodo in cui la carenza di UVB alle nostre latitudini rende problematica la sintesi cutanea della vitamina D. La quantità contenuta nei cibi è troppo bassa per stabilizzare da sola il valore ematico, tantomeno per compensare eventuali carenze. E comunque la sua eventuale presenza in quantità accettabili sarebbe limitata principalmente ad alcuni pesci grassi.

Scopri di più sulla vitamina D, dosaggi da fare, integratori da prendere, accortezze da tenere a mente nella guida dedicata.

Tutto quello che c'è da sapere, aggiornato con le ultime evidenze scientifiche e tante informazioni pratiche da applicare

Scarica la guida

Riferimenti

  1. Bruce WH. Vitamin D Dosing Interval. College of Medicine Medical University of South Carolina. Jul, 2014.
  2. Hollis BW, Wagner CL. The role of the parent compound vitamin D respect to metabolism and function: why clinical dose intervals can affect clinical outcomes. J Clin Endocrinol Metab . Dec, 2013.
  3. Ekwaru JP et al. The importance of body weight for the dose response relationship of oral vitamin D supplementation and serum 25-hydroxyvitamin D in healthy volunteers. PLoS One . Nov, 2014.
  4. Veugelers PJ, Ekwaru JP. A statistical error in the estimation of the recommended dietary allowance for vitamin D.Nutrients . Oct, 2014.
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  6. Coimbra CG. Cícero Galli Coimbra, o médico que trata a esclerose múltipla sem remédio. veja.com. Jun, 2014.

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Sull'Autore

Gianluca Pirro

Appassionato di tutto ciò che è alternativo, naturale, nella sfera del benessere, in particolare delle proprietà terapeutiche degli alimenti, delle piante e dei funghi medicinali. Operatore in Discipline Bio-Naturali di area orientale, da sempre attratto dalla Medicina Tradizionale Cinese e dalla sua visione di salute e malattia. Ogni tanto divago anche... per esempio sulla vitamina D.

Commenti (24)

  • Simone

    Simone

    06 Dicembre 2016 at 15:06 | #

    Salve, quali sono le migliori marche di integratori o quelli che voi consigliate?? Grazie

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    06 Dicembre 2016 at 16:40 | #

    Guarda per quelli da 10.000 ui uno dei migliori e più facilmente reperibile è la Now Foods. Oppure la Life Extension da 5000 o 7000 UI. Va bene anche Healthy Origins che è un po' più economica.

    Rispondi

  • Matteo Manfredi

    Matteo Manfredi

    30 Dicembre 2016 at 00:14 | #

    Complimenti Gianluca...voi di Oukside siete davvero i migliori...articolo molto utile e davvero fatto bene..

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    30 Dicembre 2016 at 00:36 | #

    Grazie Matteo. Se ti interessa approfondire ulteriormente nella sezione Bookademy ci sta un bel pezzo molto più corposo sulla vitamina D

    Rispondi

  • Fucsia

    Fucsia

    05 Gennaio 2017 at 15:21 | #

    Sono stata curata per ipertiroidismo basedow, ora ho valori nella norma, ho fatto il dosaggio di vit d e risulta 19,9 insufficiente, vorrei sapere quante gocce di dibase al Gio dovrei prendere. Grazie

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    05 Gennaio 2017 at 15:53 | #

    Mi spiace ma in presenza di patologie la questione è di pertinenza medica. E in ogni modo non sarebbe possibile farlo a distanza.
    Se non ci sono interferenze con la tua situazione né con farmaci che prendi eventualmente, 10.000 ui (40 gocce) potrebbero essere utili per elevare un valore basso di 20 ng/ml.

    Rispondi

  • Salvatore Salvato

    Salvatore Salvato

    11 Marzo 2017 at 14:49 | #

    Non capisco il passaggio sulla durata dell'emivita che viene detto sia di 24 ore. Viene spontaneo pensare che dopo 24 ore non ci resti niente, mentre si dice che il giorno dopo sia di 5000, il giorno dopo ancora 2500. Mi spiega l'andamento della disponibilità e dell'emivita? Le sarei molto grato.

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    11 Marzo 2017 at 15:10 | #

    "Emivita o tempo di dimezzamento" in farmacologia è il tempo che occorre perché la concentrazione di una sostanza farmacologica nel sangue si riduca alla metà del valore iniziale. Quindi dopo 24h si dimezza non si azzera. Di qui il principio che la vitamina D va assunta quotidianamente e non settimanalmente o peggio ancora mensilmente come viene spesso prescritta per comodità di assunzione.

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    11 Marzo 2017 at 15:36 | #

    Aggiungo per precisione che l'emivita di 24h circa è riferita al colecalciferolo, la forma di assunzione tipica degli integratori, che è una molecola non ancora attivata dal corpo dovendo subire le due idrossilasi epatica e renale per la completa attivazione. Le forme attive farmacologiche (calcidiolo o calcitriolo o diidrotachisterolo) non rientrano in questo discorso

    Rispondi

  • ORAZIO

    ORAZIO

    01 Aprile 2017 at 22:13 | #

    Scusate ma docono che si deve bere tanta acqua e prendere la K...? È vero ? Grazie per la risposta

    Rispondi

  • ORAZIO

    ORAZIO

    01 Aprile 2017 at 22:20 | #

    DICONO...NON DOCONO...! SCUSATE

    Rispondi

  • Gianluca Pirro

    Gianluca Pirro

    02 Aprile 2017 at 00:21 | #

    Si è vero. L'abbondante idratazione diluisce la concentrazione di calcio a livello renale e la vitamina K2 veicola il calcio assorbito verso le ossa prevenendo la calcificazione dei vasi sanguigni.
    Ovviamente tutto in relazione alla quantità assunta.

    Rispondi

    • sara prandini

      sara prandini

      21 Novembre 2017 at 12:38 | #

      per 10.000 ui/giorno di vit. D quanta K2 andrebbe assunta?

      Rispondi

      • Gianluca Pirro

        Gianluca Pirro

        21 Novembre 2017 at 14:20 | #

        Non ci sono pareri concordi a riguardo.
        Si ma da un minimo di 200 mcg di K2 Mk7 a un massimo di 1000 mcg

        Rispondi

  • Orazio

    Orazio

    02 Aprile 2017 at 10:24 | #

    Grazie infinite dell'immediata ed esauriente risposta...!

    Rispondi

  • Giusy

    Giusy

    23 Novembre 2017 at 07:19 | #

    Scusate si può prendere vitamina D non sintetica giornaliera e quale in erboristeria?

    Rispondi

    • Gianluca Pirro

      Gianluca Pirro

      23 Novembre 2017 at 08:50 | #

      Gli integratori sono tutti a base di colecalciferolo estratto dalla lanolina. Quindi sono naturali

      Rispondi

  • Giusy

    Giusy

    23 Novembre 2017 at 07:21 | #

    Scusate si può prendere vitamina D non sintetica giornaliera e quale in erboristeria?

    Rispondi

  • LUca

    LUca

    10 Dicembre 2017 at 17:31 | #

    Io sto assumendo vitamina d della long life, 2 cpr da 10 mc al giorno. Ora che ho letto questo articolo non credevo che la dose che stavo assumendo era bassissima. Ma quindi dovrei prendere almeno 10 cpr????

    Rispondi

  • LUca

    LUca

    10 Dicembre 2017 at 17:33 | #

    Io sto assumendo vitamina d della long life, 2 cpr da 10 mc al giorno. Ora che ho letto questo articolo non credevo che la dose che stavo assumendo era bassissima. Ma quindi dovrei prendere almeno 10 cpr????

    Rispondi

    • Gianluca Pirro

      Gianluca Pirro

      11 Dicembre 2017 at 02:35 | #

      Se è quella da 1000 UI allora si. Infatti esistono già le perle da 10.000 ui

      Rispondi

  • LUca

    LUca

    11 Dicembre 2017 at 15:53 | #

    ma non è troppo? scusami se sono malfidente, è che queste dosi così alte mi spaventano un pò.. da 1000 a 10000.. ma x quanto tempo? ci sono studi che posso verificare, anche on line? grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      11 Dicembre 2017 at 16:23 | #

      Nella guida completa sono presenti tutti i riferimenti per approfondire, ma è già un grosso approfondimento di per sé, che spiega i passaggi per i quali è bene assumere quelle dosi (sicuramente d'inverno; meno quando ci si espone maggiormente al sole).

      https://www.oukside.com/shop/guide/vitamina-d-integratori-dosaggi

      Ecco la lista dei riferimenti completa:



      http://www.youtube.com/watch?v=FbheaULwRAk&feature=youtu.be with Bruce W. Hollis, Ph.D., College of Medicine Medical University of South Carolina. Dr. Hollis explains research detailing why frequency of dosing affects whether vitamin D is effective for disease prevention. Topic: Vitamin D Dosing Interval. By: Dr. Bruce Hollis. Event Date: 07/01/14


      Hollis BW, Wagner CL. “The role of the parent compound vitamin D respect to metabolism and function: why clinical dose intervals can affect clinical outcomes”, J. Clin. Endocrinol. Metab., Dec 2013


      Ekwaru JP, Zwicker JD, Holic MF, Giovannucci E, Veugelers PJ (2014), “The importance of Body Weight for the Dose Response Relationship of Oral Vitamin D Supplementation and Serum 25-Hydroxyvitamin D in Healthy Volunteers”. PLoS ONE 9(11): e111265.doi:10.1371/journal.prone.0111265, 2014


      Veugelers PJ, Ekwaru JP. “A statistical error in the estimation of the recommended dietary allowance for vitamin D”, Nutrients. 6(10):4472-5. doi: 10.3390/nu6104472., 20 Oct 2014


      Grant et al., “An estimate of the economic burden and premature deaths due to vitamin D deficiency in Canada”, Molecular Nutrition and Food 54:1172-81., 2010


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      Veugelers PJ, Ekwaru JP. “A statistical error in the estimation of the recommended dietary allowance for vitamin D”, Nutrients. 6(10):4472-5. doi: 10.3390/nu6104472., 20 Oct 2014


      Grant et al., “An estimate of the economic burden and premature deaths due to vitamin D deficiency in Canada”, Molecular Nutrition and Food 54:1172-81., 2010


      Coimbra CG, O médico que trata a esclerose múltipla sem remédio, entrevista, http://vitaminad.nositio.net/news/Cicero-Galli-Coimbra-o-medico-que-trata-a-esclerose-multipla-sem-remedio-VEJA.htm

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    • Gianluca Pirro

      Gianluca Pirro

      11 Dicembre 2017 at 19:00 | #

      Luca comunque è una dose che, salvo patologie paratiroidee nascoste di cattiva regolazione del metabolismo del calcio, al 99% non crea nessun problema. Ma in ogni modo, come specificato nell'articolo, anche con 10.000 UI meglio sempre fare analisi periodiche di controllo della VIT D e almeno della calcemia

      Rispondi

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