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Squilibri tiroidei: quando l’rT3 è l’anello mancante

T4, T3, rT3: un po' di chiarezza
Di Wanda Rizza , 11 Gennaio 2017

Squilibri tiroidei: quando l’rT3 è l’anello mancante

Come accennato nell’articolo sui volti nascosti della tiroide, il reverse T3 o rT3 è il metabolita inattivo dell’ormone tiroideo T4.

Conversione degli ormoni tiroidei

In una situazione di equilibrio, il T4 è convertito dall’organismo nella sua forma più attiva, cioè il T3, che può così raggiungere le cellule target ed essere efficacemente utilizzato.

Quando, invece, nell’organismo si ha una situazione di squilibrio in atto, la quota di conversione del T4 in rT3 aumenta notevolmente, e ciò determina una riduzione dell’attività del T3, poiché il rT3 compete con i suoi recettori.

Cos’è, però, che regola a monte la conversione di T4 in rT3 piuttosto che in T3?

Il discorso è complesso, ma la chiave sta nell’attività enzimatica delle Deiodinasi di classe I, e nella sede di conversione. Infatti, è a livello epatico (e, in misura minore, renale) che ha luogo gran parte della conversione T4 → T3 o rT3, come mostrato nella figura sottostante:

Conversione degli ormoni tiroidei e deiodinasi

Kelly, 2000

I livelli di T3 e rT3, intesi come il risultato della reciproca formazione e degradazione, sono dunque direttamente influenzati dall’attività della Deiodinasi 5’, che a sua volta richiede il selenio come cofattore enzimatico.

Secondo i dati più recenti, inoltre, l’aumento del rT3 a scapito del T3, come accade in diverse circostanze di squilibrio, è da attribuire in modo primario a un’alterazione del suddetto pathway enzimatico (1).

Inoltre, se da un lato si ha minore formazione di T3 e maggiore produzione di rT3, dall’altro si osserva anche una minore degradazione del rT3 stesso, con il risultato che i livelli di rT3 circolante aumentano a seguito di entrambi questi meccanismi.

Ma non è tutto. Poiché le deiodinasi hanno una maggiore affinità cinetica per rT3 rispetto a T4, la saturazione delle stesse comporterà uno shift metabolico verso la maggiore eliminazione del rT3, abbassando ulteriormente la produzione di T3.

Si tratta, insomma, di un circolo vizioso, che può essere alimentato anche dalla carenza di selenio, vista la sua importanza in veste di cofattore.

Cosa favorisce l’aumento del rT3?

Oltre alla già citata carenza di selenio e all’insorgenza di una condizione patologica acuta o subacuta, vi sono numerosi altri fattori che possono favorire l’instaurarsi del setting descritto, e si tratta di:

  • Abuso o uso cronico di farmaci;
  • Squilibri a carico del cortisolo e/o affaticamento surrenalico;
  • Stress cronico (cause varie);
  • Restrizione calorica cronica;
  • Patologie epatiche e/o renali;
  • Malnutrizione (per eccesso o per difetto);
  • Eccessivo esercizio fisico (overtraining);
  • Esposizione cronica a metalli pesanti o ad un eccesso di radicali liberi;
  • Disturbi del sonno;
  • Invecchiamento di per sé;
  • Abuso di alcool e/o sostanze d’abuso.

In tutti questi casi, come del resto abbiamo visto per gli altri squilibri tiroidei, risalire alla causa del problema non sempre è cosa facile o immediata.

Passare all’azione

Sulla base di quanto detto finora, occorre dunque agire su due fronti: da un lato, far valutare ad uno specialista i parametri ematici d’interesse (TSH, fT3, fT4, rT3, albumina, birilubina, DHEA-s, cortisolo, ferritina, vitamina B12), e dall’altro condurre in prima persona e con l’ausilio del professionista un’attenta esplorazione di tutti i sintomi e segni clinici riconducibili a uno squilibrio tiroideo.

In questo e in molti altri contesti subclinici, infatti, è proprio l’osservazione clinica a rivestire un ruolo discriminante, mentre la sola lettura delle analisi potrebbe favorire la formulazione di una diagnosi incompleta, se non addirittura errata.

Inoltre, come citato in questo articolo sul colesterolo, un test semplicissimo da fare e molto utile per valutare la funzionalità della ghiandola tiroidea è il test di Barnes. Se, facendo il test, la temperatura basale è bassa, è probabile che ciò sia correlato a un ridotto metabolismo della tiroide, inteso come calo funzionale e sistemico, cioè non necessariamente legato a patologie o condizioni acute.

Riferimenti

Kelly GS. Peripheral metabolism of thyroid hormones: a review. Altern Med Rev. 2000.

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Commenti (12)

  • Pina

    Pina

    01 Aprile 2018 at 22:44 | #

    Salve, splendido articolo.
    Non ho ben capito però la differenza tra t3 e ft3 e t4 e ft4.
    Grazie! ?

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    02 Aprile 2018 at 11:01 | #

    T3/T4 ormone tiroideo totale
    fT3/fT4 ormone tiroideo libero "free"

    Solo la forma libera degli ormoni ha effetto; quindi chi fa le analisi guardando solo al T4 e al T3...
    le sta facendo nel modo sbagliato (almeno per certi aspetti che si vogliono tenere in considerazione).

    ;)

    Rispondi

  • Pina

    Pina

    02 Aprile 2018 at 12:00 | #

    Grazie! Ho letto del rt3, Ma esiste anche rft3?

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    02 Aprile 2018 at 12:13 | #

    No no, non ci sono "trasportatori leganti" per il rT3... :)

    Rispondi

  • Giovanna

    Giovanna

    16 Aprile 2018 at 01:00 | #

    Buonasera,
    È già oltre un anno che ho problemi legati al costante aumento del rt3.
    Prendevo t4+t3 (tiroide ibsa) da ormai 9 anni e fino al mese di novembre 2016 stavo bene.
    Poi, senza cambiare nulla, ho cominciato a mettere su peso e, quindi, a sentirmi anche più depressa e sconsolata. Ho fatto le analisi complete e l’rt3 era a 996 pico moli (contro un range ritenuto normale tra 156-330); mi è stata riscontrata anche stanchezza surrenale e, quindi, somministrato dhea solfato (ho richiesto di non prendere anche supplementi per aumentare il mio cortisolo basso, per paura di aumentare ulteriormente di peso). Ho sospeso il tiroide ibsa e preso tiroide secca + t3 (liotir). Dopo 6 mesi il mio rt3 era ulteriormente salito a 1970 pm; a questo punto, ho sospeso totalmente l’assunzione di qualunque preparato contenente t4 e assunto soltanto t3. Il peso non è mai più diminuito. Comunque ero sempre astenica e senza voglia di fare nulla; spesso triste e depressa. Per me l’aumento ponderale è Psicologicamente devastante. A dicembre 2017 ho avuto una borsite olecranica operata e poi osteomielite che sto curando con altissime dosi di antibiotici (teicoplanina 800 mg/die in flebo). Ho appena fatto nuovamente le analisi tiroidee e, come mi aspettavo, ft4 circolante:0; ft3 circolante alto; rt3 7900 pm!!!
    Com’è possibile che in assenza totale di rt4 i miei rt3 aumentino ancora?
    Grazie della risposta che vorrà darmi, anche in privato.
    Giovanna

    Rispondi

    • Luca

      Luca

      26 Agosto 2018 at 17:12 | #

      Ciao Giovanna,
      È da qualche anno che lavoro con successo con alcuni clienti ottenendo un abbassamento del rT3 ed un miglioramento notevole di livelli di energia e temperatura corporea assieme ovviamente a perdita di peso. Sarei felice di aiutarti. Se vuoi contattami su *** HIDDEN *** e ti mando via email un po' di materiale.

      Intanto grazie per avermi fatto trovare un laboratorio che effettua il test rT3 a Napoli.. ne cercavo uno da tempo per mandarci dei clienti.
      Io vivo in Australia ma sono anche io Napoletano.
      A presto.

      Rispondi

      • Il Team di Oukside

        Il Team di Oukside

        26 Agosto 2018 at 21:14 | #

        Gentile Luca,

        La Dott.ssa Rizza ha già provveduto a rispondere in maniera esaustiva - a quanto risulta - a Giovanna.

        Se hai materiale da condividere, sarebbe utile per Giovanna e per tutti gli utenti interessati, se ne facessi una sintesi qui (come ovvio, non chiediamo di condividere materiale che potrebbe avere copyright o essere "esclusivo" / commercializzato da terzi).

        Sembra che il sito del dominio associato alla tua email venda percorsi di consulenza online e temiamo - pur sperando che non sia così - che il tuo sia un tentativo di approfittare di una situazione delicata per aumentare il numero di tuoi clienti.

        Sarebbe gradito un intervento chiarificatore da parte tua.

        Cordialmente,
        il Team di Oukside

        Rispondi

  • Wanda

    Wanda

    17 Aprile 2018 at 20:13 | #

    Buonasera Giovanna,
    grazie per il messaggio.
    L'assunzione di T3 in varie forme (tiroide IBSA; Liotir e tiroide secca) probabilmente è responsabile di un'aumentata produzione di rT3 in assenza di un'adeguata attività enzimatica e coenzimatica tale da permettere la conversione di T4 in T3.

    Ci risulta difficile in questa sede entrare nel dettaglio, non disponendo della sua anamnesi clinica (motivo della terapia sostituiva, dosaggio degli anticorpi circolanti e di altri parametri utili etc.) e farmacologica completa.
    Sarebbe comunque opportuno valutare l'integrazione di ormoni tiroidei con zinco e selenio, oltre che provare ad assumere solo Levotiroxina (T4) per vedere come la stessa stimoli la conversione T4->T3.
    Un ulteriore consiglio è quello di aspettare almeno 3 settimane dopo la fine della terapia antibiotica prima di rifare il dosaggio degli ormoni tiroidei.

    Wanda Rizza e Nicola Triglione

    Rispondi

  • Giovanna

    Giovanna

    22 Aprile 2018 at 16:50 | #

    Egregi dottori Rizza e Triglione,
    Ho pensato che, probabilmente, ho un enzima D3 troppo attivo, per cui gli ormoni tiroidei che assumo (unitamente ad integratori di zinco e selenio) sono trasformati in rt3 o inattivati..... è possibile??
    Nel caso così fosse, cosa posso fare?
    Tuttavia, io assumo, oltre alle vitamine e a zinco e selenio, SOLTANTO T3, nessuna forma di t4; dunque, come è possibile che l’rt3 aumenti, posto che esso è un metabolita del t4 (e non del t3) ??
    Grazie per le Vs spiegazioni e pe4 i consigli. Non so più a chi rivolgermi per uscire dall’empasse.
    Giovanna

    Rispondi

  • Imre

    Imre

    04 Giugno 2018 at 14:32 | #

    Ciao Giovanna, dove fai l'analisi di rT3?
    Sto cercando un laboratorio a Torino.
    Ho fatto l'analisi tramite corriere e il mio valore era di 1200

    grazie
    Imre

    Rispondi

  • Giovanna

    Giovanna

    05 Giugno 2018 at 15:19 | #

    Ciao Imre,
    Io li faccio a Napoli, città dove abito. Il laboratorio si chiama Merigen.
    Guovanna

    Rispondi

  • tiziana monduzzi

    tiziana monduzzi

    12 Luglio 2018 at 09:24 | #

    Mi scusi sig. Giovanna le posso chiedere gentilmente dove ha effettuato il dosaggio ematico di rt3? Io vivo in provincia di Parma, mi sto informando ma pare che in nessun laboratorio qui lo facciano. Grazie mille

    Rispondi

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