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Cervicalgia e artrosi cervicale: la visione olistico-energetica della Medicina Tradizionale Cinese

Trattamento olistico del dolore cervicale
Di Gianluca Pirro , 24 Maggio 2016

Cervicalgia e artrosi cervicale: la visione olistico-energetica della Medicina Tradizionale Cinese

Introduzione

Il presente articolo, partendo da una classificazione del dolore cervicale, si propone di esaminare prima il collo da un punto di vista simbolico, evidenziando come cause psichiche siano spesso alla base di atteggiamenti scorretti che originano il dolore cervicale.

Cercherò di analizzare l’anatomia, la biomeccanica vertebrale e le cause che generano la disfunzione artrosica con particolare riferimento al tratto cervicale.

Il lavoro prosegue ad analizzare la visione della Medicina Tradizionale Cinese (MTC) sul dolore in generale e sul dolore artrosico, approfondendo l'argomento delle "sindromi Bi" con le loro diverse eziologie e classificazioni.

La parte finale è costituita da un'analisi dell'approccio del Tuina e della MTC in relazione alla cervicalgia.

Classificazione e cause del dolore cervicale

Il dolore cervicale, fugace o persistente, è una patologia frequente, anche in età non avanzata, che può originarsi da una qualsiasi struttura del rachide, quindi da una delle otto radici nervose, dai legamenti, dai muscoli o dalle loro inserzioni, dalle articolazioni o dall’osso. La classificazione medica più frequente prevede la suddivisione in cervicalgie da cause estrinseche ed intrinseche.

Patologie estrinseche

  1. Patologie dei tessuti molli del collo (faringe, tonsille, tiroide, ghiandole salivari, linfonodi, carotidi, cute);
  2. Patologie dell'articolazione acromio-clavicolare;
  3. Patologie dell'articolazione temporo-mandibolare;
  4. Lesioni della fossa cranica posteriore;
  5. Sindrome da compressione (scaleno anteriore, costoclavicolare);
  6. Patologie a carico di: cuore ed arterie coronarie (sesta banda dermatomerica cervicale), apice polmonare (tumore di Pancoast), diaframma e bronchi (radici C3, C4 e C5), lingua, colecisti, pancreas, aorta.

Patologie intrinseche

  1. Osteoartrosi;
  2. Artrite reumatoide;
  3. Lesione del disco intervertebrale;
  4. Radicolopatia;
  5. Mielopatia;
  6. Sublussazione atlanto-epistrofica e sublussazioni intervertebrali;
  7. Lussazione verticale del processo odontoideo;
  8. Iperostosi anchilosante (DISH);
  9. Ossificazione del legamento longitudinale posteriore;
  10. Sindrome miofasciale;
  11. Torcicollo;
  12. Stiramento cervicale acuto ("colpo di frusta");
  13. Infiammazioni, infezioni, delle vertebre e dei tessuti perivertebrali;
  14. Malattie metaboliche (osteoporosi, morbo di Paget);
  15. Neoplasie intradurali ed extradurali;
  16. Fratture;
  17. Insufficienza del circolo vertebrale.

Nelle forme di cervicalgia più diffuse e frequenti, invece, una delle principali responsabilità sembra attribuirsi all’assunzione di posizioni scorrette durante il lavoro, il sonno, la guida, ma anche dinamiche emotive, relazionali sono causa di dolori o alterazioni della delicata struttura di questa parte della colonna vertebrale; parecchi individui infatti presentano spalle ricurve o sollevate, collo rigido e respiro superficiale come conseguenza di preoccupazione, ansia o tristezza provate per molto tempo.

I disturbi della cervicalgia, si localizzano tra testa e torace, nella cervicobrachialgia invece, i sintomi patologici interessano anche il braccio e l’avambraccio, raggiungendo talvolta la mano. La presenza di queste patologie impedisce anche i più semplici movimenti, come guardare di lato o verso il basso, accompagnandoli a dolori lancinanti, che interessano la colonna cervicale e le strutture nervose, legamentose, muscolari, vascolari che sono ad essa connesse.

Il collo è stato descritto come la parte più sottile e vulnerabile del corpo umano. Oltre a costituire il cilindro di connessione fra bocca e stomaco, naso e polmoni, cervello e midollo spinale (considerando il passaggio del nervo vago e la catena ortosimpatica) è sede di vasi sanguigni (vene giugulari, arterie carotidi e vertebrali) di importanza cruciale per il collegamento fra cuore e cervello.

Anatomia del collo

Attorno a queste linee di comunicazione si trovano gruppi muscolari che consentono alla testa di abbassarsi, oscillare, agitarsi, voltarsi e quindi di compiere l’intera gamma di movimenti che sono fondamentali per le interazioni sociali. Le prime due vertebre cervicali hanno, poi, una particolarità anatomica che è quella di permettere alla testa una grande mobilità, rendendo questa regione uno dei complessi articolari più delicati del corpo.

Per questo motivo sono da evitare una serie di abitudini sbagliate come la sedentarietà o le posizioni scorrette che si assumono davanti al computer o nella guida; oppure fenomeni traumatici come ad esempio il “colpo di frusta”, ed ancora, si può aggiungere che lo stress, problemi di vista, denti mal posizionati possono portare scompiglio nel delicato equilibrio dei muscoli del collo.

Rachide cervicale e collo: significato simbolico

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese il collo è un importante incrocio energetico, delimitato in basso dalla clavicola, dietro dalla colonna cervicale e al centro dall’osso ioide.

Attraverso il collo passa un gruppo molto particolare di meridiani secondari detti «meridiani distinti» (jing bie) che assicurano un legame energetico fra arti, il tronco e i visceri, la testa e il cervello. Ricordiamo che i meridiani distinti sono canali secondari con percorso più profondo rispetto a quello dei meridiani principali e possono considerarsi come ramificazione di questi, prendono contatto con gli organi e terminano tutti al capo.

In questo modo il collo diventa una zona di collegamento e di scambio fra superficie e profondità, istinto e razionalità, conscio e inconscio, materia e spirito, ad esso va attribuito un ruolo di passaggio fra istinto animale e intelligenza umana; così all’altezza del collo e dei suoi muscoli si esprimono tutte le tensioni inespresse e non razionalizzate della vita di ogni giorno.

Il tratto cervicale è l’ultimo pezzo, l’abbandono del materiale e l’ascesa verso la pura spiritualità; in questo senso si ascrive un concetto cinese del periodo Song: “la colonna è una scala a pioli lungo cui si realizza il passaggio dell’uomo nella sua crescita spirituale verso il cielo”.

L’atteggiamento posturale dell’insieme collo-testa-spalle può dirla lunga sulla personalità dell’individuo che esaminiamo; in questo modo possiamo notare istintivamente se un individuo è sprezzante e sicuro di sé, audace, sottomesso, remissivo, etc. I messaggi non verbali della posizione testa-collo sono fondamentalmente i seguenti:

  • Testa eretta: indica una personalità decisa, che sa quale strada prendere, in che direzione andare. Si tratta di individui con grande vitalità e senso di responsabilità. Il collo iperesteso esprime autostima, determinazione, coraggio, decisione, atteggiamento attivo nei confronti del mondo e delle persone.

  • Testa china: indica una personalità indecisa, timorosa, soggetta ad insuccessi e delusioni. Si tratta di individui che si abbattono con facilità, che recedono alle prime difficoltà. La testa reclinata sul collo, non solo è la posizione della sconfitta e dello sconforto, ma riduce anche il numero di stimoli provenienti dal mondo esterno denotando che l’individuo perde l’interesse per il contatto con l’esterno e con le cose.

  • Testa inclinata da un lato: indica una personalità vivace ma confusa, sempre fra mille idee e mille iniziative. Si tratta di individui con forte, incessante ideazione, ma scarsa capacità di realizzazione.

  • Testa oscillante durante la deambulazione: si tratta di individui che cambiano facilmente idea, che passano dall’euforia allo scoramento, che invecchiano di cervello e di spirito precocemente.

Artrosi cervicale in Medicina Tradizionale Cinese

Nei testi classici non esiste alcuna segnalazione di una condizione analoga a ciò che modernamente definiamo artrosi e cioè dell’insieme dei rimaneggiamenti ossei e cartilaginei da usura che conducono a rarefazione da un lato e addensamento dall’altro, con deformazione e limitazione funzionale delle superfici articolari.

Infatti, essendo l’artrosi di per sé non dolorosa, dato che le articolazioni sono prive di terminazioni nervose, a rigore essa non dovrebbe appartenere a quelle sindromi che la MTC chiama «sindromi Bi», cioè sindromi ostruttive dolorose, ma vi rientra, in quanto l’artrosi inteso come processo cronico e degenerativo provoca una serie di eventi che generano dolore, gonfiore, limitazione funzionale, ipoestesie e parestesie che sono manifestazioni specifiche delle sindromi Bi.

Oltre all’artrosi, altre patologie della medicina occidentale che in MTC corrispondono alle sindromi Bi sono: artriti, tendinite, miositi, collagenopatie e malattia reumatica.

Il termine utilizzato in MTC per designare queste malattie ostruttive dolorose, determinate da ostacolo al flusso di Qi e Xue (sangue) nei Jing Luo Mai (meridiani), è «Bi Zheng» dove Bi sta per ostruzione e Zheng per sindrome.

Clinicamente queste sindromi sono molto frequenti e colpiscono entrambi i sessi a tutte le età; nei casi lievi si manifestano con indolenzimento o dolore agli arti e alle articolazioni, che si aggravano con i cambiamenti di tempo; nei casi gravi il dolore è più intenso e si presenta frequentemente accompagnandosi a gonfiore, deformazione e limitazione funzionale delle articolazioni.

L’eziologia riconosce cause esogene ed endogene, ma per il verificarsi di una sindrome le due cause devono concorrere. Quindi la forza relativa dei fattori patogeni climatici e il Qi del corpo, sono determinanti per lo sviluppo della Sindrome Ostruttiva Dolorosa. Solo quando i fattori climatici sono temporaneamente e relativamente più forti del Qi del nostro corpo, questi diventano patogeni e causano la Sindrome Ostruttiva Dolorosa.

Tuttavia occorre sottolineare che, il vuoto del Qi del corpo necessario perchè si sviluppi la Sindrome è solo relativo, cioè è in relazione alla forza dei fattori patogeni climatici. Non si tratta di un vuoto assoluto, altrimenti significherebbe che chiunque sviluppi la Sindrome Ostruttiva Dolorosa soffra di un vuoto di Qi o di Sangue, e questo non si verifica.

Perciò tale sindrome è una patologia che interessa solo i meridiani e non gli organi interni. Tuttavia nelle forme croniche e nei soggetti anziani, i fattori interni (il vuoto di Qi e di Sangue) sono dei fattori importanti che contribuiscono allo svilupparsi della malattia.

Le cause esterne riguardano le energie perverse come Vento (feng), Freddo (han), Umidità (shi) e Calore (re) che, penetrate nell’organismo, grazie anche a una diminuzione dell’energia corretta (zheng qi), alterano la circolazione di energia e sangue provocandone una stagnazione a livello dei meridiani.

Questa stagnazione favorisce la formazione dei catarri che, accumulati nei meridiani, penetrano in profondità nelle articolazioni. La penetrazione delle energie esterne avviene attraverso la pelle e più precisamente attraverso i Cou Li (pori), cioè lo spazio anatomico tra pelle e muscoli, che essendo aperti quando c'e carenza di Wei Qi, permettono al Vento di penetrare e veicolare con sè altri fattori patogeni.

  • Le cause interne riguardano una carenza di energia corretta (antipatogena) e/o una costituzione debole, che può essere costituzionale, conseguente all’età oppure legata a prolungate malattie. Infatti la carenza del Qi nutritivo e/o difensivo facilità l’invasione degli agenti esterni nei meridiani. Anche la carenza di Sangue o di Yin crea un malnutrimento dei canali e li predispone all’invasione degli agenti patogeni esterni.

  • Altri fattori che possono predisporre all’aggressione dei suddetti agenti patogeni e che causano quindi il sorgere di queste sindromi sono: l’habitat (abitazioni fredde e umide), addormentarsi in presenza di correnti d’aria; attività lavorative che determinano l’esposizione al vento, freddo, pioggia, oppure lo svolgimento di lavori che impongono per un tempo prolungato delle posizioni non fisiologiche, che non fanno altro che accumulare tensione muscolare causando un ristagno di Qi e Sangue. Infine anche gli stress emotivi o traumi fisici possono facilitare il sorgere di queste sindromi in quanto possono causare un ristagno di Qi nei canali, o possono causare un eccessivo consumo di Qi e Sangue determinando delle zone del corpo deboli e malnutrite.

Le sindromi Bi possono essere classificate secondo il fattore patogeno predominante, cioè il Vento, il Freddo e l'Umidità. Il dolore è un sintomo comune a tutte le sindromi Bi, caratterizzate dal ristagno di Qi e Sangue che ostruiscono i meridiani. Quindi avremo tre tipi principali di Sindromi Bi più una secondaria.

  • Bi da Vento (feng bi) o Bi erratico (xing bi): il dolore si sposta da una articolazione all'altra.
  • Bi da Freddo (han bi) o Bi doloroso (tong bi): dolore intenso con limitazione di movimento, di solito monolaterale.
  • Bi da Umidità (shi bi) o Bi fisso (zhuo bi): dolore fisso in una zona caratterizzato da gonfiore e pesantezza.
  • Bi da Calore (re bi): ha origine da qualsiasi dei tre tipi precedenti, quando il fattore patogeno si trasforma in Calore all'interno causando una sindrome Bi da Calore. In particolare si verifica quando esiste un vuoto dello Yin. È caratterizzata da dolore, calore e gonfiore alle articolazioni. Si sviluppa quasi sempre da una sindrome Bi da Umidità; infatti l'Umidità è l'aspetto primario di questa sindrome e il Calore quello secondario.

Lo scopo del trattamento è quello di espellere i fattori patogeni che hanno invaso i meridiani ed eliminarne la conseguente stasi locale del Qi e del Sangue.

Come principio generale, poichè i tre fattori patogeni Vento, Freddo e Umidità, sono di solito tutti presenti nella sindrome (sebbene si abbia la predominanza di uno o due), il trattamento ha lo scopo di espellere il Vento, disperdere il Freddo ed eliminare l'Umidità.

Il Tuina e la MTC nella cervicalgia

Fin dagli albori dell’esistenza la comprensione, il controllo e l’eliminazione del dolore sono sempre stati tra i principali problemi dell’uomo, definendolo “esperienza sensoriale ed emotiva spiacevole associata ad un danno tissutale potenziale o in atto”.

Questa esperienza può sfociare in una sensazione locale di leggero fastidio, oppure in una sensazione intollerabile e in grado di modificare profondamente la vita quotidiana. Comunque in entrambi le condizioni esso è il risultato dell’attivazione di specifiche fibre nervose sensoriali in seguito alla stimolazione di terminazioni nervose specializzate, chiamate recettori dolorifici o nocicettori, che sono presenti in tutti i nostri tessuti (pelle, muscoli, tendini, articolazioni, vasi - per maggiori dettagli, riferirsi all’articolo sul dolore muscolo-scheletrico).

Per cui ogni volta che un qualsiasi stimolo potenzialmente dannoso per l’integrità dell’organismo attiva questi recettori, essi inviano un segnale che viaggia attraverso fibre specifiche per raggiunge il cervello, dove lo stimolo viene “interpretato” come dolore, innescando così una risposta da parte dei muscoli per fare in modo che la parte colpita si allontani dalla causa.

Quindi in questo senso il dolore è considerato “un amico che ci fa soffrire”, un prezioso ed utilissimo campanello d’allarme che ci avverte di un possibile pericolo, risultando così uno dei sistemi di difesa sviluppati dagli esseri per la sopravvivenza e l’allontanamento degli stimoli pericolosi.

Il dolore segnala dunque la perdita dell’integrità psicofisica funzionando come allarme di molte patologie, individuabili meglio grazie, appunto, alle sue localizzazioni e alle sue qualità; inoltre, in terapia, la conoscenza e le notizie ricavate sul sintomo dolore, durante l’interrogatorio generale del paziente, sono una guida preziosa per scoprire la causa e quindi poter fare una anamnesi ed una terapia adeguata.

Tuttavia non è sempre così pertanto, alcuni tipi di dolore, specie quelli che perdurano per parecchi mesi o anni, non solo non sono utili, anzi possono divenire una vera e propria malattia nella malattia poiché innescano meccanismi di vere e proprie elaborazioni a livello del Sistema Nervoso Centrale che contribuiscono a modificare pesantemente la personalità dell'individuo che ne è afflitto.

L’artrosi, in quanto processo degenerativo cronico rientra per l’appunto in quest’ultima condizione, allontanandosi nettamente dal concetto di “dolore amico”, poiché le alterazioni osteoarticolari e le tensioni muscolari generati dall’evolversi del processo artrosico causano sofferenza e tormento continuo che incidono in maniera considerevole nella vita della persona con modificazioni nella sfera psichica, ed affettiva che portano alla paura, all’ansia e alla depressione.

In alcuni casi il dolore persistente può creare finanche risvolti sociali, divenendo un ostacolo alla normale attività lavorativa o addirittura rendere necessario cambiare lavoro.

Come detto in precedenza, dato che le articolazioni sono prive di terminazioni nervose, il dolore non è generato dall’artrosi di per sé, ma esso nasce come conseguenza delle modificazioni osteo-articolari, che danno origine a tensioni muscolari e/o contrazioni ischemiche, da parte dei muscoli locali, come risposta di tipo difensivo e si innesca così un circolo vizioso che peggiora la condizione già esistente.

Infatti, il perdurare di tale contrazione, oltre a diminuire la mobilità articolare, causa un aumento della pressione endomuscolare compromettendo la meccanica della circolazione ematica locale, la quale limita la capacità di ricambio metabolico con conseguente accumulo di scorie (cataboliti acidi) ed uno scarso apporto di ossigeno nella zona, che in termini patologici si traduce nella cronicizzazione del dolore e nel peggioramento della situazione artrosica.

Uno dei campi in cui il Tuina (massaggio tradizionale cinese) e la MTC trovano terreno fertile dando una valida risposta di benessere all’utenza è quello del “dolore” e dunque, anche l’artrosi e la cervicalgia risultano essere delle patologie privilegiate dal massaggio tradizionale cinese grazie appunto all’effetto antiflogistico, decontratturante ed antispastico che questa tecnica possiede.

Il Tuina infatti è in grado di inserirsi nel circolo vizioso che caratterizza il processo artrosico, interrompendone l’azione e permettendo, in particolare, il rilascio della muscolatura contratta, l’eliminazione delle tensioni e la riduzione dell’ischemia. Tutto questo consentirà ai muscoli di recuperare la flessibilità persa, riattivando conseguentemente la mobilità articolare e ristabilendo così la fisiologia del carico e la correzione degli squilibri posturali.

In questa maniera il trattamento Tuina favorirà finalmente il ripristino della circolazione ematica ed energetica locale assicurando una buona ossigenazione ai tessuti e la rimozione del dolore. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese infatti, il dolore (tong) si deve ad un’interruzione della circolazione della coppia energia - sangue nei meridiani; a tal proposito un assioma medico cinese recita “ butong ze tong” cioè senza ostruzione non vi è dolore.

Il massaggio energetico svolge un'azione antalgica e decontratturante e, attraverso meccanismi propiocettivi, risulta utile per il recupero di un più idoneo e fisiologico assetto posturale. Studi clinici cinesi indicano che il massaggio migliora lo stato circolatorio sia locale che a livello dell’arto superiore riducendo l’ischemia riflessa che aggrava sia la contrattura che il dolore.

Riferimenti

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  2. Carcassi A. Trattato di Reumatologia. Ed. Il Pensiero Scientifico Editore, Roma, 1993.
  3. Corradin M, Di Stanislao C, Parini M. Medicina Tradizionale Cinese per lo Shiatsu e per il Tuina. Casa Editrice Ambrosiana. Milano, 2001.
  4. Corvetta A. Il dolore nelle malattie reumatiche. Adria Medica, 1993.
  5. Cygler B. La tete e le cou. Ed. Guy Trèdaniel, Paris, 1988.
  6. Di Stanislao C. Il rachide. Monografia Gruppo San Li, policopie, Ed. San Li. Roma, 1993.
  7. Di Stanislao C, Gatto R. Il dolore in MTC. Policopie, Ed. Sowen. Milano, 2000.
  8. Di Stanislao C, Galluzzo E, Fiamma L, Trattamento di 107 casi di cervicalgia acuta mediante agopuntura e massaggio. Risultati immediati e follow-up a 12 mesi, Rivista La Mandorla, Settembre 2001.
  9. Gori G. Il ruolo energetico dei punti di agopuntura. Ed. S. Marco Libri. Venezia, 1989.
  10. Guillaume G, Chieu M. Rheumatologie et Mèdicine Traditionelle Chinoise. Ed. Presence, Paris, 1990.
  11. Guillaume G, Chieu M. Pathologie ostéo-articolaire. Ed. Guy Trèdaniel. Paris, 1997.
  12. Maciocia G. La clinica in Medicina Cinese. Casa Editrice Ambrosiana. Milano, 1995.
  13. Maciocia G. I fondamenti della Medicina Tradizionale Cinese>em>. Casa Editrice Ambrosiana. Milano, 2000.
  14. Moiraghi C. Il libro della Medicina Cinese. Fabbri Editori. Milano, 2000.
  15. Morandotti R et al. Indicazioni sui punti di agopuntura. MS DOS, Ed. SIA. Milano, 1998.
  16. Van Nghi N, Pathologie et Pathogenie Energetique en Médicine Chinoise. Ed. Don Bosco. Marseille, 1977.
  17. Voisin H, L'agopuntura, Ed. DEMI, Roma, 1974.

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Commenti (2)

  • Giancarlo

    Giancarlo

    12 Gennaio 2018 at 17:03 | #

    Salve.
    A causa di uno schiacciamento vertebrale causato da esercizio in palestra tra C5-C7 e D4-D6, scoliosi dorsale sin convessa con compenso cervicale (una bella zeta), circa 15 anni fa, tale son causa di avanzati processi spondiloartrosici, degenerativi discali e dei ligamenti gialli, rotoscoliosi cervico dorsale con importanti profonde impronte sul sacco durale (wow!!) con obliterazione spazi adiposi epidurali con ampie impronte sulla c. liquorale subaracnoidea (fantastico!!). Per non parlare dei segni di MODIC II tra C5-C6-C7 e D2-D6.
    Mi fermo qua.
    Ultimamente avevo l'abitudine di stirarmi il collo con collare morbido (addirittura 2 insieme) pur di sbloccare la schiena visti i dolori ma ultimamente ho causato un peggioramento delle condizioni: vertigini modeste, sensazione di svenimento, difficoltà di adattamento a determinati stimoli esterni come rumori improvvisi, gente che urla, evitare un ostacolo improvviso di fronte la faccia, sono causa di disorientamento e disagio estremo similmente ad annientamento dello stato di coscienza. Terribile!!
    Panico, ansia, agitazione, tensione con scatti, nausea, malessere generale, disagio, paura, gli altri sintomi ormai quasi cronici.
    Positivo il caldo, gli ansiolitici e ... gli oppiacei in associazione ai primi (che in questi casi sono salvifici).
    La notte indosso un ortotico di Jenkelson che a mio a viso nel mio caso serve a ben poco.
    Vivendo in Sardegna non ho trovato figure competenti ed utili al mio caso se non a questo punto un bravo fabbro.
    Spero in un utile consiglio dall'autore del blog prima di ricorrere alla chirurgia che mi pare l'ultimissima irrinunciabile spiaggia.

    Rispondi

  • GIANLUCA PIRRO

    GIANLUCA PIRRO

    15 Gennaio 2018 at 10:18 | #

    La situazione è certamente molto complessa. A quale tipo di figura si vorrebbe rivolgere? Potrebbe fare una valutazione osteopatica e poi decidere cosa fare. Oppure per il controllo del dolore può sicuramente beneficiare del massaggio cinese o dell'agopuntura. Finora che trattamenti o terapie ha fatto?

    Rispondi

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