Sindrome da sovrallenamento e affaticamento surrenalico: un punto di vista differente

Stanchezza surrenale e affaticamento (stress): come contrastarli
Di Vincenzo Tortora , 05 Luglio 2016

Sindrome da sovrallenamento e affaticamento surrenalico: un punto di vista differente

Di sovrallenamento si parla spesso. Di affaticamento surrenalico (anche detto stress o stanchezza surrenale) un po’ meno spesso (ma in crescita). Di sovrallenamento e affaticamento surrenalico si parla pochissimo. Ma cosa sono queste condizioni? Cosa comportano, da cosa sono causate e - soprattutto - come si risolvono?

Un passo indietro: il sovrallenamento… Esiste?

Il sovrallenamento è un po’ come la sindrome metabolica: l’unione di più condizioni che hanno una matrice comune. Il problema è di semantica: il termine sovrallenamento indica che ci si è allenati più di quanto il nostro corpo, in maniera Seyleana (ricordate? Allarme, adattamento, esaurimento), è stato in grado di sopportare.

Molti coach e preparatori dicono che il sovrallenamento non esista. Non è questa la sede per ampliare nel dettaglio il discorso, ma vorrei che tutti ragionassimo. Le persone possono sovrallenarsi in diversi modi.

Il brillante Sapolsky nel geniale libro Perché alle zebre non viene l’ulcera ci insegna che gli stressor psicologici agiscono sul corpo in maniera simile a quanto possa agire uno stressor fisico. In poche parole ed estremizzando, il dolore di uno schiaffo non è dato solo dal contatto della mano con la nostra pelle ma dall’umiliazione ricevuta.

Prendiamo il soggetto A, manager di una azienda multimilionaria, con due figli, tre cani, la seconda moglie e una lotta con la prima per ostiche questioni riguardanti il divorzio, e il soggetto B, lavoratore free lancer che viene pagato profumatamente per 1-2 lavori all’anno, sfruttando la maggior parte del tempo a viaggiare e divertirsi.

Diamo loro lo stesso allenamento, la stessa alimentazione, la stessa integrazione, le stesse indicazioni su una buona igiene del sonno. Chi sarà più soggetto all’overtraining o sovrallenamento? Non occorre neppure rispondere. La cosa comunque è anche più sottile di così: ma vi lascio alla lettura dell’ottimo Sapolsky per capire più a fondo come un pensiero negativo possa influenzare la biochimica del nostro corpo. Torniamo al sovrallenamento.

Cos’è il sovrallenamento

Come detto, la semantica non ci aiuta. I soggetti A e B dell’esempio precedente avranno risposte diverse agli (apparentemente) stessi stimoli. Il primo, alla lunga, mostrerà i sintomi del sovrallenamento, il secondo no. Ma è corretto dire che si è sovrallenato? Non proprio: visto che non è l’allenamento l’unico stressor agente sull’organismo, dovremmo utilizzare una espressione più generalizzata (“sovrastressato”?).

Possiamo quindi parlare di una più generica condizione di affaticamento, sindrome da affaticamento. Personalmente mi piace parlare di stress o affaticamento surrenalico in quanto l’asse ipotalamo-ipofisi-surrene viene ampiamente coinvolto in tutto questo.

Faccio notare che spostandosi su uno dei tanti versanti attraverso cui il nostro corpo può modificarsi, la dieta, la condizione di affaticamento cronico si riflette in un plateau del dimagrimento. Quello che sto cercando di dire è che la condizione di affaticamento surrenalico si riflette negativamente su tutti i fronti: scarsa capacità di allenarsi, irritabilità, sonno non ristoratore, blocco del dimagrimento, infiammazione, resistenza all’insulina, ipercolesterolemia (t’oh, la “sindrome metabolica”).

É chiaro, dunque, che il sovrallenamento non possa essere definito in nessun modo specifico, anche se è stato identificato come “uno sbilanciamento tra allenamento e riposo che porta alla diminuzione della performance”.

Questo è ciò che caratterizza il sovrallenamento in generale, ma c’è da dire che esistono due differenti forme di esso: quello “simpatico” e quello “parasimpatico”.

Sovrallenamento simpatico

Il sovrallenamento a carico del sistema nervoso simpatico è indotto principalmente dagli allenamenti ad alta intensità tipici di pesisti, body builder, weight lifter, lottatori, etc. I “sintomi” di tale tipo di sovrallenamento sono soprattutto scarsa capacità di riposarsi ed ipereccitabilità.

Il pattern dei livelli energetici in questo tipo di sovrallenamento è tipico: sveglia tremenda, lieve attivazione in tarda mattinata, super abbiocco post pranzo e iper eccitazione nel tardo pomeriggio.

Sovrallenamento parasimpatico

Il sovrallenamento parasimpatico è indotto principalmente dagli allenamenti di endurance, tipici degli atleti - appunto - di endurance o di chi fa troppa attività “cardio”. Il pattern di energia in chi si sovrallena in maniera parasimpatica fa sì che essi abbiano sempre scarsa voglia di fare, di interagire, socializzare e siano sempre nervosi.

Modifiche biochimice, fisiologiche e ormonali indotte dal sovrallenamento

Il sovrallenamento induce delle modifiche (negative) nella biochimica, nella fisiologia e nella produzione ormonali che si riflettono nel peggioramento della performance e dell’umore.

Gli ormoni testosterone, GH, FSH ed LH si abbassano così come l’attività neuromuscolare; motivo per cui quando siamo sovrallenati ci sentiamo sempre stanchi, flaccidi e con scarsa libido.

Produzione di catecolamine nella sindrome da sovrallenamento

Il sovrallenamento è caratterizzato da un iniziale aumento della produzione di catecolamine (in specie noradrenalina) in risposta all’esercizio e a riposo, seguito da una loro riduzione (nelle fasi più avanzate).

Ecco che un soggetto entrato in condizione di sovrallenamento non da molto tempo ha un battito cardiaco accelerato e che aumenta notevolmente anche per piccoli sforzi. Un soggetto pesantemente sovrallenato, invece, è bradicardico e i suoi battiti cardiaci faticano ad elevarsi anche durante lo sforzo.

L’errore frequente in questa situazione è dare stimolanti/caffeina nel tentativo di aumentare il “metabolismo”: così facendo, però, si complicano le cose. La caffeina spinge ulteriormente le ghiandole surrenali (messe a dura prova dalla condizione stessa) a produrre un picco di cortisolo e i neuroni a rilasciare noradrenalina. Questo depaupera ulteriormente l’organismo degli importanti “ormoni della risposta allo stress” compromettendo la situazione.

Asse ipotalamo-ipofisi-surrene nella sindrome da sovrallenamento

Durante e dopo l’attività fisica la produzione di CRH da parte dell’ipotalamo stimola l’ipofisi a produrre ACTH, che a sua volta stimola il surrene a produrre un picco di cortisolo. Questo è responsabile degli adattamenti che avvengono a seguito dell’esercizio fisico.

Se il cortisolo è un ormone positivo nella produzione acuta, è negativo se la sua produzione è elevata in maniera cronica. Il picco di cortisolo è ciò che ci fa alzare al mattino, ed è questo il motivo per cui nella sindrome da sovrallenamento la cosiddetta inerzia del sonno è enorme e ce la portiamo dietro fino a metà mattina (almeno).

Neurochimica e sovrallenamento: teoria dell’affaticamento centrale

Il sovrallenamento può essere spiegato anche in chiave neurochimica, come uno sbilanciamento tra neurotrasmettitori che stimolano il sistema nervoso centrale e neurotrasmettitori che lo inibiscono o rallentano.

Avete presente il concetto di “affaticamento centrale”, cioè d’ il sentirsi stanchi d'un tratto durante l'allenamento senza capacità di continuare? Non è semplice “mancanza di voglia”, ma è qualcosa che si correla alla serotonina, neurotrasmettitore del “benessere” ma anche dell’affaticamento.

Durante l’esercizio fisico, poiché si sbilancia l’equilibrio tra BCAA (aminoacidi a catena ramificata), acidi grassi liberi e triptofano (il precursore della serotonina), viene prodotta più serotonina a livello centrale. Questo determina il cosiddetto affaticamento centrale.

Infiammazione e sovrallenamento

Nella sindrome da sovrallenamento non può non rientrare l’infiammazione. Occorre comprendere che, sebbene sia importante capire che questa è presente in una condizione si sovrallenamento, non si può dire sia essa il fattore causante, ma neanche la conseguenza.

L’organismo è il risultato della complessa interazione tra una moltitudine di fattori, quindi dire se è nato prima l’uovo o la gallina non è poi così semplice. Ovviamente, questo non deve neanche portare a considerare tutto come irrisolvibile: un soggetto sottoposto a grave stress ossidativo (e.g. un fumatore) è ovvio che risolverà gran parte dei suoi problemi smettendo di fumare, e non ad esempio sostituendo il suo piatto di riso bianco con un piatto di riso rosso.

Comunque, la maggiore produzione di citochine pro-infiammatorie durante il sovrallenamento spiega molte condizioni:

  • Alterazioni dell’umore: poiché tali citochine passano la barriera emato-encefalica, disturbano le aree cerebrali coinvolte nell’emotività influenzandole in maniera negativa.
  • Alterazioni endocrine: l’infiammazione a carico dell’ipotalamo determina alterata risposta recetteoriale in questa sede con conseguenze quali alterazioni del quadro ormonale (l’ipotalamo è il “controllore” della produzione ormonale).

Ad ogni modo, è sempre bene pensare in maniera multidimensionale: questo aiuta soprattutto quando si devono elaborare strategie per uscire fuori da questo cosiddetto affaticamento surranalico e, più nello specifico, dalla condizione di sovrallenamento.

Strategie nutrizionali per combattere il sovrallenamento: ruolo della dieta

Qual è la dieta ottimale per combattere il sovrallenamento? Più che “dieta”, si dovrebbe parlare di un insieme di strategie nutrizionali (dove per “nutrizione” si include anche la supplementazione) atte a ripristinare la produzione endocrina da parte del surrene.

Punti salienti del recupero surrenalico

I punti cardine per creare una dieta con lo scopo di far recuperare il surrene da una condizione di affaticamento surrenalico/stanchezza surrenale, sono:

  • Corretta nutrizione prima, durante e dopo allenamento, per fare in modo che l’organismo metta in moto particolari meccanismi in risposta a determinati stimoli.
  • Supporto dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene utilizzando i cosiddetti composti “adattogeni”.
  • Supporto del metabolismo dei neurotrasmettitori e degli ormoni garantendo un adeguato apporto dei loro precursori o dei loro cofattori (o riduzione degli elementi in competizione con la loro produzione).
  • Riduzione dell’infiammazione tramite determinate scelte alimentari.

Integratori e nutrienti utili

BCAA. I BCAA o aminoacidi a catena ramificata sono utili per ripristinare il rapporto tra FFA (acidi grassi liberi), triptofano e - appunto - BCAA in modo che la serotonina non sia prodotta in eccesso rispetto alle reali necessità dell’organismo.

Tirosina. La tirosina diminuisce anch’essa l’affaticamento centrale aumentando i livelli di dopamina (ne è precursore) a livello cerebrale; aumentano, tramite supplementazione di tirosina, anche i livelli di andrenalina e noradrenalina (insieme alla dopamina, formano la famiglia “catecolamine”, prodotte a partire dalla tirosina).

L’utilizzo della tirosina è utile anche per evitare i cosiddetti “craving” di carboidrati o zuccheri; l’effetto è dato proprio dalla maggiore sintesi di dopamina a livello centrale.

Acidi grassi essenziali omega-3. Ѐ imperativo, in una condizione di affaticamento cronico o sovrallenamento, assumere le giuste dosi di acidi grassi essenziali in modo da garantire il corretto equilibrio tra omega-3 e omega-6.

Questo, infatti, determina la produzione di Prostaglandine ottimale perché l’infiammazione organica sia nei range ottimali (non deve essere né troppo alta né troppo bassa).

Adattogeni. Gli adattogeni sono quelle sostanze che aiutano l’organismo a rispondere adeguatamente agli stressor. In situazioni di scarsa reattività (o resilienza) dell’organismo, sarebbe bene introdurre alcune sostanze utili dall’esterno, in modo da ripristinare la capacità di rispondere adeguatamente agli stimoli.

Protocollo pratico di recupero surrenalico o dal sovrallenamento

Qui presento qualche input per il recupero surrenalico, utile quando ci si trova a fronteggiare situazioni di stallo dei progressi, sia in palestra sia sulla bilancia (o meglio nella composizione corporea).

Il mio intento, comunque, era ed è far ragionare sul concetto di “sovrallenamento”, facendo capire che non se ne può parlare alla leggera, né ignorandolo né pensando ad esso come mera conseguenza di un allenamento mal calibrato. Gli stressor agenti sull’organismo sono diversi e variegati, e bisogna agire su essi in toto.

Ecco quindi un protocollo per tutti quei casi in cui si riscontra un livello di stanchezza (affaticamento, appunto) non commisurato agli impegni (non solo fisici) che si stanno portando avanti, quando il peso non scende anche se si sta mangiando poco, o quando la performance non aumenta anche se sulla carta la programmazione sembra perfetta.

Sarebbe bene seguire le strategie qui presentate per 4-6 settimane, o comunque finché gli indici di benessere non si sono ristabiliti (banalmente: sentirsi in forma ed energici).

Allenamento per combattere stanchezza surrenale e sovrallenamento

Per combattere il sovrallenamento non bisogna necessariamente smettere di allenarsi, ma sicuramente modificare il programma.

La strategia più semplice `

  • in caso di allenamenti anaerobici (pesi o allenamenti tipo HIIT): eliminare un allenamento e al suo posto eseguire dello stretching, del cardio a bassa intensitè o degli esercizi di rilassamento;
  • in caso di allenamenti aerobici (endurance, di resistenza o durata): eliminare un allenamento e al suo posto eseguire dello stretching o dei circuiti a corpo libero a bassa intensità;

Dieta per combattere per combattere stanchezza surrenale e sovrallenamento

Nell'esaurimento surrenalico, tutti i sistemi organici vanno a farsi benedire. Qui è doveroso fare una nota: non fate fare le analisi del sangue in questo periodo! Potreste spaventarvi e prendere soluzioni inopportune (come tagliare i grassi saturi o le uova pensando che il problema di eventuali LDL elevate sia legato a quello; oppure consigliare al Medico di prescerivere ormone tiroideo sintetico perché vedete bassa funzionalità tiroidea).

Per cercare di ripristinare la risposta dell'organismo, apportate queste modifiche alla dieta:

  • se erano bassi, alzare i carboidrati almeno sopra i 120 g, per evitare la chetosi; non perché faccia male in generale, ma in questo caso risulterebbe in uno stressor aggiuntivo (e noi, in questo momento, vogliamo cercare di ridurre il carico di stressor sull'organismo);
  • le proteine non dovrebbero essere troppo elevate; per i non sportivi, il problema non si pone; chi invece ne assume generalmente più di 2-2.5 g/kg, dovrebbe ridurle;
  • i grassi non dovrebbero essere bassi, e sarebbe bene introdurre anche quelli con elevate percentuali di acidi grassi saturi;
  • in tutto questo, parola d'ordine qualità degli alimenti; no allo scatolame, no ai conservati, no agli alimenti notoriamente infiammatori (farine, zuccheri, etc.).

Integratori per combattere stanchezza surrenale e sovrallenamento

Per il recupero surrenalico sarebbe bene utilizzare integratori ad hoc; ciò non toglie che possiamo concentrarci su quello che molti hanno già nel loro arsenale, iniziando dalle basi.

Gli integratori presentati, possono essere utilizzati nel modo seguente:

  • BCAA: in 3-4 occasioni giornaliere, anche se si superano le dosi “da etichetta”;
  • Tirosina: in 2-3 occasioni giornaliere;
  • Acidi grassi essenziali: o da integratori o garantendo un buon consumo di pesce selvaggio/pescato 2-3 volte a settimana.
  • DHEA (se reperibile): potrebbe essere molto utile, ma si trova poco in commercio.
  • Teanina: sia prima di eventi stressogeni (e.g. parlare in pubblico, colloqui, giornate lavorative pressanti), sia prima di dormire.
  • Caffeina (compreso caffè e bevande che ne contengono analoghi, come il tè): eliminarla completamente.
  • Melatonina: ad alte dosi (purtroppo le dosi consigliate fanno solo perdere soldi; un buon effetto lo si ottiene con 3-5 g).

Stile di vita per combattere stanchezza surrenale e sovrallenamento

Proponete tecniche di rilassamento. Inutile dirlo: a stressare non sono le situazioni stressanti in sé, ma come vengono affrontate. Rivedete planning e l’organizzazione del tempo, il sonno, e il modo di affrontare il lavoro.

“Non ho tempo di prendermi un po’ di relax”. Falso: chi investe sul relax, avrà più tempo dopo, perché sarà più efficiente..

Sovrallenamento e stanchezza surrenale: un approccio integrato

Come già ribadito, lo stress è il risultato di una complessa interazione di fenomeni agenti sul nostro corpo, ai quali esso non sa più rispondere in maniera adeguata. Per risolverlo, bisogna fronteggiare tutti questi stressor, con un approccio integrato.

Il corpo è un tutt'uno e come tale va considerato, non si può pensare che se il dimagrimento si è bloccato la colpa sia della dieta così come non si può pensare che se i progressi nel sollevamento pesi si sono bloccati la colpa sia dell'allenamento.

È l'insieme di tutto ciò che gli stressor agenti sul corpo comporta. Potremmo non accorgerci che il sonno non è ristoratore, potremmo non accorgerci che si stanno mangiando cibi di qualità non elevata che apportano tossine, potremmo non accorgerci che un'emozione soppressa sta alterando il modo in cui respiriamo e di conseguenza il metabolismo in toto (leggi qui su come emozioni e postura regolano il metabolismo.

Dieta, allenamento, integratori sono solo dei punti di partenza; sarà anche il nuovo spirito con cui saranno messi in atto questi cambiamenti ad indurre a migliorare, ma abbiate sempre una visione del corpo integrata e ampia, che non si fermi al singolo fattore.

Riferimenti

  1. Lehmann M et al. Autonomic imbalance hypothesis and overtraining syndrome. Med Sci Sports Exerc. 1998.
  2. Kreider RBF, O'Toole ML. Overtraining in Sport. Human Kinetics. 1998.
  3. Lucia A et al. Hormone levels of world class cyclists during the Tour of Spain stage race. Br J Sports Med. 2001.
  4. Fry AC et al. beta2-Adrenergic receptor downregulation and performance decrements during high-intensity resistance exercise overtraining. J Appl Physiol. 2006.
  5. Lehmann M et al. Training-overtraining. A prospective, experimental study with experienced middle- and long-distance runners. Int J Sports Med. 1991.
  6. Lehmann M et al. Overtraining in endurance athletes: a brief review. Med Sci Sports Exerc. 1993.
  7. Uusitalo AL et al. Hormonal responses to endurance training and overtraining in female athletes. Clin J Sport Med. 1998.
  8. Meeusen R et al. Brain neurotransmitters in fatigue and overtraining. Appl Physiol Nutr Metab. 2007.
  9. Lovell M. Adrenal Fatigue & Overtraining in the Athlete. The Nutrition Practitioner Spring. 2010
  10. Uusitalo AL. Overtraining: making a difficult diagnosis and implementing targeted treatment. Phys Sportsmed. 2001.
  11. Hartmann U, Mester J. Training and overtraining markers in selected sport events. Med Sci Sports Exerc 2000.
  12. Lehman MF et al. Physiological responses to short and long term training in endurance athletes Kreider RBF, O'Toole ML. Overtraining in Sport. Human Kinetics. 1998.
  13. Hooper SL et al. Hormonal responses of elite swimmers to overtraining. Med Sci Sports Exerc. 1993.
  14. Kraemer WJ et al. Acute hormonal responses to a single bout of heavy resistance exercise in trained power lifters and untrained men. Can J Appl Physiol. 1999.
  15. Provenza de Miranda Rohlfs IDM LS, De Lima W. Relationship of the overtraining syndrome with stress, fatigue, and serotonin. Rev Bras Med Esporte. 2005.
  16. Thoren M, Anniko M. Glucocorticoid incubation of human ACTH-producing pituitary tumours in vitro. A study on ACTH secretion and cell morphology. Arch Otorhinolaryngl. 1986.
  17. Wellhoener P et al. Elevated resting and exercise-induced cortisol levels after mineralocorticoid receptor blockade with canrenoate in healthy humans. J Clin Endocrinol Metab. 2004.
  18. Huffman DM et al. Effect of n-3 fatty acids on free tryptophan and exercise fatigue. Eur J Appl Physiol. 2004.
  19. Huang Q et al. Hypoleptinemia in gastric cancer patients: relation to body fat mass, insulin, and growth hormone. JPEN J Parenter Enteral Nutr. 2005.
  20. Urhausen A et al. Ergometric and psychological findings during overtraining: a long-term follow-up study in endurance athletes. Int J Sports Med. 1998.
  21. Urhausen A et al. Impaired pituitary hormonal response to exhaustive exercise in overtrained endurance athletes. Med Sci Sports Exerc. 1998.
  22. Wittert GA et al. Adaptation of the hypothalamopituitary adrenal axis to chronic exercise stress in humans. Med Sci Sports Exerc 1996.
  23. Conlay LA et al. Exercise and neuromodulators: choline and acetylcholine in marathon runners. Int J Sports Med. 1992.
  24. Chaouloff F et al. Physical exercise: evidence for differential consequences of tryptophan on 5-HT synthesis and metabolism in central serotonergic cell bodies and terminals. J Neural Transm. 1989.
  25. Pedersen BK et al. Role of myokines in exercise and metabolism. J Appl Physiol. 2007.
  26. Pedersen BK. The diseasome of physical inactivity--and the role of myokines in muscle--fat cross talk. J Physiol. 2009.
  27. Armstrong LE and VanHeest JL. The unknown mechanism of the overtraining syndrome: clues from depression and psychoneuroimmunology. Sports Med. 2002.
  28. Smith LL. Cytokine hypothesis of overtraining: a physiological adaptation to excessive stress?. Med Sci Sports Exerc. 2000.
  29. Fearon KC et al. Double-blind, placebo-controlled, randomized study of eicosapentaenoic acid diester in patients with cancer cachexia. J Clin Oncol, 2006.
  30. Gastmann UA, Lehmann MJ. Overtraining and the BCAA hypothesis. Med Sci Sports Exerc. 1998.
  31. Balch J, Balch P. Prescription for Nutritional Healing. NY: Avery Publishing Group. 2010.
  32. Hallahan B et al. Omega-3 fatty acid supplementation in patients with recurrent self-harm. Single-centre double-blind randomised controlled trial. Br J Psychiatry. 2007.
  33. Helland IB et al. Effect of supplementing pregnant and lactating mothers with n-3 very-long-chain fatty acids on children's IQ and body mass index at 7 years of age. Pediatrics. 2008.
  34. Lucas M et al. Ethyl-eicosapentaenoic acid for the treatment of psychological distress and depressive symptoms in middle-aged women: a double-blind, placebo-controlled, randomized clinical trial. Am J Clin Nutr. 2009.
  35. van de Rest O et al. Effect of fish-oil supplementation on mental well-being in older subjects: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial. Am J Clin Nutr. 2008.
  36. Neill M, Dixon PS. Effects of a preincisional 14-day course of valerian on natural killer cell activity in Sprague-Dawley male rats undergoing abdominal surgery. Holist Nurs Pract. 2007.
  37. Zaffani S. Herbal products: behaviors and beliefs among Italian women. Pharmacoepidemiol Drug Saf. 2006.
  38. Bland J. The 14th International Symposium on Functional Medicine. 21st Century Endocrinology: Thyroid and Adrenal as Sentinel Organs. 2008.

Dieta e allenamento sono difficili da impostare e non ti danno i risultati che ti aspetti?

Se continuerai a impostarli allo stesso modo, non potrai aspettarti risultati migliori. Quello che ti permetterà di ottenerli è un approccio al Fitness completo, che consideri i problemi reali della vita reale.

Scopri Never Diet (Get the K): chiacchierare di Dieta, Allenamento, Integratori e Motivazione è un conto, applicare Fitness e Diet Coaching (quelli veri) nel mondo reale è ben altro.

Benessere a 360°, dieta, allenamento, sonno, motivazione, mind-set, spiegati in un manuale che ha già aiutato +850 Appassionati e Professionisti a creare percorsi di Fitness sostenibili a lungo termine nel realtà pratica della vita quotidiana.

Per te a soli € 29,99.

Scopri tutto su Never Diet (Get the K)

Non sai come modificare il tuo stile di vita per raggiungere i risultati che desideri? Non devi!

Ti hanno sempre detto che col tuo stile di vita non potevi ottenere chissà quali risultati. Vieni a scoprire che si sbagliavano, adatta il tuo percorso di Fitness alla tua vita e non il contrario.

Dimagrire, fare ricomposizione corporea, migliorare la performance o il benessere: tutti questi obiettivi puoi raggiungerli senza stravolgere il tuo stile di vita. Il nostro scopo con il Fitness Coaching Online è farti vedere come.

E, se sei del mestiere, vogliamo condividere quello che abbiamo scoperto con te per accelerare la tua esperienza sul campo, tramite la Certificazione Professionale Oukside. Potrai crescere e formarti avendo sempre più Clienti e più soddisfazioni.

Ti interessa? Migliora il tuo corpo con il Fitness Coaching Online o unisciti a noi con la Certificazione Professionale Oukside.

Se ti interessa il Fitness Coaching Online, ecco i vantaggi che avrai:

  • Smetti di conteggiare le calorie e seguire estenuanti allenamenti in palestra, inizia a migliorare con un metodo costruito intorno al tuo stile di vita.
  • Alla fine del percorso, smetti anche di pagare il Nutrizionista, il Personal Trainer…, online e non, inizia a gestirti in autonomia ma con semplicità.

Per te a partira da soli € 14,99/settimana.

Scopri tutto sul Fitness Coaching Online

Se vuoi unirti a noi e ti interessa la Certificazione Professionale Oukside, ecco i vantaggi per te:

  • I tuoi casi problematici sono i nostri, la nostra esperienza è il tuo: lavora a stretto contatto con i Mentor Oukside e accelera la tua crescita professionale.
  • Diventa Oukside K Professional, riferimento della tua zona, per avere più visibilità, raggiungere più Clienti e servirli sempre al meglio.

Per te a partira da soli € 81,66/mese.

Scopri tutto sulla Certificazione Professionale Oukside

Psss! Se non lo hai ancora fatto, iscriviti alla Newsletter per ricevere uno sconto del 15% su tutti i servizi Oukside, oltre a preziosi ed esclusivi consigli! Iscriviti ora alle News

Commenti (2)

  • Piero

    Piero

    11 Novembre 2018 at 20:39 | #

    Al fine di ridurre lo stress surreale e ridurre il cortisolo mattutino che si accompagna guarda caso al soggetto ipotiroideo/ectomorfo sarebbe utile colazione abbondante con grassi al 50% (noci/mandorle/ urro/uova ecc) con quota proteica 30% e carboidrati al 20%?
    Gli integratori sarebbe utile assumere alte dosi di vit d (5000UI) e vitamina K2 a colazione , con Fosfatidilserina preworkout? Ma il DHEA in Italia ad uso sportivo evitato?
    Grazie

    Rispondi

    • Vincenzo Tortora

      Vincenzo Tortora

      12 Novembre 2018 at 10:59 | #

      Ciao Piero,
      purtroppo il DHEA in Italia ormai non lo trovi facilmente. Devi rivolgerti a negozi esteri dove il DHEA è tra gli integratori (USA, UK).

      Ciò che suggerisci per ridurre lo stress surrenale potrebbe essere mol
      to utile; certo, va guardato tutto il quadro con gli altri pasti (immagino tu abbia già inteso questo, facendo riferimento a quanto nell'articolo ;) ).
      La Fosfatidilserina meglio, invece, prima di dormire.

      Spero di essere stato utile. ;)
      Un caro saluto

      Rispondi

Lascia un commento

Stai commentando come ospite.