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Basi SEO per Nutrizionisti e Personal Trainer Online

Nutrizionisti e Personal Trainer Online: sfruttate la SEO
Di Editor Oukside , 22 Marzo 2016

Basi SEO per Nutrizionisti e Personal Trainer Online

Nutrizionisti e Personal Trainer trovano spesso il proprio successo online, sul web. Per questo motivo, dovrebbero sfruttare alcune conoscenze base di SEO (Ottimizzazione per i Motori di Ricerca, ovvero, come farsi trovare in rete e sul web) per ottimizzare il loro lavoro.

La SEO - Search Engine Optimization - altro non è che l’ottimizzazione di un sito web o blog per determinate query di ricerca, ovvero “richieste” che gli utenti fanno quando cercano qualcosa su internet.

Siete dei Personal Trainer a Palermo? Allora dovreste ottimizzare il vostro sito web per far sì che quando un utente digita “Personal Trainer a Palermo” sulla stringa di ricerca di Google, voi appaiate tra le prime posizioni o per lo meno in prima pagina tra i risultati. Come fare ciò è compito di un esperto SEO.

Conoscere per capire

Nonostante sia necessario avvalersi di personale qualificato nella Search Engine Optimization, è buona norma conoscere alcune regole base in modo da creare contenuti che siano direttamente “masticabili” dai motori di ricerca. Questo però non deve far cadere nell’errore di scrivere solo per loro e non più per gli utenti, anche perché nel corso del tempo i potenti algoritmi hanno imparato a capire se sono stati utilizzati “trucchetti” oppure no, privilegiando in tal modo l’utente per fornire risultati il più pertinente possibile con la sua query di ricerca.

Nonostante si parli di SEO, infatti, e quindi di “Search Engine” occorre sempre ricorare che i motori di ricerca stanno potenziando le loro funzionalità per rispondere sempre meglio all’utente. In ultima istanza, se voi create un sito e scrivete un blog per l’utente piuttosto che per il motore di ricerca, fate sicuramente un buon lavoro. Detto questo, addentriamoci nell’argomento.

Basi di SEO

La prima cosa che dovete sapere è che il lavoro lato SEO influenzerà solo le ricerche organiche, così chiamate quelle che non sono frutto di una sponsorizzazione tramite le campagne AdWords (le campagne Google per comprare pubblicità in modo da apparire nei risultati di ricerca per determinate parole chiave).

I risultati per inserzioni sponsorizzate sono visualizzati con un piccolo testo evidenziato in giallo denominato “Annunci” (o abbreviato “Ann.”). Per comparire tra quei risultati occorre pagare e competere per le query con gli altri inserzionisti. Ad esempio, scrivendo “Nutrizionista Perugia”, il risultato è il seguente:

Risultati ricerca Google per Nutrizionista Perugia

I 4 risultati a destra sono annunci sponsorizzati, così come il primo (come evidenziato da “Ann”). Per competere con questi, non servirà un lavoro di SEO ma pagare per gli AdWords e competere per le parole chiave (in questo caso “Nutrizionista Perugia”). Parleremo successivamente del “costo” di questa competizione in base alle parole chiave.

I risultati organici vedono in prima posizione il Dott. Paolo Bianchini al momento della stesura di questo articolo (Novembre 2015). Per competere con questo sito occorrerà “smanettare” lato SEO per far sì che le ricerche per il proprio sito web siano più pertinenti. Qualche idea potrebbe venire in mente scorrendo le sezioni successive di questa guida (e.g. battersi sulla meta description, ad esempio).

Chi ben inizia è già a metà dell’opera

Qual è l’elemento che subito salta all’occhio, più di tutti, di una pagina web (a volte ancor prima di essere cliccata, come quando viene condivisa sui social)? La risposta è facile: il titolo. Dare un titolo unico, pertinente e accurato non è certamente qualcosa di nuovo, ma è bene ribadire il concetto.

Se siete dei Nutrizionisti che si occupano di dimagrimento post gravidanza, è bene concentrarvi su questa “specializzazione” piuttosto che intitolare la vostra homepaga “Nutrizione e Salute”, espressione ben più difficile da scalare rispetto a “Dimagrire efficacemente dopo la gravidanza”.

È bene creare un titolo univoco per ogni pagina del vostro sito web, quindi, se avete una pagina dei servizi che si basano sull’elaborazione di una dieta personalizzata, date a questa un titolo come “La tua dieta personalizzata efficace dopo la gravidanza”.

Ricordate che è il titolo della pagina ad apparire nei risultati della ricerca; le parole in grassetto evidenziano ciò che l’utente ha ricercato (se avesse ricercato “dieta gravidanza” il risultato, nel nostro esempio, sarebbe stato “La tua dieta personalizzata efficace dopo la gravidanza”).

Perché allora non utilizzare direttamente qualcosa che l’utente cerca? Un utente non cercherà mai “la tua dieta”, semmai cercherà qualcosa di impersonale come “dieta personalizzata”. Ricordate, però, che state scrivendo proprio per lui e vi state rivolgendo a lui: in questo caso non esiste una scienza esatta e sta alla vostra strategia comunicativa scegliere se coinvolgerlo (“La tua dieta”) o pensare a cosa scriverebbe nella query (“Dieta personalizzata”).

Siate brevi e concisi. Poiché Google mostrerà solo una parte del titolo, essere troppo lunghi potrebbe essere deleterio (anche perché l’utente medio vuole leggere poco e arrivare subito al dunque).

Meglio “La tua dieta personalizzata efficace dopo la gravidanza” che “La tua dieta personalizzata per dimagrire efficacemente dopo avere avuto un figlio”. Questo in germini generali. Potreste sempre controllare (tramite i tool appositi, che descriveremo in seguito) se la seconda query potrebbe dare migliori risultati della prima.

Il meta tag description: di cosa parla la vostra pagina

Riprendendo l’immagine precedente, nelle ricerche notate una descrizione sotto al titolo della pagina: quella è dovuta al meta tag description e prende il nome di “Snippet”. Google crea questi snippet generalmente dal tag description, ma nulla vieta che utilizzi pezzi delle pagine del vostro sito o blog se l’attinenza è maggiore.

Immaginate di aver scritto un articolo sull’utilizzo dell’allenamento con i sovraccarichi nell’ipertensione, dal titolo “I pesi contro l’ipertensione”. Immaginate che la description che avete scelto sia “Allenamento con i sovraccarichi per la pressione alta”. Immaginate che nel testo abbiate scritto “Volete abbassare la pressione arteriosa? Vediamo come programmare un allenamento con i pesi adatto allo scopo”.

Nel caso in cui un utente utilizzi la query “Programmare l’allenamento con i pesi per abbassare la pressione arteriosa”, lo snippet utilizzato sarà quel pezzo di testo appena citato piuttosto che quello del tag metadescription.

Un errore grossolano è quello di riempire il meta tag description con una marea di parole chiave (e.g. “Allenamento con i pesi”, “Ipertensione arteriosa”, “Allenamento anaerobico”, “Programmazione dell’allenamento con i pesi”, etc.): i motori di ricerca stanno diventando sempre più intelligenti e pensano all’utente. Quale dei due testi è più “ricco” agli occhi di un utente che sta cercando in base alla query suddetta, il primo o il secondo?

A. “allenamento con i pesi ipertensione arteriosa allenamento anaerobico programmazione dell’allenamento con i pesi”.

B. Volete abbassare la pressione arteriosa? Vediamo come programmare un allenamento con i pesi adatto allo scopo.

[neanche il secondo è scritto egregiamente, costituendo solo un esempio, ma è comunque molto più indicativo e certamente più invogliante del primo]

Uniform Resource Locator: gli URL contano

Riprendiamo il nostro esempio relativo alla dieta post gravidanza. Immaginate un utente che accede al vostro sito web e si ritrova su una pagina che contiene l’articolo relativo all’argomento citato. Quale URL sarebbe meglio che quell’utente visualizzi?

www.sitonutrizioneesempio.com/articoli/dieta-post-gravidanza
www.sitonutrizioneesempio.com/articoli/art00001_ymd1f9#?-dpg
www.sitonutrizioneesempio.com/articoli/dieta-post-gravidanza_ymd1f9#?-dpg

Sicuramente il primo! Perché è più semplice, facile da ricordare e descrive l’argomento in questione in maniera chiara e univoca. Nel secondo caso l’utente potrebbe insospettirsi, pensare a un bug o una frode; nel terzo caso l’utente potrebbe pensare che l’articolo possa essere linkato senza “_ymd1f9#?-dpg” e magari condividerlo troncandolo e generando errore.

Inoltre, osservate un po’ il secondo risultato della ricerca organica nell’immagine su presentata: l’URL del sito web è in grassetto, il che vuol dire che viene riconosciuto come “contenitore” delle parole chiave ricercate (“Nutrizionista Perugia”). In sintesi: la struttura dell’URL aiuta la SEO.

Infine, fate in modo che la struttura del vostro sito permetta che l’URL a una data pagina non presenti un eccessivo numero di sottocartelle. Ad esempio, se il vostro sito ha in homepage il link alla pagina “Pubblicazioni”, in questa è presente un link alla pagina “Articoli”; in questa è presente un link alla pagina “Articoli blog”; in questa sono presenti nel categorie del blog (e.g. Dimagrimento, Salute, Medicina, etc.) e il vostro articolo sulla dieta post gravidanza è presente in “Dimagrimento”, state attenti a non creare un URL così fatto:

www.sitonutrizioneesempio.com/pubblicazioni/articoli/blog/dimagrimento/dieta-post-gravidanza

Sarebbe meglio, infatti, che l’URL sia:

www.sitonutrizioneesempio.com/articoli/dieta-post-gravidanza

Rendete la navigazione semplice

La navigazione sul sito web deve essere resa il più semplice possibile. Se siete dei Nutrizionisti che offrite servizi di formazione ai vostri colleghi, fate in modo che a questi servizi sia data l’importanza che meritano. Questo è importante sia dal punto di vista “user experience” che da quello SEO: il motore di ricerca vuole sapere se una pagina è più importante di un’altra.

Inserire un servizio in un percorso come

www.sitonutrizioneesempio.com/alimentazione/dimagrimento/dieta-post-gravidanza/servizi/consulenza/richiedi-dieta-personalizzata

è certamente penalizzante rispetto all’inserimento in un percorso come qui di seguito presentato:

www.sitonutrizioneesempio.com/servizi/dieta-personalizzata-post-gravidanza

Nel primo caso i servizi offerti si perdono, a livello di importanza, in mezzo a una marea di altre pagine; nel secondo caso sono presentati in homepage ed hanno un rilievo maggiore.

A questo si aggiunge la possibilità di utilizzare le “liste breadcumbs”: queste permettono sempre di osservare i “livelli di navigazione” su ogni pagina che si sta navigando. Appaiono generalmente come link alle varie cartelle che sono state percorse, da sinistra a destra. Riprendendo l’esempio sopra, quello più complesso, queste liste apparirebbero (sopra o sotto la barra di navigazione) in questo modo:

home > alimentazione > dimagrimento > dieta-post-gravidanza > servizi > consulenza

Creare una pagina 404 funzionante

Gli utenti occasionalmente accedono a pagine del sito web non esistenti, seguendo un link corrotto o scrivendo un URL non corretto. Avere una pagina 404 che assolva a funzioni quali reindirizzare l’utente verso la home page del sito o ai contenuti più interessanti dello stesso può aumentare notevolmente la user experience.

Evitate che le pagine 404 siano indicizzate, che presentino semplicemente un messaggio di errore “Errore 404 - pagina non trovata” o che la pagina non esista affatto. Fate anche in modo che la pagina 404 abbia un design coerente con il resto del vostro sito web.

Contenuti e servizi di qualità

La creazione di contenuti interessanti e qualitativi indirizza gli utenti verso il vostro sito web perché essi stessi ne riconoscono il valore. Gli stessi utenti, tramite il passaparola e la condivisione (sui social, come blog post, tramite email) portano altri utenti al vostro sito. Quindi: la qualità prima di tutto.

Cercate di anticipare le esigenze degli utenti fornendo contenuti unici e interessanti. Ricordate che un utente esperto nel vostro campo farà ricerche diverse (più specifiche) rispetto a un utente nuovo. Immaginate che un utente voglia interessarsi ai motivi per cui ingrassiamo. Mentre un utente esperto potrebbe cercare “motivi biochimici ingrassamento”, un nuovo utente potrebbe cercare “perché ingrassiamo”. Cercate di intercettare questi bisogni in modo da costruire contenuti in base al tipo di utenti che volete avere.

La piattaforma di Google AdWords fornisce il Keyword Tool, che aiuta a trovare le varie parole chiave con la stima del volume di ricerca per ogni parola. Inoltre, il Google Webmaster Tool (in Italiano: strumenti per i webmaster) fornisce le parole chiave maggiori per cui il vostro sito viene ricercato e quelle che portano maggior traffico allo stesso.

Oltre a questo, pensate ad offrire servizi esclusivi: dove vi sentite maggiormente esperti? Avete approfondito lo studio della dieta per patologie particolari? Concentratevi sugli argomenti per i quali avete una esperienza di cui gli altri non godono e per cui potrete presentarvi come “leader”.

Nello scrivere i vostri articoli, i vostri post, fate in modo che i testi siano ben scritti e semplici da seguire. Una raccomandazione: lessico e grammatica sempre corretti. Cercate di seguire un filo logico e dividete il testo in sezioni che diano ad esso una certa sequenzialità. Una cosa da evitare quando si scrive sul web è pensare sempre e solo ai motori di ricerca: è vero che la SEO è importante, ma dovete mettere al primo posto gli utenti e la loro esperienza.

Ottimizzare gli anchor text

Gli anchor text o testi di ancoraggio sono i testi cliccabili che vengono visualizzati come link. È buona norma che questi testi siano coerenti con le pagine a cui puntano.

State scrivendo un articolo sulla dieta da seguire post gravidanza e volete puntare a un articolo che parli delle modifiche metaboliche che avvengono durante la gravidanza? Utilizzate un anchor text coerente, inserito altrettanto coerentemente all’interno di un testo.

Ecco l’esempio: “La dieta post gravidanza deve tener conto delle modifiche organiche e metaboliche che avvengono nella gravidanza

Il testo sottolineato è l’anchor text che punta all’articolo intitolato “Modifiche organiche e metaboliche durante la gravidanza”. In questo modo, sia l’utente che il motore di ricerca capiscono che quel link punta a un contenuto che amplia su quelle parole chiave.

Evitate, invece, di scrivere anchor text non pertinenti come “In questo articolo”, “A questo link” e simili, in quanto non conterrebbero le parole chiave dell’articolo destinazione. Evitate anche di utilizzare l’URL stesso dell’articolo, anche se questa pratica potrebbe essere utile se si linka un sito web (e.g. http://sitoweb.com>).

Evitate, comunque, che l’anchor text sia eccessivamente lungo. Nell’esempio precedente sarebbe stato eccessivo ancorare del testo come segue (sottolineato):

“La dieta post gravidanza deve tener conto che la gravidanza impone di cambiamenti organici e metabolici dovuti a fattori ormonali, biochimici e fisiologici del corpo della donna.”

Ottimizzate l’uso delle immagini

Le immagini dovrebbero essere caricate sul sito web con un titolo e un attributo definito “alt”. Questo attributo specifica un testo alternativo per le immagini nel caso non possano essere visualizzate per qualsiasi ragione. In tal modo, sia l’utente che il motore di ricerca sapranno sempre di cosa tratta quella immagine, anche quando non saranno in grado di caricarla.

Inoltre, l’attributo alt può aiutare quando l’immagine punta a un link ma non può essere visualizzata: in questo caso il testo alternativo si comporterà come un anchor text per quel link.

Sarebbe buona norma contenere le immagini in una cartella unica (e.g. images) piuttosto che sparpagliarle qua e là nel sito web. Questo semplifica il percorso delle immagini che avrà per tutte questa struttura:

www.sitonutrizioneesempio.com/images/donna-dieta-gravidanza

con ovvie ripercussioni positive sulla SEO.

Usare i tag heading sapientemente

I tag heading sono tag utilizzati per presentare la struttura di una pagina web. Essi possono dare rilievo a particolari parole chiave, con un ordine di importanza che va da 1 a 6. Questi tag sono individuati, all’interno della pagina web, dai tag <h1> … <h6> in funzione della loro importanza.

Dal momento che, generalmente, i tag heading fanno apparire il font più grande rispetto al font del corpo del testo, possono essere utili per individuare titoli, sottotioli, capitoli e paragrafi di un articolo o una pagina web.


Ecco un esempio:

<h1>Titolo dell’articolo</h1>
<h2>Sottotitolo dell’articolo</h2>
<h3>Primo paragrafo</h3>
<p>Corpo del testo</p>
<h4>Sottoparagrafo</h4>
e così via.

L'effetto è il seguente:

esempio titolo paragrafiOccorre, tuttavia, comprendere che potrebbe essere utile un tag differente dal tag header, che in quel caso non andrebbe usato. Ad esempio, i tag <em> (per il font italico) e <strong> (per il grassetto) potrebbero sostituire i tag <h> all’interno del testo per dare rilievo a determinate parole chiave.

Promuovete il vostro sito web in maniera proficua e leale

Nonostante promuovere un nuovo contenuto sia ben visto dai motori di ricerca, portare questo all’estremo potrebbe essere deleterio. Un buon modo per fare acquisire consapevolezza dell’attività del vostro sito è quello di inserire annunci sulle novità tramite il vostro blog (e.g. l’inserimento di una nuova sezione, un nuovo servizio, etc.).

Comunque, non esiste solo l’online: far conoscere il proprio sito web nella attività offline può essere altrettanto ripagante (includere il sito web sui biglietti da visita, locandine, etc.). Importante, inoltre, è curare una newsletter per informare delle novità e degli aggiornamenti tutti coloro che si iscrivono.

Nonostante sia sempre utile far conoscere le novità, concentratevi solo sulle cose importanti, senza esser ossessivi per voler aggiornare tutti su tutto: i piccoli pezzi di informazione, gli aggiornamenti di poco conto che non individuano reali benefici per l’utente, meglio non annunciarli esplicitamente.

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