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Cosa mangiare e cosa no per dimagrire in salute: come evitare l'inganno alimentare

La guida per scegliere cosa evitare e cosa mangiare per il benessere
Di Gianpaolo Usai , 31 Marzo 2017

Cosa mangiare e cosa no per dimagrire in salute: come evitare l'inganno alimentare

Elabori la dieta più idonea per il tuo Cliente, pianificando il protocollo di qui a prossimi mesi per indurre qual cambiamento che lo porterà a dimagrire per sempre e mantenersi in salute.

C'è una cosa però che forse non hai considerato, e non perché tu ne abbia colpa: hai la sicurezza di cosa metta nel piatto il tuo Utente giorno per giorno? È consapevole della sua alimentazione in termini non solo di macronutrienti ma di qualità alimentare?

E tu, lo sei davvero? Fa' attenzione a rispondere a questa domanda: siamo tutti vittime di un grande Inganno Alimentare. Adesso puoi scoprire come e perché, e finalmente capire il motivo per cui c'è chi sembra abbia uno stile ottimale ma non è in salute o non dimagrisce come dovrebbe. Perché la salute di chi si rivolge a te passa in primis dalla tua consapevolezza alimentare. Raggiungila, e saprai aiutare al meglio a dimagrire in salute, restare in forma, e mantenere i risultati per sempre.

Siamo davvero vittime di un inganno?

La produzione agroalimentare è diventata una materia complessa che richiede conoscenze tecniche, che il consumatore medio certamente non ha, per cui anche quando egli legge in etichetta una data informazione, questa è tale per cui il consumatore non ha la facoltà di discernere e decidere consapevolmente se acquistare quel determinato prodotto o meno.

Per esempio, se in etichetta leggiamo la dicitura “carne separata meccanicamente”, sappiamo esattamente che tipo di alimento stiamo per acquistare? Probabilmente la stragrande maggioranza delle persone non sarebbe in grado di comprenderlo e di fare dunque una scelta di acquisto libera e consapevole. Inganno quindi significa, nel mio modo di analizzare questa tematica, una situazione di cui non siamo più pienamente padroni, che sfugge al nostro pieno controllo. Un quadro generale non auspicabile per quanto riguarda il cibo e la salute, assolutamente da riformare e invertire in futuro.

Sapevi che mangiare cibi sbagliati, e farlo in maniera regolare, aumenta il rischio di depressione e di sbalzi di umore? Mettere in dispensa degli alimenti non salutari si correla anche alla sindrome premestruale, alla voracità e all’ansia. Un’alimentazione ricca di additivi, conservanti e zucchero può causare difficoltà di concentrazione, iperattività e aggressività (sapevi che esistono determinati coloranti, in alcuni prodotti alimentari, che per legge sono tenuti a presentare la dicitura “può influire negativamente sull’attività e l’attenzione dei bambini”?).

Utilizzare prodotti da colazione preparati con degli ingredienti quali i grassi idrogenati come le margarine o con grassi saturi aggiunti nel prodotto, consumati su base quotidiana, e specialmente nelle persone sedentarie (ad esempio le brioche farcite con la marmellata o i frollini industriali confezionati), comporta un rischio più elevato di incorrere in patologie coronariche (come l’infarto) e cardiovascolari in genere.

Lo stesso dicasi per tutti i prodotti come merendine, snack e spezzafame, usati sia dagli adulti che dai bambini, ad esempio wafer, crackers, taralli, merendine, Fiesta e molti altri, tutti alimenti industriali arricchiti di zucchero e grassi in eccesso, che provocano un certo grado di dipendenza di utilizzo nel consumatore e che aumentano il rischio di avere disfunzioni sia a livello cerebrale che su vari altri organi come il cuore e il fegato.

Questi sono dei cibi da non mangiare, per certo, o per lo meno da limitare fortemente nel loro consumo. Nel libro Inganno Alimentare ci siamo occupati di questo tipo di prodotti, segnalando quelli non raccomandabili (quale mamma comprerebbe mai al proprio figlio una merendina o una caramella contenente un colorante che “può influire negativamente sull’attività e sulla concentrazione dei bambini”, se solo sapesse della sua esistenza?) e quelli che invece possono costituire delle alternative accettabili sotto un profilo di salute.

Veri e finti prodotti integrali

Un altro aspetto su cui occorre riflettere è il seguente: numerose organizzazioni mediche, tra cui in primis l’OMS o anche l’Istituto Tumori di Milano, hanno constatato che sarebbe possibile prevenire circa il 30% dei tumori grazie a cambiamenti nella dieta delle persone.

Un’alimentazione più ricca di fibre (legumi, verdura e frutta), antiossidanti e sostanze protettive contenute nei cereali integrali per esempio, e meno ricca di zuccheri, additivi e conservanti aggiunti tipici di molti prodotti confezionati, ha la capacità di prevenire un certo numero di tumori, tra cui il tumore al seno, allo stomaco, al colon e alla prostata.

Purtroppo però al supermercato vi sono anche i prodotti “finto integrale”, che nonostante la confezione attiri il consumatore in cerca di un prodotto più salutare e integrale, non hanno i benefici di un vero cereale integrale. Anzi, questi sono proprio dei cibi da evitare per dimagrire!

Prodotti senza zucchero, ma gli zuccheri in realtà ci sono!

Che dire di tutta una serie di alimenti venduti con la dicitura che pubblicizza il prodotto come senza zucchero e quindi più dietetico e più salutare? Be', in realtà non sono affatto più salutari, in quanto vengono dolcificati con i dolcificanti artificiali (aspartame, saccarina, ciclamato, acesulfame K) ed è il caso di succhi di frutta, bibite gassate, caramelle, e altro ancora.

Purtroppo non molti consumatori sanno in realtà che “Le linee guida per una sana alimentazione del nostro istituto dicono chiaramente che questi dolcificanti non sono necessari neanche per i soggetti che devono seguire un regime ipocalorico. In  alcuni casi sono addirittura sconsigliati come durante la gravidanza, l’allattamento e nell’alimentazione dei piccoli fino al terzo anno d’età”, per usare le parole della dottoressa Catherine Leclerck dell’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione (INRAN).

E la stevia? Oggi è considerato il dolcificante naturale più sano e affidabile in commercio. Ma la realtà è ben diversa… La stevia può essere presente in commercio come prodotto iper-raffinato (allo stesso modo dello zucchero bianco raffinato), e questa stevia fa male alla nostra salute e può avere delle controindicazioni. È presente una stevia non raffinata che può in effetti offrire una dolcificazione più sana. Ma occorre conoscere queste diversificazioni.

C’è poi il fruttosio, percepito per tanti anni come uno zucchero sano in quanto proveniente dalla frutta (da cui il nome appunto). Ma in realtà il fruttosio fa male, e questo è stato ampiamente dimostrato dalle ricerche scientifiche degli ultimi decenni.

Conservanti e additivi nocivi

Quali prodotti contengono additivi pericolosi come l’allume (un componente dell’alluminio), il nitrito di sodio, il glutammato monosodico, il BHA (butilidrossianisolo, E320), il butilidrossitoluene (E321)?

Questi additivi sono presenti in pane, salse, gelati, torte, biscotti, margarina, minestre pronte, marmellate, milkshake, cioccolato ed emulsioni varie. Via via che le persone diventano più informate sulle sostanze aggiunte nei cibi, le aziende produttrici ripuliscono le loro merci, e leggerete sempre più spesso le scritte “privo di…”“senza conservanti” ecc.

È un piccolo passo avanti, anche se di solito poi si rimpiazzano alcune sostanze con altre altrettanto poco sane oppure si creano nuovi prodotti sempre più raffinati e con l’aggiunta di più zuccheri e grassi per dare sapore e gradevolezza. Ma non accontentatevi di così poco, cercate di informarvi meglio e più a fondo, per conoscere di più e scegliere migliori prodotti da far mettere nel carrello.  

Cibo industriale e tasso di mortalità

Abbiamo già tutti piena coscienza del fatto che l’obesità riduce l’aspettativa di vita delle persone. Ma non c’è solo l’obesità ad accorciare la vita: i tassi di mortalità per malattie cardiovascolari come infarto e ictus, per il diabete e per i tumori, sono in costante crescita da molti anni ormai.

E sappiamo ormai con certezza che un’alimentazione di tipo industriale accorcia la vita, proprio perché predispone maggiormente a tutte le patologie appena elencate qui sopra. Di contro, abbracciando uno stile di vita più sano e attento - anche con una alimentazione più impostata su cibi naturali, freschi e poco manipolati dall’industria - non solo si riesce a vivere più a lungo, ma lo si fa con una qualità della vita decisamente migliore. Tutto ciò infatti è in grado di allungare gli anni di benessere e vigore, sia fisico che intellettuale. Del resto, anche se sicuramente la longevità è una cosa bella, di per sé è un beneficio inutile se non si accompagna ad una longevità in salute!

L’allungamento della vita è un premio e una conquista della nostra civiltà, ma serve solo se possiamo goderne appieno con un cervello in salute e un corpo sano che conservi ancora un minimo di vigore tale da consentire una vita in autonomia.

Capacità cognitive, cervello e dieta

Concentriamoci ad esempio sul cervello: senza un cervello in salute, non possiamo farcene niente di questo spread di vita allungato, diciamo di 20 anni. Si tratta di una estensione di vita dai 70 ai 90 anni, in media, nei Paesi occidentalizzati. Un’età in cui però non possiamo più fare molto affidamento sul vigore fisico e sulla piena funzionalità di molti organi corporei, e in cui dobbiamo giocare tutte le carte al contrario sulle competenze intellettuali, sulle funzioni psico-cognitive, in una sola parola sul cervello! Questo anche perché il cervello pare sia l’unico organo del corpo che col passare del tempo migliora le sue prestazioni, se non si ammala.

Gli altri organi vanno incontro ad un declino lento ed inesauribile (pensiamo al muscolo, all’osso, alla vista, all’udito, alla capacità polmonare ecc.), mentre il cervello migliora la sua performance se non va incontro a processi degenerativi tipici delle malattie neurodegenerative come l’Alzheimer, le demenze ecc. In altre parole, se il cervello non si danneggia, arriva a fine vita con piene facoltà psico-cognitive. Tutti abbiamo avuto esperienza di persone vecchie con un cervello ancora brillante ed una mente elastica.

Questo è proprio il risultato di una assenza di invecchiamento cerebrale. Quindi noi dobbiamo puntare ad un tipo di longevità cognitiva, cerebrale, concettuale, in quanto l’uomo ormai è inserito in una società di tipo concettuale, non più basata sulla forza, ma di pensiero e di emozioni. Ecco che dunque non c’è niente di più prezioso e importante che dare, nel corso di tutta la vita, un cibo di adeguatezza funzionale per nutrire questo cervello e farlo arrivare al suo termine vita con brillantezza e competenze cognitive ancora di tutto rispetto

Il cervello ha bisogno di nutrienti specifici per mantenersi in salute. Quando esso comincia a dare segni di perdite cognitive, che possono essere collegate sicuramente anche ad una cattiva nutrizione e ad un vuoto nutrizionale (carenze nutrizionali), a quel punto la farmacologia è spesso del tutto impotente.

Sulle malattie neurodegenerative del sistema nervoso centrale come Alzheimer e Parkinson si può fare ben poco sul piano farmacologico. Sappiamo però che per esempio l’Alzheimer viene studiato oggi in relazione al diabete, in quanto gli alti quantitativi di zucchero a livello cerebrale sono fortemente sospettati di causare l’infiammazione alla base dello sviluppo della malattia di Alzheimer. Si pensi quindi quanto si può fare con una adeguata nutrizione e integrazione a fini di prevenzione e protezione da malattie come l’Alzheimer.

Questo discorso è strettamente collegato al cibo industriale e alla cattiva alimentazione quotidiana, dal momento che i trattamenti industriali di raffinazione degli alimenti sottraggono numerose molecole bioattive presenti naturalmente nell’alimento.

Per proteggere il cervello invece a noi occorre proprio andare alla ricerca di molecole bioattive, quali il triptofano, gli antiossidanti, le sostanze nervine ecc. Le molecole bioattive sono tutti quei composti chimici che agiscono all’interno dell’intera struttura psico-neuroendocrinologica, ovvero dentro il cervello e dentro tutti gli altri organi e tessuti del corpo, modulando tantissime funzioni dell’organismo.

Va da sé che avere le giuste conoscenze per saper scegliere al supermercato una tavoletta di cioccolato ricco di antiossidanti e sostanze bioattive (come la teobromina per esempio), anziché di zucchero, oppure comperare la frutta che contiene molte vitamine al posto di quella molto trattata e povera delle stesse, si configura come un’azione di grande valore e importanza nutrizionale. Sembra banale fare queste scelte, ma in realtà il consumatore medio, poco ben informato, non è in grado di compierle al meglio e le disattende regolarmente.

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