Cereali da colazione: perché evitarli e come sostituirli

Ecco perché evitare i cereali da colazione e cosa consigliare nel primo pasto della giornata
Di Vincenzo Tortora , 30 Maggio 2017

Cereali da colazione: perché evitarli e come sostituirli

Avete presente i Kellogg’s? Quelli che alcune persone utilizzano pensando siano un alimento “sano”? Bene, furono creati dal Signor Kellogg per evitare la masturbazione. “Eh?” - starete pensando -. Lasciate che vi spieghi tutta la storia.

La nascita del “convenience food”

Il “convenience food” è il cibo a basso costo. Non solo economico, costo in termini di risorse messe in moto per ottenere un determinato cibo.

Ad esempio, la verdura è poco “convenience” non solo perché costa tanto (a parità di energia che apporta), ma perché averla fresca giorno per giorno richiede un po’ di attenzione nell’andarsela a comprare al mercatino locale se non ogni giorno almeno ogni 2 o 3.

Ma come è nato il convenience food?

Un signore, di nome Graham, anch’esso sostenitore del fatto che mangiare carne accendesse le passioni carnali e che questo fosse un peccato/atto impuro da evitare, creò una farina (“Graham flour”) in modo che costituisse gran parte della dieta di chi si rivolgeva a lui.

Poco dopo, il signor Jackson, da questa farina creò la granula, “una massa indurita al forno di grano cotto e acqua, che si diceva fosse solida come la roccia e doveva essere fatta a pezzi e tenuta in ammollo tutta la notte per divenire edibile” (1).

Non ancora così “convenience”.

Poi arrivò lui, John Harvey Kellogg, un personaggio piuttosto particolare che faceva in modo (nel suo Sanitarium) che i maschietti non avessero erezioni e le femminucce non potessero eccitarsi (con appositi strumenti).

Lui consigliava una alimentazione povera, con due pasti al giorno, senza alimenti e bevande stimolanti e con poca carne.

Kellogg scopiazzò l’idea di Jackson, creando la “granola” (simile a quello che noi oggi chiamiamo “muesli”) e, successivamente, concretizzando un metodo per ottenere dei fiocchi dal grano. I primi “flakes” (fiocchi), comunque, non erano questo granché, dal momento che la dieta di Kellogg prevedeva l’assunzione di alimenti poco stimolanti a livello di gusto.

A cambiare le cose fu un ex paziente al Sanitarium di Kellogg: il genio del food marketing, Charles Post. Questo signore fece tesoro di questo concetto:

“Servire il consumatore moderno è diventata un'arte creativa, e la comodità il super-additivo che sta cambiando l'intera faccia del business competitivo” (2).

In sostanza, per lui l’ingrediente segreto per fare in modo che il consumatore divenisse dipendente da un prodotto alimentare era… L’aspetto “convenience”.

E per raggiungere questa comodità, aggiunse un ingrediente, un solo ingrediente ai quasi immangiabili fiocchi di Kellogg: lo zucchero.

Lo zucchero favoriva maggiore croccantezza, conservazione, velocità di utilizzo (non occorreva tenerli in ammollo tutta la notte; prendi dalla scatola e metti in bocca, fine dei giochi). Ma soprattutto: appetibilità e palatabiltà. Bingo!

Ho un alimento comodo, veloce da preparare e gustoso, con cui le mamme possono creare colazioni in 30 secondi per i loro figli nel trambusto della preparazione mattutina, senza sentirsi dire “Non mi piace” e, fantastico: senza sentirsi in colpa di dare ai loro figli qualcosa di poco salubre.

Sì, perché l’altra caratteristica eccezionale di questi cereali è la loro aurea di salubrità.

Chi vuoi che non voglia comprare un alimento del genere?

Come i cereali da colazione creano dipendenza

Molto semplice: la Ricercatrice Volkov (4) ci fa capire che cocaina (e sostanze d’abuso in genere) e zucchero modificano il cervello allo stesso modo; può cambiare l’intensità, ma il meccanismo è quello. Mangiare tanti zuccheri e alimenti iperpalatabili può indurre a “zuccherodipendenza” e a far diventare “zuccheromani”.

Ecco le scansioni cerebrali tra soggetti magri, cocainomani, e soggetti obesi con dipendenza da cibo/zuccheri:

Testo alternativo qui

Quella che viene ridotta è la dopamina (aree rosse), coinvolta nei processi di gratificazione. Mangio zucchero > viene prodotta dopamina, che mi dà piacere > quelle aree cerebrali riducono i livelli di dopamina > mangio di nuovo zucchero perché mi aspetto che mi darà di nuovo piacere > adesso non mi dà lo stesso piacere perché ho meno dopamina in quelle aree > incremento la quantità di zucchero assunto per aumentare il piacere.

Grazie a questa dipendenza, il mercato riesce a fidelizzare e spingere il consumatore a comprare sempre più… Cereali da colazione: convenienti, iperpalatabili e “stupefacenti”.

Liberate il mondo dalla dipendenza da cereali

Abbiamo capito che i cereali da colazione (per lo meno quelli commerciali) non hanno niente a che fare con la “salubrità”. Ma cosa scegliere, quindi?

Purtroppo il paragone tra i cereali ripieni alla crema di nocciole e avena con nocciole, a livello di palatabilità, non regge. Fintanto che si è nella trappola della dipendenza da cibo. Prima va risolta quella (in che modo lo abbiamo scoperto qui), poi si può assegnare in una dieta qualcosa di più “healthy”.

Provate a consigliare qualcosa del genere: Yogurt naturale, Avena, Cocco essiccato, Cacao e miele. Scommettiamo che sarà molto gradito, anche le prime volte?

Liberate il mondo dalla dipendenza da zuccheri al mattino e lo libererete dall’obesità

Colazione da re, pranzo da nobile e cena da povero? Superate questo concetto, le cose non stanno così, sicuramente non attualmente in cui quella “colazione da re” molto spesso non è che latte+biscotti+succo di frutta o fette biscottate+tè+succo di frutta.

Il detto del “re, il nobile e il povero” fu introdotto da Adelle Davis che, però, proponeva tutt’altra colazione: molto più ricca di grassi e con meno zuccheri. Nella guida Alimentazione Glucidica Temporizzata viene fatto osservare come il primo pasto della giornata determini il metabolismo delle successive ore: se bruciare grasso o bruciare zucchero, in sostanza.

Una colazione ricca di zuccheri farà utilizzare al corpo prevalentemente zuccheri, nel corso della giornata; una colazione con meno carboidrati e più grassi farà utilizzare più grassi.

Perciò… Fate gettare via quel cucchiaio pieno di cereali!

Riferimenti

  1. Lawrence F. “Drop that spoon! The truth about breakfast cereal”. The Guardian. 2010.
  2. Moss M. Salt. Sugar. Fat. Random House Trade Paperbacks. 2014.
  3. Volkow ND, Wise RA. How can drug addiction help us understand obesity?. Nat Neurosci. 2005.
  4. Bray MS et al. Time-of-day-dependent dietary fat consumption influences multiple cardiometabolic syndrome parameters in mice. Int J Obes (Land). 2010.

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