Sei un Professionista del Fitness o semplicemente un Esperto di settore?

Se vuoi essere un Professionista e non solo un Esperto di settore, ci sono delle cose che devi sapere
Di Vincenzo Tortora

Sei un Professionista del Fitness o semplicemente un Esperto di settore?

Inauguriamo con questo post una serie di articoli che forniranno maggiore “cultura del lavoro” (specie autonomo / libero professionale) a Professionisti del Fitness, Nutrizionisti, Personal Trainer, Osteopati, etc.

Fino ad ora su Oukside hai trovato articoli che, se entravano nell’argomento “Lavoro” lo facevano in maniera trasversale: parlando ad esempio di come effettuare una ricerca su PubMed, o come aumentare la produttività (cosa utile a tutti i lavoratori), che corsi fare per nutrizionisti, personal trainer, etc.

Ci sono state alcune pubblicazioni relative a come porsi online (fare SEO nel Fitness, ad esempio) o sul marketing per il Fitness. Ma sono state sporadiche. Abbiamo deciso di iniziare con più costanza ad affrontare queste tematiche per due motivi principali:

  1. Ci siamo resi conto che - specie in Italia - la “cultura del lavoro” (e dell’imprenditoria) è veramente scarsa; sono molti i professionisti che non sanno come si lavora realmente in gruppo, moltissimi coloro che pensano che Google sia un “sito” e quando scoprono che fattura miliardi di dollari l’anno si chiedono come sia possibile, visto che non vende niente di solido e tangibile.

  2. Se non fosse per la prima cosa, l’avremmo fatto per la seconda: avendo aperto i percorsi di Certificazione Professionale Oukside, ci siamo detti fin dal giorno -472 (differenza tra nascita e realizzazione dell’idea) e per ogni giorno fino alla sua uscita un’anno e mezzo dopo… il nostro scopo non è formare professionisti, esistono già una marea di scuole, enti, realtà che formano (a volte partendo inutilmente dalle basi, ma vabbè). Il nostro scopo è dare vita a nuove figure professionali nel Fitness a tutto tondo.

Una cultura del lavoro più elevata permette di districarsi nelle difficoltà del “mercato del Fitness” e non lamentarsi se la nuova azienda o il professionista che sa comunicare, si vendono meglio e ci rubano i clienti.

Una nuova cultura del lavoro serve per competere su questo mercato, o meglio non competere ma creare nuove opportunità. Per questo non vogliamo “formare” professionisti, ma creare nuove figure professionali.

Ogni anno si immettono sul mercato Nutrizionisti, Personal Trainer, Fisioterapisti… ognuno (ognuno di loro!) illudendosi che al giorno 1 post-laurea lavoreranno con 10-20 clienti al giorno guadagnando fior di denari con la passione della loro vita.

Non è così. Non lo è affatto, perché…

I primi mesi li dedichi a capire come avviarti

I primi 6-12 mesi (se si è fortunati) si passano a studiare e capire quali sono gli adempimenti legali, burocratici e fiscali per avviarsi nel Fitness. Purtroppo, le varie realtà di formazione (a partire dalle Università) sono deficitarie in quella che dovrebbe essere la “buona etica del formatore”.

Se io mi propongo come realtà che forma (o crea) Professionisti, dovrei fornirti gli strumenti perché tu sia un Professionista. Per definizione, un Professionista è chi esercita professionalmente un’attività intellettuale.

Le Università, le scuole di formazione, le realtà che vendono corsi e lezioni (online e non) non formano Professionisti, ma semplicemente “Esperti di settore”.

Questi sono in grado di parlare di una certa materia, di dare spunti e consigli utilissimi, ma non di lavorare (esercitare) concretamente sul campo.

Un esempio? Prendi un Ricercatore di un ente pubblico e togligli il posto di lavoro. Quindi, digli di cavarsela da sé. Lui non sa cosa significa emettere una fattura, o redarre un accordo tra le parti per stabilire i termini dei servizi, o stabilire rapporti di collaborazione che possano aumentare il suo giro clienti.

Quanto credi riuscirà a resistere?

Il suo lavoro non gli richiede questo, perché è l’azienda a monte a farsi carico di tutto ciò.

Oppure, vai su Facebook e cerca tra coloro che sono bravissimi - appunto - a chiacchierare su Facebook o sul web. Prendine uno e digli di andare sul campo e avviare un’attività.

Credi davvero possa riuscirci?

Il suo “lavoro” non gli richiede questo, ma semplicemente di ottenere più like e visualizzazioni, per i quali non serve stipulare un accordo sui servizi offerti o di riservatezza.

Ma un Professionista che apre la sua partita IVA diventa a tutti gli effetti una “ditta” (non a caso si parla di ditta individuale) e deve adempiere ad alcuni obblighi, sia legali, sia professionali - cioè gli servono proprio a livello imprenditoriale.

Sia chiaro: chi apre una partita IVA è un imprenditore a tutti gli effetti, e sta facendo “business”. Questa cosa non deve essere solo compresa, ma accettata. Altrimenti, meglio farsi assumere.

Accettarla, comunque, non è così difficile neppure per il più angelico dei benefattori. Il “business” non è qualcosa di negativo. Quando ben fatto è definito come la creazione di un valore che prima non c’era, per persone che beneficeranno proprio da esso.

(Agli albori, qualcuno avrà deciso di istituire la figura del Nutrizionista, o del Personal Trainer: entrambi forniscono un valore che prima non c’era, cioè un aiuto per questioni riguardanti la sana alimentazione e lo svolgimento dell’attività motoria, rispettivamente).

Accettato che se sei un Libero Professionista sei un imprenditore nel mondo del Fitness, devi capire che un imprenditore non può limitarsi alle materie tecniche… Non avere il coraggio di studiare argomenti differenti (molto differenti! Basi di economia, HTML, gestione d’impresa, finanza, comunicazione, branding, etc…) non ti farà andare molto lontano. Sarebbe meglio farsi assumere.

Il secondo anno lo dedichi a capire come avere più clienti

Se il primo anno serve per lo start up nel settore del Fitness, il secondo anno è quello in cui ci si chiede: “E mo?”. Ti avevano illuso che avresti lavorato praticamente subito, “Con questa laurea il lavoro è assicurato” - forse ti hanno detto -, invece ti sei imbattuti nella cruda realtà: se non sai come porti non ci sono versi, i Clienti non ti vengono a cercare.

Nel bene o nel male ti dai da fare, anche nel tuo piccolo… Amici, parenti, diffondi la voce tramite loro e - magia del passaparola - qualcuno che aveva bisogno ma non conosceva nessuno da cui andare, ti chiama.

Così inizi con i primi clienti e… Arrivati i primi soldi, continui nell’illusione che ti hanno creato:

“Wow, oggi ho visto 5 persone in 4 ore, ho guadagnato 500€! Mi basterebbe lavorarne 4 per averne 2000€ o fare 4 giornate piene per averne 4000€!”

BOOM!

Le tasse si vedono l’anno successivo e vanno messe in conto per quasi la metà; i costi nascosti non li consideri perché “sono cose che hai sempre fatto”: se ti sposti in auto una volta, avrai un costo benzina+usura diciamo pari a 1; se lo fai 4 volte, quel costo sarà pari a 4.

Ma non è questo il peggio. Il peggio è non considerare la difficile scalabilità del lavoro nel campo del Fitness così come te lo hanno insegnato (e te lo stanno ancora insegnando):

  • vedere il cliente, dedicargli 60-90’’ in studio
  • lavorare per il cliente dalle 2 h una tantum alle 2 h per una settimana (o di più…) fuori visita
  • supportare il cliente almeno 5-10 h al mese
  • eventualmente rivederlo o sentirlo telefonicamente per spiegargli il piano per lui

Sorridevi per i 100 € pagati dal cliente in visita, ora capisci che sono:

  1. quasi già dimezzati dalle tasse e
  2. calcolati a ora diventano non più di 6-8 €/h.

Non più così divertente, vero? Cosa ti impedisce di lavorare part-time in un bar e dedicarti il pomeriggio alla tua passione?

(spesso per alcuni è il sentirsi declassati… come se un barista fosse meno prestigioso di un Professionista Sanitario o Medico; ma se glielo chiedi sono tutti umili e rispettosi).

Quel ragionamento non regge più: non puoi fisicamente seguire 10 clienti al giorno. Da un lato perché non usura solo la tua auto ma usura te e la tua salute, se non ora, nel lungo termine, fino al punto che non ce la farai più. Dall’altro perché avere 2 clienti al mese significa dedicarsi completamente a loro, averne 200 significa quasi fregarsene di ognuno loro.

E a quel punto che fai?

Gli anni dal 3° al 5° li dedichi a capire cosa fare di diverso ma a quel punto…

È già tardi. Pensi a pubblicare il tuo ebook ma ti rendi conto che ci sono n-mila altre realtà che lo fanno. Pensi ad automatizzare i tuoi servizi ma ti rendi conto che ci sono aziende milionarie che in 2 giorni sviluppano quello che tu e un bravo sviluppatore informatico per te sviluppereste in 2 anni.

E non solo…

Se vuoi pubblicare un ebook probabilmente devi assolvere ad altri adempimenti fiscali e burocratici; se vuoi sviluppare una tua App, idem.

Scommetto che questo all’Università o nei vari percorsi di certificazione in giro, ai corsi, i workshop, non te l’avevano detto, eh? Inutile lamentarsi del Bel Paese che ci tarpa le ali: può anche darsi, ma dall’altro lato è vero che non si ha “cultura del lavoro”.

Immagina se ti avessero detto:

“Guarda che come Personal Trainer / Nutrizionista / Osteopata / Fisioterapista il tuo lavoro non deve essere per forza quello di elaborare schede di allenamento / dieta / trattamenti e far capire a un Cliente come seguirli. Puoi fare centinaia di altre cose… Fai un audio libro motivazionale e mettilo in vendita; mappa le aziende che sviluppano attrezzatura sportiva / integratori e fai consulenza per loro; fai Personal Trainer / Nutrizionista a domicilio; etc.”

e fatto capire gli strumenti per mettere in atto quelle idee (dal lato burocratico, a quello comunicativo, dal piano di marketing a quello gestionale).

Non avresti intrapreso una strada diversa? Prima di iniziare qualcosa di standard che fanno tutti (gli allenamenti / le diete / i trattamenti) per poi arrabbattarti per creare qualcosa di nuovo, ma non sapendo come fare perderci un sacco di tempo, soldi ed energie?

Tutto questo può (e deve) cambiare!

Come detto, la nostra priorità non è formare professionisti ma creare nuove figure professionali, che abbiano un’elevata cultura del lavoro per due motivi:

  1. Non basta essere tecnicamente bravi se poi non ci si sa porre su questo mercato, sempre più “duro”. Un Professionista che si avvia non può non sapere come gestire la sua “ditta individuale” (livello commerciale, burocratico, fiscale, etc.).

  2. Non basta "formarsi per formarsi". Fornire conoscenza senza fornire gli strumenti per applicarla è come fornire una canna da pesca a persone bisognose e affamate che vivono in zone aride e senza fiumi, laghi, o mare.

In poche parole: Università, Scuole, Realtà per la “formazione professionale”, ti stanno prendendo in giro.

Facile creare un corso per Personal Trainer o un master di formazione per diventare Nutrizionista, senza fornire elementi di base di gestione, comunicazione, marketing… Quello che succederà è che tu non avrai magicamente più clienti da seguire solo perché potrai appendere al muro un certificato in più.

E allora penserai che il problema sia che ti manca ancora qualcosa, e tornerai da loro a chiedere “Quale altro corso posso fare?”... E giù di nuovi corsi, nuovi libri, che scendono sempre più in dettagli e ramificazioni che niente hanno a che fare con ciò che ti serve realmente: cultura del lavoro, crescita professionale o - meglio - crescita imprenditoriale.

A questo serve la Certificazione Professionale Oukside. Non vogliamo “vendere” corsi/lezioni di formazione, in aula o online, ma accrescere l’esperienza dei Professionisti, perché diventino ciò che realmente vogliono essere: imprenditori, nel campo del Fitness.

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Commenti (2)

  • Ylenia

    Ylenia

    15 Settembre 2018 at 08:19 | #

    il progetto è interessante e stimolante ....io poi, che sono sempre alla ricerca di novità e stimoli nuovi...il dubbio è "non sono all'inizio" , ho già un pacchetto clienti consolidato, grazie a Dio il passaparola si è innescato e ho paura di non riuscire a trovare il tempo per portarlo avanti con il giusto impegno.
    Mi potreste dare un consiglio ? altri nutrizionisti hanno espresso la mia stessa perplessità e in questo caso cosa avete consigliato? Grazie ?!!!!
    Y

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      15 Settembre 2018 at 08:25 | #

      Ciao Ylenia e grazie per il tuo feedback.
      Il programma è inteso PROPRIO per chi ha già iniziato e, come tu dici, "consolidato".

      Quello che abbiamo constatato nel corso del tempo è proprio la difficoltà che tu esprimi: la non scalabilità del lavoro fatto in modo "old style"
      Perché viene insegnato così e perché si pensa troppo spesso ad aggiornarsi su "dieta" "allenamento" e argomenti tecnici, pochissimo a capire come aumentare scalabilità e sostenibilità di un business in generale e della professione di nutrizionista/personal trainer o altro lavoratore "helper", in particolare.
      Ed è proprio quello che noi vogliamo condividere: un modo differente e più efficiente di lavorare (oltre che costruirsi spalle forti un ottimo bagaglio tecnico).

      Spero di aver risposto alla tua domanda :-)
      Un caro saluto

      Rispondi

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