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Stanco, spossato, affaticato, deconcentrato, addormentato? Bevi!

Usare l'acqua per migliorare la concentrazione e combattere la stanchezza
Di Federico Cafaro , 13 Giugno 2016

Stanco, spossato, affaticato, deconcentrato, addormentato? Bevi!

Troppo spesso tendiamo a sottovalutare le cose più semplici per andare alla ricerca di rimedi e strategie esoteriche che promettono tutto sulla base di nulla. “La radice di una pianta in via di estinzione coltivata negli antichi monasteri è il segreto del vigore dei monaci combattenti”... Bla bla bla...

Frasi del genere urtano la mia sensibilità ogni giorno, e credo anche quella di ogni lettore. Sovente le cose semplici sono le più efficaci, costano poco o nulla e perciò non ci piacciono: l’acqua è una di queste. Vi siete mai chiesti cosa possa provocare al nostro corpo il semplice atto di bere?

Il concetto di volemia

Per capirlo definiamo velocemente il concetto di volemia. Per volemia si intende la quantità complessiva di sangue presente all’interno del sistema circolatorio.

Si tratta di un fattore strettamente controllato dal nostro organismo in quanto, aumenti importanti della volemia, definiti come ipervolemia, potrebbero portare ad un aumento spropositato della pressione sulla superficie dei vasi sanguigni. Parimenti una diminuzione drastica della volemia, definita come ipovolemia, potrebbe portare a ipotensione, tachicardia e debolezza per insufficiente afflusso di sangue ai vari distretti corporei.

Il principale attore nella regolazione della volemia è il sistema renale, il quale, attraverso meccanismi regolatori basati sugli ormoni aldosterone e vasopressina, e sui minerali sodio e potassio, riporta la volemia in condizioni adeguate al contesto.

Condizioni adeguate al contesto in quanto non sempre è funzionale avere una volemia nella norma; durante l’esercizio fisico, ad esempio, l’organismo necessita di un maggior afflusso di sangue.

Sfruttare la regolazione della volemia per la concentrazione

Cosa ci importa della volemia?

Bene, se trovassimo un modo di farla schizzare in alto in acuto, avremmo come risultato un repentino aumento della pressione sanguigna e della portata di sangue in circolo. Dopo poco tutto sarebbe riportato nella norma dai nostri cari reni. Qui entra in gioco l’acqua.

Uno studio (1) condotto nel 2014 da Masento et al. nell’Università di Reading, ha sottoposto 62 adulti tra i 23 e i 70 anni a dei test per valutarne le capacità cognitive. Senza troppo stupore, a mio parere, lo studio sottolinea che, dopo aver ingerito 500 ml di acqua fredda, i pazienti riportavano un maggior stato di allerta e reattività agli stimoli e minor fatica.

Sinceramente i risultati non mi stupirono più di tanto, in quanto è mia abitudine bere 600-700 ml di acqua appena sveglio oppure quando mi sento spossato.

La volemia si sente, provare per credere!

Riferimenti

  1. Masento NA et al. Investigating the effects of acute water supplementation on cognitive performance and mood in young and older adults." Appetite. 2014.

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