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La palestra perfetta per migliorare davvero

Come scegliere la palestra giusta in cui allenarsi e migliorare
Di Vincenzo Tortora , 13 Marzo 2017

La palestra perfetta per migliorare davvero

Come deve essere una palestra perché sia una buona palestra?

Ci si pensa poco, anche se è parecchio importante: la palestra giusta dove allenarsi. Molti pensano “Basta andare in palestra”. Pochi comprendono quanto l’ambiente, anche solo respirare l’odore di chi si allena davvero (che spesso è odore acre e intrusivo di sudore misto scoregge), possa fare la differenza tra…

“Sapere di aver fatto qualcosa di buono per il proprio corpo anche se non se ne vedono risultati tangibili”

e

“Vedere il proprio corpo trasformarsi e migliorare, davvero”.

Digressione: piccole esperienze personali

Ho girato diverse palestre; ne ho provate tante, sia nella mia città che fuori, quando ho viaggiato per lavoro. E ho notato questo: a volte era la mente a sollevare il carico piuttosto che il mio corpo.

Concetto astratto, lo so, ma lasciate che vi racconti qualche aneddoto, veloce. Anni fa ero in una palestra in cui si faceva “fitness”, e noi buzzurri a fare Stacco da Terra lasciando le impronte di sangue sul bilanciere, eravamo visti non di buon occhio.

Pavimento incrinato, bilanciere piegato, dischi a disposizione solo per noi. Finché il proprietario stesso ci propose di andare in quella che diventò la nostra tana. Non saprei descrivere bene cosa successe ma, nel giro di 4-6 settimane avevamo battuto tutti i nostri Personal Records sulle alzate principali. I Kg con cui facevamo i ganzi prima, iniziammo a usarli come carichi per allenamenti di recupero.

Parlo di 20-30 Kg di differenza nei massimali in poche settimane. Vi lascio immaginare l’impatto sul corpo: muscoli più pieni, densità muscolare mai vista prima, massa magra estremamente responsiva. Iniziammo a mangiare il doppio aumentando la massa muscolare e riducendo il grasso corporeo.

Solo per aver cambiato palestra. O meglio, per aver cambiato ambiente: dai fighetti con la puzza sotto il naso agli orchi con la puzza addosso. Ma pronti e disposti a tutto.

Tuttora mi succede questo: spesso e volentieri mi alleno in quella che ho denominato “hole”, nel garage di casa; e a volte mi alleno nella palestra WoodWork CrossFit. In questa, vuoi per le risate, la goliardia, ma i carichi “sono più leggeri”.

Chiudo qui questa nota personale ma vi chiedo di pensarci su, la prossima volta che farete un “cambio ambiente”. Pensate alle sensazioni che provate, a quello che percepite: avete più grinta, avete più forza, vi sentite più motivati? Ponetevi queste domande.

Il primo passo per scegliere: attrezzi fichi e servizi di eccellenza… Fregatevene!

Ve la spiego in spirito Oukside in merito a quello che ci proponiamo per l’utente finale: noi non vendiamo i nostri servizi, ma vi offriamo il la possibilità di migliorare voi stessi.

Molti Trainer o Gestori di centri Fitness e Palestre fanno letteralmente autoerotismo per aver acquistato la loro attrezzatura ultimo grido o aver creato il servizio che “Oh, siamo stati i primi, nessun altro lo fa, o chi lo fa è perché ha copiato noi”.

Ve lo chiedo: credete davvero che sia questo a farvi migliorare? Se lo credete davvero, fareste meglio a rivedere le vostre priorità. Dovete guardare ai punti di miglioramento all’interno di voi, non all’esterno.

Chi vuole esaltare il proprio ego vs chi vuole valorizzare voi come persona

Riconoscere chi - passatemelo - si masturba letteralmente sulla propria attrezzatura fica e i servizi che “nessun altro fa a parte noi”, è semplice. Possiamo chiamarlo il test del tour della palestra/centro fitness.

Quante volte siete andati a visitare un centro e la prima cosa che vi hanno chiesto è stata “Ti faccio fare un giro per vedere cosa abbiamo e cosa offriamo, ok?”. A questa frase, potete già fermarvi e mettere una bella X sopra quella palestra o quel centro.

Guardate semmai a chi vi dice “Ti faccio fare un giro per respirare il nostro ambiente e capire se ti piace”. Fate attenzione a chi si interessa a voi e, piuttosto che presentarvi l’ultimo modello di rack per fare Squat anche a testa in giù in condizioni gravitazionali precarie, vi chiede “Dove pensi di dover migliorare? Cosa vuoi migliorare?” e in base alla vostra risposta vi mostra ciò che può fare per voi tangibilmente.

Il parquet…

Per voi gestori che state leggendo questo pezzo: lo so che avete risposto a una esigenza del mercato per far percepire un ambiente pulito e ordinato, col parquet. Ma perché, un nero gommato antiurto fa così schifo? (potete sempre rimediare, con questo)

A chi invece si approccia a un centro/palestra, dico: il fattore parquet, almeno secondo me, vale per un 50% come peso per la scelta. 50% in negativo. Vi spiego subito come capire se una palestra col parquet può essere la palestra giusta per voi, con una domanda che dovrete fare immediatamente non appena vedrete il parquet.

Lo so, è una domanda difficile, ma ne va dei vostri risultati. La domanda è questa:

“Caro [nome del proprietario], poniamo il caso che io mi metta a fare Stacco da Terra o provi degli Hand Stand e per un motivo o per un altro mi scivoli il bilanciere o perda l’equilibrio puntando pesantemente i piedi a terra. Saresti disposto a perdere qualche lastra di parquet se questo dovesse servire a farmi migliorare?”

(marcate bene quel “poniamo il caso”)

Se la risposta è , iscrivetevi immediatamente. Se la risposta è No, la domanda successiva è “Allora perché non metti delle piastrelle antiurto?”. A quel punto gli scenari sono due:

  • La risposta terribile, quella che deve farvi sogghignare e lasciare con disprezzo la stanza, magari aggiungendo “Siete dei poveri sfigati”, è la seguente: “Guarda che puoi migliorare anche facendo tante altre cose”.
  • La risposta comprensiva è: “Sono cose che ho messo in conto; per migliorare non serve sbatacchiare il bilanciere sul pavimento, può capitare, nel qual caso si ripara. Quindi, nessun problema. In futuro metteremo il pavimento antiurto”.

Se pensano a preservare la loro struttura, che si tengano i loro bei gioiellini griffati come soprammobili, non è un ambiente per allenarsi, è un ambiente per fare i fighetti davanti allo specchio con tanto di foto su Instagram. Lasciate perdere.

Secondo passo: cosa vogliono comunicarvi (e cosa cercano di vendervi)

Ormai con i Social è semplice dare uno sguardo e capire qual è il focus dei vari centri in giro per l’Italia. L’Italia è un terreno difficile, siamo tutti un po’ “Io ce l’ho più lungo e grosso [il bilanciere]”; d’altro canto, proprio perché c’è tanta mediocrità, a volte può essere più semplice riconoscere chi si distingue.

Un approccio basato maggiormente su una sorta di spiritualità che faccia comprendere che se uno ha messo su una palestra il primum movens è stato l’attenzione verso l’utente, è quello che dovremmo cercare.

Sia chiaro: ci sono personalità con un ego molto ampio che possono rivelarsi utili per chi ha uno spirito “guerriero” e che cerca quindi una sorta di patriottismo goliardico in cui si instaura un certo spirito di competizione. Ma queste personalità molto spesso non riescono ad entrare in comunicazione con chi è più discreto, ed avrebbe bisogno di una empatia che presuppone una attenzione verso gli altri.

Perciò, in linea di massima, state alla larga dagli autoproclamatori. “Stiamo costruendo il nuovo centro fico…” / “Abbiamo comprato uno strumento fantastico…” / “Siamo stati i primi a…” etc. Dio ce ne scampi. Chi si preoccupa di voi, semmai vi dice:

“Avrai più spazio per i tuoi allenamenti, dai uno sguardo al nuovo centro.” / “Sarai monitorato con più precisione, guarda lo strumento che abbiamo pensato di includere nei percorsi per te.” / “Per te vogliamo solo il meglio, e abbiamo innovato il servizio, vieni a scoprirlo.” etc.

Ultimo passo: ascoltate i vostri segnali interni

Il più difficile: cosa vi “resta” di quel tour nella palestra? Dovrete fare un piccolo sforzo: eliminate tutte le strutture, le costruzioni e le convenzioni che vi distolgono da ciò che volete davvero, cioè migliorare il vostro benessere, il vostro corpo, la vostra salute. Se avete in testa due palestre, non mettetele su una bilancia in cui includete le attrezzature, il prezzo, i servizi, e neppure il personale (inteso come ventaglio di professionisti a disposizione).

Concentratevi, piuttosto, su una singola cosa: togliendo tutto quanto detto (l’aspetto materiale), e volendo fare un esercizio di visualizzazione di quel centro o quella palestra, cosa vi rimane? Come la identificate? Concentratevi quindi sul significato simbolico che avrete costruito (consciamente o inconsciamente) per quelle palestre.

“Palestra con attrezzatura fica” o “luogo in cui il mio corpo potrà esprimersi al meglio”? (insomma, suona meglio la seconda, no?). Dopo questo piccolo esercizio la scelta sarà naturale, così pure il vostro miglioramento.

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