Assumere colesterolo fa venire il colesterolo?

Falsi miti sulle LDL e il “colesterolo cattivo”
Di Vincenzo Tortora

Assumere colesterolo fa venire il colesterolo?

Parto in quinta rispondendo alla domanda: no, assumere alimenti contenenti elevati livelli di colesterolo non fa “venire il colesterolo”. Ma cosa significa aumento del colesterolo cattivo? L’espressione è corretta? Facciamo un passo indietro.

LDL e colesterolo

Quando ci preoccupiamo per il “colesterolo alto” in realtà ci stiamo preoccupando di elevati livelli plasmatici di lipoproteine a bassa densità o LDL, definite (erroneamente) “colesterolo cattivo”. Queste sono proteine specializzate nel trasporto del colesterolo dal fegato alla periferia.

Perché queste proteine sono ritenute pericolose, se presenti in elevati livelli? Perché, se ossidate, vengono riconosciute dai macrofagi che le “inglobano” nelle pareti dei vasi sanguigni restringendo il lume dei capillari. Se questo restringimento interessa le arterie coronariche, fino al blocco della circolazione in quei vasi, si verifica l’infarto; se interessa le arterie cerebrali, si ha l’ictus.

Più colesterolo, meno ossidazione

La cosa buffa è che più colesterolo le LDL trasportano meno sono soggette a ossidazione. Ebbene sì, il colesterolo protegge le LDL dall’ossidazione (1). Ancora più buffo è il segreto che sto per svelarvi: le analisi che fate regolarmente per controllare di essere “in check” a livello cardiovascolare, vi forniscono i valori di LDL-C, ovvero quantità di colesterolo presente nelle LDL.

Innanzitutto, come detto, questo valore è di per sé positivo: più colesterolo, meno ossidazione. In secondo luogo, nessuno (o pochissimi) vi forniscono i valori di LDL-P, ovvero il numero di lipoproteine a bassa densità.

Non voglio complicare troppo le cose ma vi faccio una domanda: gli incidenti automobilistici su una data tratta, potreste ridurli diminuendo il numero di persone che viaggiano su quella tratta o il numero di automobili? Se in 5 di noi utilizziamo una automobile, rispetto al caso in cui ognuno di noi usa la sua, riduciamo di un quinto il rischio di incidente.

Torniamo al colesterolo: se ci sono tante particelle (LDL-P) e poco colesterolo (LDL-C) il rischio di incidente (ossidazione) è molto maggiore rispetto alla situazione in cui sono presenti poche particelle (LDL-P) e molto colesterolo per particella. Quindi cosa dovrebbe interessarci nel guardare le analisi? Il rapporto tra LDL-P e LDL-C: questo fornirebbe un fattore molto più attendibile di valutazione del rischio di ossidazione delle proteine LDL.

Più colesterolo, meno colesterolo

Facciamo un altro passo: cosa accade quando ingeriamo colesterolo? Purtroppo, pensiamo sempre che il nostro organismo sia in un certo senso stupido, e si comporti come un “tubo”: quello che metto è quello che trovo. Non è così.

Il fegato produce colesterolo in ragione di 1-1.5 grammi al giorno (2). In risposta a cosa? Una serie di fattori biochimici che speriamo di controllare riducendo il colesterolo dietetico, ottenendo - di fatto - il contrario. Sì, perché l’organismo è intelligente: se introduco una molecola dall’esterno, lui ne produrrà meno internamente.

Il colesterolo inibisce un enzima della via di produzione del colesterolo stesso (la HMG-CoA reduttasi): più ne assumiamo, meno il nostro fegato produce colesterolo e LDL per trasportarlo! Voilà: introducete colesterolo e abbasserete i livelli delle LDL.

Per inciso: lo stesso enzima è attivato dall’insulina, elevata dall’assunzione di carboidrati raffinati e zuccheri. Come dire, un piatto di pasta asciutta è più “aterogenico” di quattro uova al burro.

Massimo 300 mg di colesterolo al giorno… Ma da dove?

Tutti siamo cresciuti con la storiella “Massimo 300 mg di colesterolo al giorno”: la cosa bella è che è tutto vero (2). Il problema è capire di cosa si tratta. Infatti, 300 mg è il massimo stimato che l’apparato gastrointestinale è in grado di assorbire ogni giorno. Se ne assumiamo di più? Poco male, anzi… Meglio! L’eccesso viene escreto, grazie alla bile, nelle feci: in questo modo svuotiamo la cistifellea mantenendola in salute.

Non tutte le LDL vengono per nuocere

C’è di più. Non basta aver capito che le analisi laboratoristiche “classiche” non servono a niente, bisogna capire che non servono proprio a niente (specie se viste come fotografia senza valutare i cambiamenti nel tempo): le analisi del sangue ci dicono poco o nulla sul nostro rischio cardiovascolare.

Infatti, non tutte le lipoproteine a bassa densità sono uguali: esistono diverse sottoclassi di LDL. Esistono LDL piccole e dense (tipo IV), più aterogeniche, ed LDL più grandi e meno dense (tipi I e II), meno/non aterogeniche. Qualcuno ha mai avuto analisi del sangue così dettagliate? In cui vi venivano forniti LDL-C, LDL-P, sd-LDL, large-LDL? Non credo.

Vi svelo un altro segreto. Quando (se) intraprenderete un protocollo di Digiuno Intermittente, o Dieta Chetogenica, o Dieta High Fat (iperlipidica) in generale, in un primo periodo vedrete aumentare le LDL nelle vostre analisi. C’è da preoccuparsi? Per la maggior parte dei casi, no! Infatti le diete low carb elevano le LDL meno o non aterogeniche; il contrario accade se si introducono troppi carboidrati (3).

Osservazioni e alcuni accorgimenti pratici

Che dire: il mito sul colesterolo è un altro mito molto duro a morire. Difficile perché chi prova determinati tipi di diete torna con i dati alla mano di un’elevazione delle lipoproteine a bassa densità. Nulla può sapere di quello che c’è dietro, ignaro che il suo laboratorio di fiducia non abbia distinto tra quantità di colesterolo e numero di particelle LDL né le sottoclassi delle stesse.

C’è una miriade di fattori da considerare: stress, fumo di sigaretta, attività fisica e livello di grasso corporeo, sono solo alcuni altri aspetti che entrano in gioco nella complessa interazione del corpo con tutto ciò che lo circonda e a cui lo sottoponiamo.

Quanto colesterolo alimentare assumere? Non esiste una risposta precisa a questa domanda, ma buon senso e ragionevolezza vi forniranno la strada. Il vostro corpo saprà segnalarvi se avrete introdotto troppo colesterolo, sarete inappetenti e avrete voglia di alimenti freschi e vegetali.

Volete ridurre il colesterolo senza farmaci, in maniera sensata? Evitate spuntini (e pasti) a base di zuccheri isolatamente (compresa la frutta), semmai abbinateli a una piccola quota proteica e/o lipidica (frutta più frutta secca, come le mandorle, ad esempio), fate attività fisica e consumate abbondanti dosi di verdura con ampia percentuale di fibra solubile (zucchine, cipolle, peperoni) e… Assumete colesterolo da fonti alimentari naturali (uova, burro, latticini… Se siete vegani, cibi contenenti steroli)!

Riferimenti

  1. Cohen DE. Balancing cholesterol synthesis and absorption in the gastrointestinal tract. J Clin Lipidol. Apr, 2008.
  2. Nestel PJ et al. Distribution and turnover of cholesterol in humans. J Clin Invest. Jun, 1969.
  3. Gerber PA, Berneis K. Regulation of low-density lipoprotein subfractions by carbohydrates. Curr Opin Clin Nutr Metab Care. Jul, 2012.

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Commenti (2)

  • simone

    simone

    25 Maggio 2016 at 00:04 | #

    Ciao Vincenzo, secodo te dopo un anno di digiuno intermittente 3 volte a settimana con tre allenamenti settimanali, è possibile che nonostante un miglioramento evidente della composizione corporea ci sia stato un peggioramento dei valori ematici?? (+colesterolo totale 243, +ldl 165 , -hdl 52). Gli altri valori nella norma!

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      25 Maggio 2016 at 17:08 | #

      Ciao Simone,
      la risposta a ciò che chiedi è contenuta nell'articolo: "Infatti le diete low carb elevano le LDL meno o non aterogeniche; il contrario accade se si introducono troppi carboidrati (3)."

      Accade lo stesso per il Digiuno Intermittente. ;)

      Rispondi

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