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I benefici di acqua e limone, tra miti e realtà

Migliorare metabolismo epatico e digestione con acqua e limone
Di Wanda Rizza , 29 Giugno 2016

I benefici di acqua e limone, tra miti e realtà

Il consiglio di bere acqua e succo di limone come prima azione mattutina è senza dubbio molto diffuso, anche grazie ai decantati e innumerevoli benefici che spesso vengono attribuiti a questa bevanda. Quanto c’è di vero però?

In questo articolo analizziamo le proprietà del succo di limone, per capire se aggiungerlo al primo bicchiere d’acqua della giornata sia utile o meno.

Mettendo da parte le cosiddette proprietà “disintossicanti, depurative e drenanti”, prive di alcun razionale scientifico, vediamo piuttosto quali sono le reazioni e le funzioni che il succo di limone può determinare/promuovere nell’organismo dopo un certo periodo di digiuno, che si tratti di una notte o di un lasso di tempo più prolungato.

  1. Dato il suo gusto molto acido, sono in molti a pensare che il succo di limone, una volta ingerito, acidifichi i succhi gastrici, il sangue e le urine, ma in realtà ciò che accade è esattamente il contrario. Gli acidi organici che lo compongono, infatti, a livello gastrico danno luogo a reazioni basiche, svolgendo quindi un’azione tampone. In particolare, l’acido citrico viene ossidato, dando origine a sali che a loro volta sono trasformati in carbonati e bicarbonati di calcio e potassio. Questi ultimi, in base al valore di pH di partenza, possono contribuire all’alcalinizzazione dell’ambiente circostante, così come del sangue e delle urine. In sostanza, più che acidificante, il succo di limone sarebbe da considerarsi un alcalinizzante, ma al di là di queste classificazioni (che vanno sempre contestualizzate), il punto è proprio il suo potenziale effetto tampone. In condizioni di pH gastrico eccessivamente acido, come può accadere dopo un periodo di digiuno prolungato, il succo di limone può effettivamente contribuire a ristabilire i valori fisiologici, e lo stesso discorso vale per il sangue e le urine.

  2. Può supportare la funzionalità epatica, soprattutto dopo l’intenso lavoro notturno di questa ghiandola, favorendo sia l’escrezione di cataboliti e altre sostanze di scarto, sia la sintesi di alcuni enzimi. Anche un fegato poco in salute può giovarsi di questa bevanda, grazie alla presenza di limonene e acido perillico, molecole con proprietà antitumorali e epatoprotettive (1, 2).

  3. Può ottimizzare la funzionalità digestiva, grazie alla presenza di alcuni enzimi e dell’acido citrico (3). Quest’ultimo, in particolare, interagisce con gli enzimi a livello dello stomaco e stimola la secrezione dei succhi gastrici, favorendo indirettamente anche la secrezione di bile. Contrariamente a quanto si pensa, inoltre, il succo di limone non è affatto “astringente” e non promuove la stipsi.

  4. È una buona fonte di vitamina C, potassio, magnesio, flavonoidi, fibra solubile (3). Tuttavia, c’è da ricordare che la concentrazione di vitamina C nel singolo frutto è variabile, come anche la quantità effettivamente assorbita dall’organismo.

  5. La ricchezza in acido citrico, infine, può essere utile per prevenire l’urolitiasi calcica, soprattutto in presenza di ipocitraturia (3, 4). Ciò sarebbe dovuto all’aumento del volume totale di urine promosso dall’acido citrico, con conseguente riduzione della saturazione del calcio e di altri cristalli, e l’aumento dell’escrezione di citrato urinario.

Tirando le somme, possiamo dire che questa bevanda possiede alcune proprietà benefiche per l’organismo, e ipotizzare che la sua assunzione, oltre che al risveglio, possa rappresentare un ottimo modo per interrompere il digiuno intermittente, per tutti i motivi sopraelencati.

Elisir di salute e giovinezza...

E tutte le “magiche virtù” che farebbero conquistare ad acqua e limone il titolo di bevanda miracolosa? Mi riferisco, in particolare, a: aumento del metabolismo, effetto tonico su cuore e vasi, miglioramento del dolore da gengivite, prevenzione dell’alitosi, potenziamento del sistema immunitario, etc. La lista sembra essere infinita.

Ebbene, non avendo trovato alcun riferimento scientifico - o quantomeno sensato - in merito a nessuno di questi effetti, lascio ai posteri l’ardua sentenza. Nel frattempo, mi limito a una banale riflessione sull’utilizzo del succo di limone in presenza di reflusso gastroesofageo e/o acidità gastrica. Fa male o fa bene?

...o semplice ma efficace rimedio contro l’acidità?

Partendo dal presupposto che, in presenza di reflusso acido, uno degli errori più comuni sia quello di utilizzare una sostanza alcalina contro la condizione di iperacidità (la classica acqua e bicarbonato, per chi non ricorre direttamente a uno dei vari farmaci antiacidi), la realtà dei fatti sembra giocare a favore del limone.

Infatti, “tamponare” lo stomaco attraverso il bicarbonato o altri rimedi alcalinizzanti è in realtà un’azione alquanto insensata e, a lungo andare, molto dannosa. Le reazioni biochimiche che hanno luogo nello stomaco, del resto, non sono uguali a quelle osservate in una provetta da laboratorio.

Assumendo bicarbonato, il forte sbalzo del pH ha come primo effetto quello di stimolare la peristalsi e, di conseguenza, lo svuotamento gastrico, ma il sollievo dal senso di bruciore è del tutto illusorio e momentaneo, perché l’aumento del pH oltre i valori non fisiologici (compresi tra 1 e 2) fa attivare ancora di più le cellule deputate alla produzione di acido cloridrico, con lo scopo di ricreare, peggiorandola, la condizione acida di partenza.

A lungo andare, questo meccanismo altera tutte le secrezioni gastriche, e ciò può favorire non solo la cronicizzazione dell’acidità, ma perfino la formazione di ulcere.

Quale può essere, allora, una soluzione efficace? La scelta di un alimento molto acido e privo di zuccheri. Questo, infatti, fa sì che l’acidità gastrica aumenti quel tanto da provocare la contrazione e lo svuotamento nel duodeno, dove i bicarbonati pancreatici possono provvedere a tamponare il pH, senza tuttavia iper-attivare le cellule HCl-secernenti. Succo di limone o pompelmo, quindi, sono i migliori candidati, e 2-3 cucchiai di succo puro sono sufficienti allo scopo.

Conclusioni

Per chi ama sperimentare, infine, ci sono alcune varianti della semplice acqua e limone che prevedono l’aggiunta di sale e/o spezie (zenzero, cannella, curcuma, peperoncino). Nel primo caso, il sale (meglio se marino integrale) può aumentare l’effetto alcalinizzante, mentre ogni spezia può dare un valore aggiunto in base alle sue proprietà (toniche, antiossidanti, digestive, etc.).

Non c’è, infine, alcuna particolare controindicazione all’assunzione di acqua e limone, solo un paio di accorgimenti: è meglio berla con una cannuccia, e risciacquare la bocca con un po’ d’acqua, perché a lungo andare il succo di limone può essere corrosivo per lo smalto dei denti. E, naturalmente, non esagerare.

Riferimenti

  1. Crowell PL, Gould MN. Chemoprevention and therapy of cancer by d-limonene. Crit Rev Oncog. 1994.
  2. Santiago J et al. Dietary d-limonene alleviates insulin resistance and oxidative stress-induced liver injury in high-fat diet and L-NAME-treated rats. Eur J Nutr. 2012.
  3. González-Molina E et al. Natural bioactive compounds of Citrus limon for food and health. J Pharm Biomed Anal. 2010.
  4. Penniston KL et al. Quantitative assessment of citric acid in lemon juice, lime juice, and commercially-available fruit juice products. J Endourol. 2008.

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Commenti (3)

  • Luna

    Luna

    31 Agosto 2016 at 23:12 | #

    Ciao, ottimo articolo, il succo di limone può essere impiegato anche per usi alternativi, ne ho riportato dieci in questo post:
    http://www.cucinaconluna.com/succo-di-limone-10-incredibili-usi-che-non-conoscevi/

    Spero possa servire a qualcuno

    Rispondi

  • Gennaro

    Gennaro

    08 Ottobre 2017 at 12:31 | #

    Ciao volevo porti una domanda, per chi segue un intermittent fasting 16/8 acqua e limone nonostante sia un frutto, può essere inserito nella fase di digiuno al mattino presto prima della rottura del digiuno con il primo pasto, come acqua o tisane non zuccherine, o proprio in qualità di frutto rischia di rompere il digiuno troppo presto?

    Rispondi

  • Vincenzo Tortora

    Vincenzo Tortora

    09 Ottobre 2017 at 09:33 | #

    Ciao Gennaro,

    Il Digiuno non si rompe, o interrompe.

    Non nella maniera in cui viene passato. La maggior parte di siti, blog, e articoli divulgativi fa tanta confusione in merito.

    Per capire cosa significa "digiuno" e cosa puoi e non puoi mangiare per mantenere la condizione di digiuno, leggi qui: https://www.oukside.com/blog/nutrizione/digiuno-intermittente-come-funziona

    Rispondi

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