Cosa c'entra il Time Management con il Fitness?

Se non hai tempo da dedicare al Fitness, a cosa servono dieta e allenamento perfetti?
Di Vincenzo Tortora | 06 Febbraio 2019

Cosa c'entra il Time Management con il Fitness?

Molti pensano all’argomento “Gestione del Tempo” come a chissà quale strana tecnica per accelerarlo. E che, col concetto di Fitness, non c’entri nulla. La realtà è ben diversa e puoi capirlo in maniera banalissima.

Se senti di non avere tempo modifichi le tue priorità e, probabilmente, quella che assegni ad “andare in palestra” o “fare la spesa sana” diventa molto bassa. Sì, perché ti dici che in palestra potrai andarci l’indomani e per il cibo ti arrangerai con quello che hai in frigo. Ci sono cose più importanti: andare a prendere i figli a scuola, curare la casa, darsi da fare sul lavoro.

Come darti torto?

Eppure… Se fai mente locale sulle tue attività durante la giornata, ti rendi conto che hai passato almeno tre quarti d’ora (per essere buoni…) a scorrere la newsfeed di Facebook, Instagram o Twitter. Non a leggere contenuti informativi interessanti che tu avevi scelto, ma semplicemente a scorrere contenuti che altri avevano scelto per te.

E, a fine giornata, questo ti aumenta il carico di stress, in tre modi almeno:

  1. Essere dipendenti da qualcosa (Internet incluso) senza controllo abbassa l’autostima e innalza i livelli di stress (che tu ne sia consapevole o meno) (1).

  2. Non hai dedicato tempo ad attività che ti avrebbero fatto rilassare (fare esercizio fisico o, semplicemente, una passeggiata).

  3. Hai letto post che ti hanno fatto innervosire ed era meglio se non sapevi una certa notizia. In realtà, usare i social abbassa l’umore indipendentemente da che notizia leggi (2).

E con questo, abbassi la tua produttività, quindi la tua efficienza, ovvero ci metti più tempo a fare le stesse cose. Il paradosso alimenta un circolo vizioso in cui tu diventi sempre meno “controllore” del tuo tempo, la cosa ti dà sempre più frustrazione, e tutto questo ti fa perdere ancora più tempo.

Lo noti facilmente: quando ti arrabbi, innervosisci o intristisci, è più facile che al posto di concentrarti sul tuo studio o lavoro, tu prenda il telefono e scorra nuovamente la newsfeed del tuo social network preferito.

Ecco perché ottimizzare il tempo non è figlio di nessuna strana magia. Gestire il tempo per essere più efficienti altro non è che avere consapevolezza di ciò che si sta facendo, momento per momento.

In sostanza: allocarlo in maniera differente. Così da poterti dedicare ad attività varie, come ad esempio andare in palestra o istruirti sull’alimentazione. E, attenzione: non devi importi di fare in un certo momento cose che non vuoi fare in quel momento.

La gestione del tempo è un’arte più raffinata: abbi consapevolezza di te, della tua giornata, energia, attivazione e concentrazione nei vari momenti della giornata. In alcuni, sentirai di avere più propensione verso la concentrazione mentale, in altri, verso l’espressione di forza fisica o resistenza.

Caso studio: investi tempo, guadagna tempo

Il tempo è proprio come i soldi: se investi bene, guadagni bene. Questo non perché il tempo possa tornare, ma semplicemente perché viene allocato diversamente.

In certe occasioni, semplicemente cambiare l’orario in cui si fa qualcosa (un impegno mentale o fisico), fa guadagnare molto tempo. Questo cambiamento deve essere coerente con risposte a domande quali:

  1. Qual è il momento in cui mi sento più attiva/o fisicamente?
  2. Qual è il momento in cui sento di potermi concentrare maggiormente su studio/lavoro?

Semplicemente spostare l’orario di un certo task, a parità di tutto il resto, darà una sferzata alla tua produttività. Di conseguenza, avrai il tempo per tutti gli impegni della tua vita + fare una spesa sana + fare esercizio fisico.

Non ci credi? Guarda qui:

Grafico produttività 2016 - Time management e Fitness

Nel 2016 non avevo molta consapevolezza di cosa fare e quando farlo: semplicemente spuntavo la mia lista di task in maniera sequenziale, senza pensare a quale richiedesse più concentrazione, quale più creatività, etc. Svolgevo il mio allenamento fisico, inoltre, in pausa pranzo.

Mi sentivo sempre sopraffatto. E mi arrabattavo a finire la mia giornata in un orario (le 18:00) in cui naturalmente la concentrazione cala, non si è più così produttivi e si rischia di fare tutto male.

Adesso guarda qui:

Grafico produttività 2017 - Time management e Fitness

e qui:

Grafico produttività 2018 - Time management e Fitness

Quello che nel 2016 era il picco massimo (intorno alle 18:00), nel 2017 e nel 2018 è stato superato da un picco molto più elevato, intorno alle ore 9:00. (Se ti interessa, i grafici derivano dall’utilizzo di Todoist: un’App per la gestione della lista delle cose da fare e del tempo; ti regalo due mesi di versione PRO qui).

Perché? Nel corso del tempo ho capito come spostare i vari task in base al loro impegno cognitivo (più creativo, più esecutivo, etc.). Inoltre, i miei allenamenti si sono spostati al mattino.

Le attività sono rimaste più o meno le stesse (nel 2018 ne vedi meno perché alcune simili sono state aggregate), ho cambiato solo la loro distribuzione nella giornata. L’allenamento fisico al mattino, inoltre, permette un boost aggiuntivo.

E tutto, nell’insieme, mi permette di portare avanti il mio allenamento, avere tempo di andare a fare spesa sana per non mangiare “a caso”, gestire il mio lavoro e gli altri impegni quotidiani. Senza ossessioni da “dieta e palestra”.

Ecco, dunque, perché il “time management” - ovvero: gestione del tempo, specie in relazione alle moderne tecnologie -, acquista notevole importanza nel Fitness: se non hai tempo per mangiare bene e fare esercizio fisico (ma anche: dormire bene, avere il giusto tempo per rilassarti, o per dedicarti alle tue passioni), a cosa serve avere le migliori indicazioni se non puoi applicarle?

Riferimenti

  1. Younes F et al. Internet Addiction and Relationships with Insomnia, Anxiety, Depression, Stress and Self-Esteem in University Students: A Cross-Sectional Designed Study. PLoS One. 2016.
  2. Sagioglou C, Greitemeyer T. Facebook’s emotional consequences: Why Facebook causes a decrease in mood and why people still use it. Computers in Human Behavior. 2014.

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