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Il dolcificante al posto dello zucchero per non ingrassare?

Dolcificanti artificiali: come "ingrassare stando a dieta"
Di Vincenzo Tortora , 20 Marzo 2017

Il dolcificante al posto dello zucchero per non ingrassare?

“Posso usare il dolcificante al posto dello zucchero?” è la domanda tipica delle persone che si sentono dire dal Nutrizionista di turno di non zuccherare il caffè. In questo articolo troverete parte della risposta: per il resto, sta a voi decidere se, viste le circostanze, convenga o meno dolcificare le vostre bevande.

Breve storia dei dolcificanti artificiali

Il primo dolcificante artificiale fu sintetizzato da Constantine Fahlberg mentre lavorava sui derivati del catrame di carbone. L'acido anidro-orto-sulfamin-benzoico, meglio noto come saccarina e 300 volte più dolce dello zucchero, venne poi venduto esclusivamente per le persone con diabete.

Si sono poi succeduti differenti composti, dal ciclammato all'aspartame al neotame all'acesulfame potassio, fino ad arrivare al sucralosio, 600 volte più dolcificante dello zucchero, ottenuto semplicemente sostituendo un gruppo chimico ad un altro nella molecola del saccarosio (il comune zucchero da cucina).

I dolcificanti artificiali influiscono sul peso corporeo?

Le persone utilizzano spesso i dolcificanti artificiali nel tentativo di perdere peso pur non sacrificando il sapore e la presenza di qualcosa di dolce nella dieta. Certamente ridurre lo zucchero e tutti i dolcificanti calorici (miele, fruttosio, sciroppi) è una scelta molto saggia per chi cerca di raggiungere uno stato di forma e salute ottimali. Ma i dolcificanti artificiali possono in qualche modo aiutare?

Una moltitudine di dati tratti da studi epidemilogici suggeriscono il contrario, e il BMI nel corso del tempo si è elevato nonostante il maggior consumo di dolcificante, come indicato in figura:

Correlazione-obesità-dolcificanti

È pur vero che questi sono dati tratti da studi osservazionali o prospettici, infatti è aumentato anche il consumo di zucchero:

Zucchero aggiunto dal 1820 al 2000

Sembrerebbe dunque che siamo ingrassati perché abbiamo iniziato ad assumere più zuccheri (o in generale più junk food), non più dolcificanti. Proviamo però a guardare il problema da un'altra prospettiva, come sarà chiaro a breve in questo articolo: può darsi ci sia correlazione tra il fatto che consumiamo più dolcificanti e anche più zucchero?

Un primo spunto interessante salta fuori quando il Ricercatore Quin Yang nella sua mini-review sui dolcificanti (1), cita alcuni studi (trial randomizzati e controllati) in cui le persone mangiavano di più quando sapevano che alcuni prodotti che consumavano erano "light" (dolcificati con aspartame), rispetto a quelle che non lo sapevano. Questo indica un effetto psicologico di compensazione: so che ho bevuto Coca Zero, quindi mi concedo una porzione di tiramisù in più.

Studi sperimentali sui dolcificanti artificiali e l'introito calorico

A livello neurobiologico, il sapore dolce aumenta il consumo di cibo, o meglio il drive verso di esso. Infatti, come si può leggere nella review citata, l'assunzione di capsule di aspartame non comporta alcun cambiamento nei punteggi di fame e sazietà, mentre quella di acqua dolcificata con aspartame sì: questo indica che è il sapore e non l'assunzione di dolcificante in sé a determinare un maggior "craving" verso alimenti dolci.

Inoltre, l'assunzione di acqua dolcificata dà un effetto diverso da quello di acqua zuccherata, in quanto la seconda riduce effettivamente il senso di fame o la piacevolezza del consumo di altri alimenti dolci. Questo sta ad indicare che l'organismo ha dei sistemi di compensazione che fanno sì che se a un sapore dolce non è corrisposto un introito energeico, lui ci faccia ricercare altro cibo!

Per farla breve: se bevo una Coca Light, probabilmente il mio organismo si chiederà dove sono le calorie che avrebbe normalmente attribuito a quel sapore dolce, e mi chiederà di consumare cibo. Il problema con i dolcificanti è proprio questo: se l'organismo non avrà ricevuto le calorie che si "aspettava", il desiderio di consumare cibo rimarrà elevato.

Invertire la rotta: dimagrire con la mente (col buon senso!)

Come ribadisce il Dott. Yang, il consumo di alimenti dolci/dolcificati favorisce il consumo di altri alimenti dolci, le voglie compulsive e la dipendenza da zuccheri. Citando l'Autore, "de-dolcificare la dieta di tutto il mondo, potrebbe essere la chiave per invertire l'epidemia dell'obesità."

Riferimenti

  1. Yang Q. Gain weight by "going diet?" Artificial sweeteners and the neurobiology of sugar cravings. Neuroscience. 2010.

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