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Food Review: barrette Enerzona

Un prodotto salutare? Non proprio!
Di Gianpaolo Usai , 13 Settembre 2016

Food Review: barrette Enerzona

Le celeberrime barrette della Dieta a Zona, regime alimentare di successo ideato dal Biochimico statunitense Barry Sears, sono da sempre ritenute un sostituto ideale del pasto, perfettamente bilanciato nella composizione nutrizionale e persino salutare secondo alcuni Nutrizionisti.

Ma è davvero così? Questi alimenti sono realmente costituiti da ingredienti sani? Temo che si tratti di un errore di valutazione, e che in fondo le barrette della Dieta a Zona siano un concentrato di sostanze industriali come la maggior parte dei prodotti della stessa categoria. Non vi sono infatti nutrienti naturali o di qualità all’interno di queste barrette.

Proviamo a vedere assieme di cosa si compongono, analizzando singolarmente gli ingredienti.

Lista degli ingredienti barrette Enerzona

Proteine isolate di soia (31,5%)

Di primo acchito potrebbe sembrare un nutriente salutare, ma in realtà si parla di concentrati ed estratti di soia ottenuti dopo lunghe lavorazioni industriali e processi chimici di estrazione.

Non si ha certezza inoltre che questi derivati di soia siano di provenienza da coltivazioni di soia non transgenica, il fatto che non sia esplicitamente dichiarata la provenienza sulla confezione fa pensare che siano derivati da coltivazioni OGM. Inoltre non sono biologiche e sappiamo che le coltivazioni più trattate al mondo da un punto di vista di sostanze chimiche e fitofarmaci in agricoltura sono quelle della soia, del mais e del grano.

Pertanto, i residui chimici di pesticidi sono sicuramente in buona quantità in queste proteine della soia. Un altro aspetto qualitativo riguarda il fatto che le proteine della soia sono di qualità inferiore rispetto a quelle animali; tra gli amminoacidi che le compongono scarseggia infatti la metionina, e ciò influisce negativamente sull'utilizzo degli altri amminoacidi nella sintesi proteica.

Sciroppo di glucosio-fruttosio

Si tratta dell’ormai famigerato HFCS ovvero High Fructose Corn Syrup, sostanza dolcificante usata al posto dello zucchero da decenni nell’industria alimentare, un derivato industriale anche in questo caso.

Parliamo di uno sciroppo dolce ricavato dalla lavorazione del mais o meno frequentemente anche dalla fecola di patate e dall’inulina, al centro del dibattito scientifico ormai da anni tra i ricercatori.

L’industria alimentare lo impiega ovunque, ma dalla ricerca risulta chiaramente trattarsi di prodotto molto insalubre e nocivo per la salute, negli USA è l’indiziato numero uno riguardo obesità e epidemia di diabete.

I danni di questa sostanza sono prevalentemente a carico del fegato e del pancreas, con conseguenze nell’aumento di trigliceridi e colesterolo nel sangue, pertanto con ripercussioni metaboliche anche sul sistema cardiovascolare ( aumento di rischio per ipertensione, ictus, infarto, ecc. ).

Cioccolato fondente (22%)

niente da dire, il classico cioccolato preparato con pasta di cacao, zucchero, burro di cacao e lecitina.

Burro di cacao

Anche questo ingrediente va bene.

Agente di carica: polidestrosio

In effetti si tratta di un polisaccaride artificiale indigeribile, classificato come fibra solubile e frequentemente utilizzato negli integratori allo scopo di arricchire il prodotto di fibre, sostituirsi allo zucchero, aumentare il potere saziante e diminuire quello calorico.

Isomaltulosio

L’isomaltulosio è uno zucchero naturale presente in piccole quantità nel miele e nello zucchero di canna che ha un potere dolcificante pari al 45-50% di quello del saccarosio (lo zucchero da tavola comune). La produzione dell’isomaltulosio avviene tramite moderne tecniche di conversione enzimatica a partire dal saccarosio.

L’isomaltulosio è in pratica un disaccaride, ovvero uno zucchero la cui molecola è formata dall’unione di due zuccheri più piccoli (monosaccaridi), che in questo caso sono il glucosio e fruttosio. Il particolare tipo di legame esistente tra questi due suoi componenti è tale da rallentarne la velocità di assorbimento. Questo è il motivo per cui viene impiegato questo zucchero nei prodotti dietetici tipo le barrette (1).

Cacao a ridotto tenore di grassi alcalinizzato (correttore di acidità: carbonato di potassio). Niente di sensazionale, il semplice cacao magro in polvere che si trova in qualsiasi preparato in polvere.

Carbonato di magnesio

Si tratta di un sale di magnesio, in pratica del magnesio. Ma attenzione: vi sono svariate forme di sali di magnesio, alcune perfettamente assorbibili dall’intestino umano e altre non assorbibili o scarsamente assorbibili.

Le forme più assorbibili sono quelle in cui il minerale si trova legato a composti organici (gluconato, aspartato, piruvato, malato, citrato, pidolato, lattato, orotato). Anche il cloruro di magnesio rappresenta comunque una fonte ben assorbibile e - rispetto ai precedenti - ha il vantaggio del costo contenuto.

Per contro, le altre fonti di magnesio inorganico (magnesio ossido, magnesio carbonato, magnesio solfato), sono oggetto dei maggiori criticismi in merito alla biodisponibilità del magnesio in esse contenuto.

Il carbonato di magnesio è fortemente insolubile in acqua e scarsamente assorbibile dall'organismo umano, non viene generalmente usato come fonte di magnesio in integratori alimentari o alimenti fortificati. Piuttosto, trova comune applicazione come antiacido. E noi invece ce lo troviamo proprio all’interno di un integratore alimentare, la nostra barretta!

Per ulteriore chiarimento, il magnesio carbonato non è altro che quella polvere bianca che si usa negli sport tipo la ginnastica agli anelli o il lancio del peso alle Olimpiadi e nella ginnastica artistica in genere, ossia una polvere che aiuta ad avere una presa più sicura e salda in quanto si denota proprio come un elemento in grado di permettere un maggiore attrito nelle prove sportive in cui ciò sia vantaggioso. Probabilmente, in questa barretta serve come legante del composto.

Addensante: gomma di acacia

Altra sostanza compattante elegante, ampiamente usata come additivo alimentare.

Aroma

I classici aromi chimici (non aromi naturali), non specificati e onnipresenti ormai su tantissimi alimenti. Servono per aggiustare e migliorare il gusto. Evidentemente perché si ha a che fare con materie prime poco appetitose in partenza e si rende necessario correggerne la gradevolezza al palato.

Olio di girasole

Nota dolente, molto dolente. Infatti questo tipo di olio è raffinato, non estratto a freddo, quindi è un grasso già ossidato a monte del processo produttivo. Un grasso che, in quanto ossidato, apporta solo disfunzione all’organismo e affaticamento per i processi digestivi e di smaltimento.

I grassi ossidati sono anche responsabili delle formazioni di placca aterosclerotica, così come avviene per le forme ossidate di colesterolo e di altri lipidi in circolo nel sangue. A cosa serve un olio di girasole dentro una barretta? Non è forse sufficiente utilizzare il burro di cacao o al limite il burro di cocco?

Emulsionante: lecitina di girasole

Le lecitine sono delle sostanze naturali componenti di qualsiasi cellula vivente, che servono per favorire l’emulsione del composto durante la preparazione. Si estraggono di solito dalla soia o dalle uova, ma spesso anche dai semi di girasole.

Vitamina E

Un buon ingrediente, inserito in tracce a fine lista ingredienti, più per “facciata salutista” evidentemente, che per intento realmente qualitativo.

Cosa concludere e quali barrette scegliere?

In conclusione, riteniamo che si tratti di una barretta molto “industriale”, in commercio vi sono dei competitor di gran lunga superiori per impiego di materie prime. Eccoli qui:

Tutte con ingredienti biologici e che impiegano solo ingredienti 100% naturali sia per la dolcificazione che per i grassi (datteri, anacardi, frutta essicata ecc.)

Che poi sulla confezione stia scritto “l’originale di Barry Sears” è un fatto alquanto curioso e contraddittorio, dal momento che il signor Sears da sempre demonizza lo sciroppo di glucosio (impiegato nella barretta). Ma forse le leggi del commercio richiedono altre logiche di ragionamento.

Riferimenti

  1. Lina BA et al. Isomaltulose (Palatinose): a review of biological and toxicological studies. Food Chem Toxicol. 2002.

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Commenti (13)

  • Leonardo Gorrieri

    Leonardo Gorrieri

    21 Settembre 2016 at 13:26 | #

    Ciao Giampaolo.
    Visto che parli di barrette alimentari, elencando quelle di qualità superiore, vorrei un tuo parere sulle barrette della Nutrilite.
    Integratori che non si trovano nella normale catena di distribuzione ma solo on line tramite il marchio Amway.
    Grazie!

    Leonardo

    Rispondi

  • Gianpaolo Usai

    Gianpaolo Usai

    21 Settembre 2016 at 16:12 | #

    Ciao Leonardo,
    le barrette della Nutrilite non corrispondono ai criteri di una barretta sana e composta con ingredienti naturali, come invece possono essere i prodotti di Ambrosiae, Lifebar e RawBite, citate tra i prodotti di qualità in questo post.

    Purtroppo la filosofia della Amway, per quanto concerne la loro linea di prodotti alimentari, è ispirata al concetto tradizionale di preparazione industriale dei prodotti alimentari, pertanto nel caso specifico di queste barrette non utilizza ad esempio i datteri per dolcificarle ma oligofruttosio e glicosidi steviolici (stevia in polvere, industriale e derivante dalla raffinazione del succo della foglia di stevia).

    Allo stesso modo, sono presenti anche aromi ( in una barretta di alta qualità nutrizionale non sono mai presenti, si impiega direttamente l'estratto di vaniglia o di menta o cannella ecc. ) e altri ingredienti discutibili come l'amido di frumento e l'olio di girasole, che nele barrette citate sopra non figurano assolutamente. Nella barretta di grande qualità la parte lipidica del prodotto è data dall'inserimento di frutta secca (mandorle, arachidi,noci ecc.) non da oli raffinati industrialmente come l'olio di girasole.

    Pertanto, se dovessi dare un voto alle barrette Nutrilite di cui mi chiedi, darei un 5.
    Di seguito ti lascio la lista degli ingredienti della barretta di cui mi chiedi, con relativo link alla scheda descrittiva del prodotto.

    Ingredienti: proteine del latte (proteine di siero del latte, isolato/concentrato di proteine del latte, caseinato di calcio), isomalto-oligosaccaridi (VitaFiber™), agente umidificante (glicerolo), oligofruttosio, proteine del pisello 7,4%, amido di frumento, olio di girasole, fiocchi di proteine del siero del latte 3,7% (proteine del siero del latte (contengono latte), farina di riso, emulsionante (lecitina di soia)), aromi (contengono latte), emulsionante (lecitina di soia), edulcorante (glicosidi steviolici), vitamine [vitamina B2 (riboflavina), vitamina B1 (tiamina mononitrato), vitamina B6 (cloridrato di piridossina), vitamina B12 (cianocobalamina)].
    https://www.amway.it/product/119602,barretta-proteica-al-gusto-caramello-vaniglia-nutrilite#product_ingredients

    Rispondi

  • Gianpaolo Usai

    Gianpaolo Usai

    21 Settembre 2016 at 16:25 | #

    Da considerare anche il prezzo decisamente più alto di queste barrette Nutrilite, rispetto a quelle di alta qualità e biologiche delle marche citate nel post. Ogni barretta costa infatti ben 3,43 euro https://www.amway.it/product/119602,barretta-proteica-al-gusto-caramello-vaniglia-nutrilite#product_ingredients Un prezzo di sicuro non giustificato, anche per la qualità non eccelsa, come spiegato nel commento precedente

    Rispondi

  • marina

    marina

    06 Maggio 2017 at 13:16 | #

    io mi trovo bene con le vb bar della net integratori :) sono molto tecniche.. cosi come con le zero bar della biotech!

    Rispondi

  • anna

    anna

    08 Maggio 2017 at 08:54 | #

    anche io le uso! mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Gianpaolo ..

    Rispondi

  • GIANLUCA PIRRO

    GIANLUCA PIRRO

    08 Maggio 2017 at 10:34 | #

    Sono comuni barrette commerciali proteiche ma lontane dal concetto di qualità di cui si parlava prima, cioè di un prodotto fatto esclusivamente di ingredienti sani e naturali.

    Rispondi

  • anna

    anna

    08 Maggio 2017 at 11:43 | #

    Grazie! ma possono andare bene in una dieta chetogenica o comunque come spuntini per perdere grasso?

    Rispondi

  • Gianpaolo Usai

    Gianpaolo Usai

    08 Maggio 2017 at 12:16 | #

    Ciao Anna e Marina,
    come ha detto molto giustamente il mio collega Gianluca, le barrette che utilizzate voi sono di tipo industriale, molto simili a quelle della EnerZona recensite nell'articolo. La lista ingredienti delle barrette della NET è infatti la seguente:

    caseinati di calcio (latte), proteine del siero del latte concentrate, sciroppo di sorbitolo, gelatina idrolizzata, copertura al cacao (grassi vegetali di cocco e palma, maltitolo, saccarosio, cacao magro in polvere al 10/12% di butto di cacao, emulsionante: lecisina di soia, aromi) proteine isolate di soia, olio di semi di girasole, polidestrosio, cacao magro in polvere, emuslionante lecitina di soia, aromi, conservante: sorbato di potassio.

    Come potete vedere, tutti ingredienti ultra-industriali, alcuni anche molto discutibili come l'olio di semi di girasole o il caseinato (caseina pura), che possono dare irritazione intestinale in molti individui. Inoltre si tratta di sostanze che provengono da prodotti animali (latte) e vegetali da allevamenti intensivi e coltivazioni intensive, mentre le barrette suggerite nel mio articolo sono tutte composte di alimenti naturali (datteri, cocco, frutta secca, ecc.) e di origine biologica. L'impatto sulla salute dell'intestino è davvero molto differente tra i due prodotti insomma. Uno è un cibo naturale, l'altro è un prodotto industriale.

    Infine vorrei farvi notare anche che le barrette NET costano 3,00 euro ciascuna, essendo la confezione da 24 pezzi al costo di 72,00 euro. Un prezzo addirittura superiore alle barrette BIO preparate con ingredienti top...

    A presto !
    Gianpaolo

    Rispondi

  • GIANLUCA PIRRO

    GIANLUCA PIRRO

    08 Maggio 2017 at 12:20 | #

    Se i macronutrienti sono compatibili col regime dietetico adottato perchè no. Qui si parla solo di qualità degli ingredienti. Su questo punto magari lascio la parola a Vincenzo.

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    08 Maggio 2017 at 12:53 | #

    Ciao Anna,

    Per gli spuntini in chetogenica, mangia frutta secca o scaglie di cocco. ;)

    Però voglio ampliare anche il discorso su tutti questi tipi di "cibi".

    Dunque, io nel ragionare su un alimento penso a una varietà di fattori. Ci metto dentro qualità, nutrienti che voglio rispettare, costo, praticità, frequenza e quantità di consumo.

    Come ti fa notare Gianpaolo, una barretta NET costa 3 euro ed è comunque industriale. A questo punto io sai cosa farei? Mangerei lo snickers e aggiungerei proteine in polvere (i nutrienti sarebbero gli stessi: circa 20 g di proteine, 10 g di grassi e 30 g di zuccheri).

    Questo per dire che: se costasse 1 euro, potremmo dire "Accettabile", ma dal momento che costa più di una barretta di qualità Top, il responso è che le barrette NET fanno abbastanza schifo. E a quel punto risparmia i soldini e compra quelle ancora più commerciali (MyProtein, Bulk Powders). Costano la metà.

    :)

    Tornando a noi: Quante volte mangerai queste barrette? In che quantità?

    Queste secondo me sono le domande da farti. Se consumerai la barretta ogni giorno, conviene scegliere la qualità; se è "una tantum", scegli pure quella più "comoda"/saporita.

    Secondo me, in ogni caso, la barretta è uno sfizio. Non siamo fatti per mangiare cibo in barrette ma cibo serio (riprendendo il titolo dell'ebook di Gianpaolo). Vedo l'utilizzo di questi cibi solo occasionalmente.

    Se abitui il corpo ad alimenti "seri" e non a forzature di gusto (converrai con me che le barretta nascono per "simulare un gusto di qualcosa con qualcos'altro"), avrai molta più soddisfazione dalla tua dieta.

    Scusa se mi sono dilungato, credo sia il fulcro di un concetto di dieta a lungo termine: non si fa cambiando un gusto con un altro, ma abituando il proprio corpo a quali sono i gusti reali, senza forzature e "divertendosi" con alimenti salubri.

    Questa la mia umile opinione.

    Un cordiale saluto,
    Vincenzo.

    Rispondi

  • anna

    anna

    09 Maggio 2017 at 09:29 | #

    Grazie mille! Ma al posto di frutta secca o scaglie di cocco cosa posso mangiare?

    Rispondi

  • anna

    anna

    09 Maggio 2017 at 12:04 | #

    si ma le sue barrette non sono proteiche..

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    09 Maggio 2017 at 12:13 | #

    Formaggio a pasta dura
    Cioccolato fondente
    E con questo abbiamo terminato tutte le categorie alimentari consumabili in chetogenica. :)

    Rispondi

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