Ipotiroidismo sublinico: tra sintomi e terapia, la giusta dieta

Trattare e prevenire l'ipotiroidismo subclinico con la dieta e senza farmaci

Ipotiroidismo sublinico: tra sintomi e terapia, la giusta dieta

“Non riesco a dimagrire, devo farmi controllare la tiroide?”. Questa frase l’avranno sentita migliaia di volte professionisti della nutrizione e della salute di tutto il mondo. Un’altra molto ricorrente, dall’altro lato della scrivania è “La mia paziente non dimagrisce più: le faccio controllare la tiroide?”.

Va bene, controlliamo questa benedetta tiroide e vediamo cosa viene fuori. Il T3 è basso, ipotiroidismo. Perciò non dimagrisci!” Da qui nascono le seguenti psicosi:

  • Lato paziente: “Non è giusto, perché proprio io? Dovrò stare a dieta per sempre?”
  • Lato Nutrizionista: “Visto che il suo metabolismo è bloccato, devo ridurre le porzioni della sua dieta, soprattutto i carboidrati!”
  • Lato Endocrinologo: “Più Eutirox per tutti. Tanto costa poco, la complianza sarà massima.”

Che ne dite di analizzare il quadro, insieme, con calma e razionalità, prima di ricorrere alla dieta paleo per le malattie autoimmuni? Che poi, queste malattie autoimmuni… Non mi allargo, saranno oggetto di un futuro articolo.

Dieta e tiroide: la giusta direzione tra causa e conseguenza

“La tiroide non mi funziona bene, quindi non riesco a dimagrire”. Giusto? E se invece fosse: “Non riesco a dimagrire, quindi la tiroide non mi funziona bene”? Vorrei sapere come mai nel mondo della nutrizione e della salute si tenda sempre a focalizzarsi su una questione guardandola “da dietro”.

Un po’ come la storia del cortisolo alto al mattino, che ci spinge a pensare di dover mangiare carboidrati per doverlo abbassare. Perché, invece, non pensare al fatto che il cortisolo si elevi proprio per darci le energie necessarie per farci svegliare? Passiamo oltre, anche questo sarà oggetto di un futuro articolo.

Torniamo alla nostra tiroide. Ebbene sì, la dieta fa abbassare la funzionalità tiroidea (1). Se trovate strano quanto detto è perché non avete ben chiare le basi dell’Endocrinologia. Ma non serve essere dei post-doc per arrivare a una conclusione del genere: dovete pensare dal lato del corpo, piuttosto che guardare il corpo dalla vostra prospettiva.

Cosa succede quando facciamo una dieta, applicando dunque una restrizione energetica? Che il nostro organismo risponde in modo tale da preservare il più possibile le scorte energetiche. Il che significa cercare di ritenere quanto più grasso corporeo possibile e smantellare quanta più massa magra possibile.

Restrizione calorica e funzionalità tiroidea

Senza scomodare tutta l’orchestra di ormoni e sostanze che entrano in gioco in questo processo, concentriamoci sugli ormoni tiroidei, protagonisti di questo articolo. Dobbiamo anzitutto sapere che la tiroide produce T4 (forma inattiva degli ormoni tiroidei), che viene trasformato nel fegato e nei tessuti periferici in T3 (forma attiva).

Il T3 nei tessuti periferici determina rilascio di energia dalle scorte presenti: acidi grassi dal grasso corporeo, aminoacidi dal tessuto muscolare dal quale si ricavano aminoacidi e glucosio dal glicogeno (principalmente epatico, poco muscolare).

Va da sé che se le scorte energetiche sono carenti, l’organismo mette in atto dei meccanismi di difesa per non perdere ulteriormente grasso e massa proteica. Come? Abbassando la produzione di T3!

Abbiamo quindi scoperto che la dieta (o restriziona calorica) abbassa il T3. Vediamo dunque cosa non fare se la tiroide non funziona bene a causa della dieta.

La soluzione a tutti i mali è ben lontana dall’essere l’Eutirox

Cosa accade quando il nostro caro Endocrinologo prescrive Eutirox a chi, dopo una dieta restrittiva, si trova i valori di T3 sotto la norma? Niente di buono, ma sempre meglio Eutirox che Cytomel! Se non state capendo, vi spiego subito.

Eutirox è l’equivalente sintetico del T4. Cytomel lo è del T3. Se il nostro corpo si sta difendendo da una restrizione energetica abbassando il T3, secondo voi quanto può essere saggio alzare il T3 in maniera innaturale, farmacologica? Direi che è da incoscienti. In questo modo non si fa altro che indurre tutti quei processi che il nostro corpo cercava di rallentare: perdita di tessuto magro e massa proteica, da muscoli, ossa e organi.

Con l’Eutirox i danni sono minori, dal momento che post-dieta la conseguenza si riflette in una diminuzione della conversione del T4 a T3 a livello epatico. Se la conversione è inibita, aggiungere T4 non fa aumentare considerevolmente i livelli di T3, ma potrebbe avere dei vantaggi sulla soppressione della produzione di TSH (2).

Il TSH è l’ormone di stimolazione della tiroide, prodotto dall’ipotalamo per indurre la tiroide a produrre T4. Il TSH è regolato dai livelli di T3 e T4 circolanti, che ne sopprimono la produzione. Questo ha senso: se sono presenti già buoni livelli di ormoni in circolo, non è saggio stimolare ulteriormente la tiroide per produrne ancora.

Il problema è uno e di facile risoluzione: ipotiroidismo subclinico e dieta

Tiroidite di Hashimoto e disfunzioni autoimmuni? Infiammazione indotta da Neu5Gc? Prima di pensare a cose troppo complesse, facciamo un passo indietro e controlliamo la dieta: l’apporto energetico e il cibo che mangiamo possono ripristinare i valori tiroidei e far funzionare la “ghiandola del metabolismo” al meglio.

Nota bene: questo non significa che le tiroiditi e i problemi autoimmuni debbano essere presi sottogamba: saranno proposte soluzioni ad hoc anche per questi. Quello che voglio dire è che spesso un problema viene percepito come primario, quando in realtà è conseguenza di qualcosa di più profondo.

Cominciamo subito col dire che l’Eutirox, in questo caso, potrebbe non dare alcun vantaggio (3). Ma vediamo di capire come si presenta l’ipotiroidismo subclinico e come fare per risolverlo. Stanchi, affaticati, irritabili, freddolosi, con la pelle secca e opaca e i capelli deboli? Probabilmente la vostra tiroide non sta funzionando al meglio.

Se poi fate dei dosaggi ormonali e trovate DHEA-S e testosterone bassi, T4 elevato elevato, T3 basso e TSH elevato… Cominciate a pensare a come risolvere la situazione e a considerare tutti gli stressor che agiscono sul vostro corpo (dieta, allenamento, carenza di sonno, distribuzione dei pasti, stress psicologici) per ripristinare una corretta produzione degli ormoni tiroidei.

I tre migliori alimenti per la tiroide

Uno studio (4) ha dimostrato come la presenza di certi alimenti nella dieta potesse risolvere la condizione di ipotiroidismo subclinico. Ai soggetti dello studio è stata somministrata una dieta con tre porzioni di carne (grassa) a settimana, verdure a foglia verde larga almeno cinque volte a settimane e prodotti caseari interi (latte intero o burro, ogni giorno) e i valori tiroidei si sono normalizzati.

Gli alimenti grassi e gli acidi grassi saturi migliorano la funzionalità tiroidea? Forse sì, forse no. Secondo alcuni studiosi non è l’aumento degli acidi grassi saturi ma la diminuzione degli acidi grassi polinsaturi (PUFA) a ripristinare il T3 (5). C’è di più: i cibi prescritti nello studio sopra citato contengono ottime dosi di ferro, iodio, vitamina A e rame, micronutrienti utili per la funzionalità tiroidea.

Raccomandazioni pratiche pronte all’uso

L’ipotiroidismo sublicinico fa parte di un quadro più generalizzato di stress indotto da dieta, allenamento e stile di vita non idonei al nostro corpo. La soluzione è dunque multifattoriale. Interessato è, infatti, anche l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, per cui va ripristinato anche quello.

Soluzioni dietetiche

A livello dietetico, sono tre le cose da ricordare (a parte prendere gli integratori, elencati giù): aumentare i carboidrati ad almeno 150 grammi al giorno, evitare il digiuno intermittente (il che porta a concludere che i carboidrati debbano essere distribuiti, almeno in 2 o 3 pasti) e consumare cibi “ricchi” come fegato, frattaglie, burro, olio di fegato di merluzzo, tuorli, cocco (6).

Questi cibi, ricchi non solo di grassi e acidi grassi saturi, sono ricchi di microelementi quali iodio, zinco, selenio, rame, cromo, manganese, vanadio, con un ruolo importante nella salute della tiroide (6)

Integratori consigliati

Lo iodio e il selenio sono al primo posto tra gli integratori utili al ripristino del corretto funzionamento della tiroide. 50 mg dell’uno e 200 mcg del secondo, una volta al dì, sono ciò che serve per lo scopo proposto.

Saggia scelta costituisce l’aggiunta di 1 grammo al giorno di vitamina C, per migliorare l’assorbimento dello iodio (7) nonché proteggere dallo stress ossidativo. A tale scopo, fondamentale diventa l’N-acetilcisteina per ripristinare il glutatione ridotto nel fegato e quindi l’attività della deiodinasi (che, ricordate, converte il T4 in T3) (8).

Anche il DHEA, in dosi di 50 mg al giorno, può essere utile, dal momento che bisogna pensare anche all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene. In tal senso, è da evitare la caffeina e gli stimolanti in genere: questi richiedono che le surrenali producano cortisolo, affaticando queste ghiandole ulteriormente.

Allenamento

L’allenamento deve essere ben programmato per evitare stress eccessivo. Bisogna tenere presente che chi è soggetto a questo tipo di problematiche lo sarà sempre e il suo allenamento dovrà essere regolato di conseguenza.

Non gettarsi in lunghe sedute di allenamento aerobico, effettuare allenamenti anaerobici basati su scatti o sforzi di breve durata e molto intensi, è sicuramente una buona strategia da seguire mentre si cerca di ripristinare la funzionalità della tiroide.

Stile di vita

Il sonno e gli impegni lavorativi dovrebbero essere ben regolati. Senza entrare nel dettaglio, dal momento che saranno pubblicati articoli in merito, bisognerebbe cercare di ripristinare il ciclo circadiano tramite il modo in cui ci si espone alla luce e si dorme. È bene dormire in stanze completamente buie ed esporsi alla luce al risveglio.

Gli impegni della vita lavorativa non dovrebbero influire e intralciare il relax e la vita di tutti i giorni: darsi degli orari e delle scadenze piuttosto che rincorrere freneticamente, senza mai raggiungerli, determinati traguardi, è certamente un valido contributo che può ridurre lo stress a carico del corpo intero.

Riferimenti

  1. Fontana L et al. Effect of long-term calorie restriction with adequate protein and micronutrients on thyroid hormones. J Clin Endocrinol. Aug, 2006.
  2. Fatourechi V. Sublinical hypothyroidism: an update for primary care physicians. Mayo Clin Proc. Jan, 2009.
  3. Pearce EN. Update in lipid alterations in subclinical hypothyroidism. J Clin Endocrinol. Feb, 2012.
  4. Gawlik A et al. Subclinical Hypothyroidism in Children and Adolescents: Is It Clinically Relevant? Int J Endocrinol. 2015.
  5. Ullrich IH et al. Effect of low-carbohydrate diets high in either fat or protein on thyroid function, plasma insulin, glucose, and triglycerides in healthy young adults. J Am Coll Nutr. 1985.
  6. Neve J. Clinical implications of trace elements in endocrinology. Biol Trace Elem Res.
  7. Abraham GE, Brownstein D. Evidence that the administration of Vitamin C improves a defective cellular transport mechanism for iodine: A Case Report. www.optimox.com.
  8. Flanagan RJ, Meredith TJ. Use of N-acetylcystein in clinical toxicology. Am J Med. Sep, 1991.

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Sull'Autore

Vincenzo Tortora

Sono sempre alla ricerca della massima raffinatezza: la semplicità. Nel Fitness si traduce nell'analisi minuziosa del contesto che mi trovo di fronte, applicando ad esso approcci che puntino al massimo risultato in termini di Ricomposizione Corporea o Bodyrecomposition, col minor sforzo possibile.

Commenti (24)

  • lorenzo Candela

    lorenzo Candela

    26 Aprile 2016 at 13:10 | #

    Grande articolo! Semplice e completo. Chiedo qua, in modo che la risposta possa risultare utile a chi ha lo stesso dubbio: anche chi soffre di sindrome da basso T3, quindi con T4 e TSH nella norma dovrebbe evitare lunghi periodi di digiuno e scendere al di sotto di 130/150g di carb al giorno?
    Grazie :)

    Rispondi

  • Chiara

    Chiara

    11 Marzo 2017 at 13:32 | #

    Chiedo anche io se posso visto che non ho mai letto così tante informazioni utili in un articolo.
    Ma se è il T4 ad essere basso e il T3 nella norma, la dieta c'entra qualcosa?
    Grazie :)

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    13 Marzo 2017 at 08:29 | #

    Ciao Chiara,

    In quel caso sarebbe utile osservare cosa succede "ai piani superiori" (ipofisi/ipotalamo) e se c'è della produzione ectopica. Questo T3 da qualche parte dovrà venire! :)

    In tal caso io credo la dieta sia meno influente, perché questa incide molto più proprio sulla conversione T4 -> T3 (la restrizione diminuisce questa conversione).

    C'è un PERO': di quale T3 parliamo? Perché se lo metti tutto insieme (con l'rT3) quanto appena detto (in questo commento, intendo) "salta". In questo caso leggi questo: http://www.oukside.com/blog/fitness/item/squilibri-tiroide-rt3

    Spero di essere stato utile.

    Un saluto.

    Rispondi

  • Simona

    Simona

    06 Aprile 2017 at 19:26 | #

    Salve,
    ho letto di tf3 o ft4 alti, ma a me è stato riscontrato che sono nella norma, ho solo tsh alto a 7,56.
    Io già uso sale (anche troppo..tanto che amici dicono che ne uso troppo)...

    Anche nel mio caso dovrei :
    integrare:
    Iodio 50mg al dì
    Selenio 200 mcg ak dì
    1gr vitamina C al giorno
    N-acetilcisteina (che non sò cos'è)
    DHEA (che non sò cos'è)
    Evitare Caffè (ma tanto non ne bevo)
    Esporsi al sole ogni giorno appena sveglia e fare movimento giornaliero ma senza sforzare troppo.
    ?
    Mi hanno anche detto di non mangiare farine, zucchero e dolci,...ed un sacco di roba tra cui: frutta dolce (ma la frutta per me è tutta dolce), miele, manzo, ecc..
    Inoltre io sono portatrice sana di anemia mediterranea e tendo all'anemia, il mio quesito è posso seguire una dieta che mi aiuti con tsh alto (ricordo ft3 e gt4 normali) ma non mi danneggi in altro?
    Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      06 Aprile 2017 at 19:54 | #

      Ciao Simona,

      Rispondere a questa tua domanda non è così semplice in quanto - purtroppo - non basta del corpo vedere il "qui e ora" ma bisognerebbe anche conoscere la tua storia. In particolare, in questo caso, non ci basta sapere che il TSH sia elevato ma bisognerebbe capirne la causa indagando a fondo.

      Quindi, in linea di massima, sono validi tutti i consigli che leggi e quelli che ti hanno dato. Se alcune cose non le conosci, semplicemente non considerarle neppure; meglio non prendere nulla che prendere senza sapere se su di te potrebbero sortire un buon effetto.

      Mentre il resto da te citato non è pericoloso in sé anche se dovresti chiedere sempre parere al tuo Medico o Specialista che ti segue.

      Lo stesso dicasi per la "dieta", che è qualcosa di molto più ampio e complesso e non deve essere ridotta a un semplice schema; potresti beneficiare di una dieta mal fatta che però agisce esattamente sulle cause della tua condizione, facendoti migliorare, e magari avere svantaggi con una dieta "perfetta sulla carta" che però non è appropriata a te (ti ricordo che ci vorrebbero anche tanti altri dati, come composizione corporea, tipo, preferenze alimentari, risposta ai diversi nutrienti, etc.).

      Se non hai nessuna "guida", potresti affidarti ai Professionisti del Team, che arrivano alla strategia dopo un processo che comprende varie domande e un lungo questionario per capire chi/cosa c'è dietro la situazione che descrivi:

      http://www.oukside.com/ptcoach

      Un cordiale saluto.

      Rispondi

  • francesco ragone

    francesco ragone

    12 Settembre 2017 at 10:35 | #

    Ciao Vince. Una domanda, siccome per i pazienti ipotiroidei io vado di ciclizzazione dei carboidrati. tenendo le proteine 1,5g/kg e i grassi 0.8-1g/kg. Meglio non scendere in caso di ipotiroidismo sotto i 130/150g/kg di carboidrati al giorno? Ho una ciclizzazione con carbo 150 on e 100 off avrebbè senso? ovviamente arrivati ad una fase di stallo esco dalla ciclizzazione e faccio 1-2 settimane in normocalorica. Che ne dici Vins? io vorrei capire se è cosi sbagliato scendere sotto questi 150g di carbo famosi

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    12 Settembre 2017 at 10:48 | #

    Ciao Francesco,

    Come hai detto tu va bene e, sì, è bene considerare le cose su un time frame non di poche ore ma di qualche giorno.

    È vero che potrebbero non essere utili diete ciclizzate spinte (e.g. 0, 0, 250, 0 0, 0, 500) anche se la media sarebbe la stessa, ma una moderata ciclizzazione può invece essere molto proficua (come quella da te illustrata).

    ;)

    Un caro saluto

    Rispondi

  • francesco ragone

    francesco ragone

    13 Settembre 2017 at 16:04 | #

    Grazie mille Vins :D leggo quel link che mi hai mandato in privato e continuo a massacrarti di domande :D

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      14 Settembre 2017 at 09:24 | #

      Non rientrando nella nostra netiquette parlara all'orecchio in pubblico, questo è il link di cui si parla: https://www.oukside.com/blog/motivazione/potenza-credenze

      Per capire che a volte ci si concentra su fattori iper specifici perdendo di vista il quadro generale.

      Nel quadro generale rientrano le credenze, "potenti farmaci" per la salute generale.

      Un caro saluto,
      Vincenzo.

      Rispondi

  • Francesca

    Francesca

    17 Settembre 2017 at 15:40 | #

    Ho letto questo interessantissimo articolo poiche dalle ultime analisi è emerso un tsh nella norma e T3 e T4 un po bassi. Contestualmente ho emoglobina, ferritina basse. Posto che faró ulteriori accettamenti clinici, è possibile che questo sbalzo sia dovuto a diete fai da me unite a intense sedute di allenamento??tutto ció ha comportato negli ultimi mesi un non equilibrato diario alimentare.
    Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      18 Settembre 2017 at 09:26 | #

      Ciao Francesca,

      decisamente sì. Conviene che ti ri-regolarizzi dal punto di vista dietetico e dell'esercizio per poi eventualmente ripetere le analisi.

      Queste ultime, in ogni caso, non dovrebbero fuorviarti, ricorda che sono delle "istantanee" e vanno valutate in un contesto molto ampio.

      Un caro saluto,
      Vincenzo

      Rispondi

  • annalisa

    annalisa

    19 Settembre 2017 at 10:24 | #

    Ciao Vincenzo,
    anni fa mi è stato riscotrato ipotiroidismo di Hashimoto e il medico mi ha prescritto l'eutirox.. inzialmente da 25 e poi da 50. Mi alleno 3 volte a settimana, in modo intenso, e uso un termogenico bruciagrassi: pensi ci siano controindicazioni? Lo devo dire al medico? Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      19 Settembre 2017 at 10:36 | #

      Ciao Annalisa,

      I termogenici lavorano sempre interferendo con surrene e tiroide. Meglio prestare (più) attenzione rispetto a chi non ha problemi su queste ghiandole.

      Io sono per sospenderli del tutto, eventualmente utilizzando estratti naturali (non per questo senza azione farmacologica), ma SEMPRE a cicli, come ad esempio in questa guida: https://www.oukside.com/shop/risorse-gratuite/caffeina-stimolanti-fitness-sport

      In ogni caso, rivolgiti sempre a personale esperto (Endocrinologo) per queste problematiche.

      Un caro saluto,
      Vincenzo

      Rispondi

  • carlotta

    carlotta

    05 Ottobre 2017 at 12:01 | #

    anche io soffro di tiroidite di hashimoto e assumo eutirox 50. pensi ci possano essere interferenze se assumo un termogenico con tirosina e iodio?
    grazie

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    06 Ottobre 2017 at 10:26 | #

    Ciao Carlotta,

    I termogenici agiscono sempre sull'asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide. Alla lunga non sono proprio il top e vanno sempre in un certo senso "ciclizzati".

    Caffeina, stimolanti & co. sono sostanze farmacologiche; che siano farmaci ma presi così alla leggera dipende solo dal fatto che la caffeina è commercializzata a bassissimo costo.

    Già senza problemi vanno utilizzati con un certo grado di attenzione; in situazioni di alterazioni tiroidee, l'attenzione è esponenzialmente aumentata. Se non sei esperta nel settore, ti consiglio di non affidarti ai termogenici (lasciano il tempo che trovano in ogni caso).

    Spero di aver chiarito.

    Un caro saluto

    Rispondi

  • carlotta

    carlotta

    06 Ottobre 2017 at 11:13 | #

    Grazie, molto esaustivo.
    Conosci un bravo endocrinologo a Venezia?

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      06 Ottobre 2017 at 12:03 | #

      Ciao.

      Aspettiamo gli altri che potrebbero aiutarti. Io non ne conosco, mi 'spiace.

      A presto.

      Un caro saluto

      Rispondi

  • wanda rizza

    wanda rizza

    07 Ottobre 2017 at 08:59 | #

    Ciao Carlotta,
    potresti contattare Alfredo Saggioro, che non è endocrinologo ma si occupa di Medicina Funzionale anche per quanto riguarda i problemi della tiroide. Riceve a Mestre.

    Wanda

    Rispondi

  • Giovanna

    Giovanna

    02 Dicembre 2017 at 01:52 | #

    Ciao Vincenzo innanzitutto complimenti per gli articoli che scrivi sempre interessanti e utili. Ti volevo chiedere in caso di paziente in sovrappeso che non perde peso che ha TSH e fT3 alto e fT4 nella norma così come anche gli anticorpi antiperossidasi e antitireoglobulina che rientrano nel range di normalità cosa consigli da un punto di vista alimentare? Inoltre credi che la sua difficoltà a perder peso sia associata a questi valori? Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      04 Dicembre 2017 at 10:59 | #

      Ciao Giovanna e grazie per le parole e il tuo commento.

      Per la domanda: l'associazione può starci, ma va chiarita la direzione causa->conseguenza.

      Qui ci sarebbe anche da prendere in considerazione il tempo in cui i vari "stressor" hanno agito:

      A. Da quanto sono così quei valori (ti rispondo io: "NON SI SA" - perché le analisi ti fanno vedere solo il qui ed ora)?
      B. Da quanto la persona è in "stallo" col peso?
      C. Quali altri stressor ci sono addosso?
      D. È così importante considerare quei valori su quella persona? (della serie "La vita non è solo tiroide" :) ).

      Un TSH elevato e un T3 elevato (ammesso che siano PIÙ elevati rispetto a un punto iniziale che non è stato controllato) potrebbero spiegarsi - ma senza possibilità di conferma in quanto NESSUNO fa questo tipo di analisi - con il fatto che le TBG (proteine leganti gli ormoni tiroidei) diminuiscono, specie all'inizio, con una restrizione calorica / dieta.

      Conseguentemente l'fT3 aumenta.

      Dovrebbe quindi diminuire anche il TSH, ma magari "non c'è stato tempo" per questo abbassamento.

      Tutto ciò è impossibile vederlo da analisi cliniche/laboratoristiche, perché abbiamo bisogno di un quadro dinamico e non statico (a meno che non ci si trovi in una clinica con possibilità di fare quelle analisi ogni 2-3 giorni). Motivo per cui lasciano il tempo che trovano per TUTTI i problemi secondari e non primari sulla tiroide.

      Il consiglio è: non fare MAI dosaggi degli ormoni tiroidei in persone che non avevano primariamente (prima di mettersi a dieta, iniziare attività, etc.) motivo di avere problemi tiroidei.

      Il motivo è semplice: chiunque, se si mette a dieta, avrà i sintomi tipici di bassa funzionalità tiroidea... Pelle secca, capelli sottili, unghie sfaldate, freddo, sonnolenza, torpore. Ma è cosa ovvia: è la risposta adattativa allo "stressor dieta".

      Fare analisi in quel contesto significa andarsi e convincere dell'esistenza di un problema fittizio, quando in realtà è un fisiologico (e vitale) meccanismo che DEVE mantenersi così com'è e non essere contrastato.

      Spero di essere stato utile.

      Un caro saluto,
      Vincenzo

      Rispondi

  • Martina Pellegrini

    Martina Pellegrini

    11 Dicembre 2017 at 17:05 | #

    Ciao Vincenzo,
    ho letto con interesse questo bellissimo articolo ed ho una curiosità e una domanda:
    1) attraverso quale meccanismo biologico ipotizzi che una dieta più ricca in grassi saturi e bassa in PUFA possa ripristinare la situazione? Forse per stimolazione indiretta dell'attività della deiodinasi epatica?
    2) piuttosto che semplicemente ridurre i PUFA in generale, non sarebbe bene precisare di mantenere un corretto rapporto tra omega 3 e omega 6?

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      12 Dicembre 2017 at 09:16 | #

      Ciao Martina, grazie per il tuo commento!

      Allora,
      1) Non voglio anticipare un articolo al quale sto lavorando in prima linea, ma ecco un anticipo...

      I carboidrati fanno aumentare la produzione di T3 da parte della tiroide, ma questo non è un bene come si pensa quando si vanno a fare Reverse Diet e cose simili...

      È un meccanismo di compenso perché... Più carboidrati = minore uptake di iodio da parte della ghiandola.

      I grassi (saturi) invece aumentano l'uptake di iodio, e sul lungo termine sono vincenti (e una dieta "sbilanciata" verso i saturi) risulta vincente perché modula in maniera appropriata uptake di iodio e funzionalità tiroidea.

      Vedi qui: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15142639

      2) Il che ci fa propendere verso l'ipotesi "Sono i grassi saturi a migliorare la funzionalità tiroidea" (sempre da https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/15142639) e i PUFA un fattore collaterale.

      Certo, l'equilibrio o-3/o-6 va considerato, tenendo comunque a mente che - se si tratta di modulazione dell'infiammazione (cioè se stai pensando a quello come meccanismo) - quest'ultima è la determinante di un microcosmo in cui il bilanciamento o-3/o-6 (a meno che non parliamo di dieta totalmente sregolata) è solo una parte.

      Comincia a diventare una parte molto influente quando, come detto, parliamo di dieta totalmente sbilanciata.

      -

      Spero di essere stato utile
      Vincenzo

      Rispondi

      • Martina Pellegrini

        Martina Pellegrini

        12 Dicembre 2017 at 18:41 | #

        Grazie mille, davvero esaustivo! Ho visionato anche l'articolo che mi hai citato... non vedo l'ora di leggere il "sequel" che stai preparando :D

        Rispondi

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